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Si tiene oggi pomeriggio a Roma
l’incontro tra il ministro per la Pubblica amministrazione
Renato Brunetta e le parti sociali, all’ordine del giorno la
riforma del pubblico impiego e della macchina burocratica.
Il ministro – come spiega un articolo del Sole 24 Ore – ha
già reso noti i contenuti del ddl “anti-fannulloni” (premi
legati alla produttività; nuovi criteri di valutazione
basati sulla meritocrazia; licenziamento per i dipendenti
inefficienti, compresi i medici che rilasciano falsi
certificati; revisione della durata dei contratti pubblici;
restyling o soppressione dell’Aran) e si appresta a
continuare il suo “piano industriale” con la
digitalizzazione degli uffici, l’eliminazione degli enti
inutili e le esternalizzazioni di servizi fin qui gestiti
dal pubblico. “Io penso che Brunetta voglia andare verso la
direzione giusta, ma gli consiglierei due cose: di partire
con il confronto, meno con le interviste” ha detto il leader
della Cgil Guglielmo Epifani, segnalando una disponibilità
al dialogo. Che andrà però subito verificata sulla questione
dei rinnovi contrattuali, primo obiettivo dei sindacati, che
hanno però apprezzato la decisione del ministro di convocare
subito il tavolo. La situazione, comunque, non è tranquilla:
da un lato, l’operazione-trasparenza messa in moto da
Brunetta con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti
del ministero ha provocato forti malumori negli uffici,
soprattutto per la disparità di retribuzione anche tra le
stesse qualifiche; dall’altro, la detassazione degli
straordinari introdotta dal decreto del governo, che però
esclude i dipendenti del pubblico impiego, ha causato le
critiche dell’intero comparto pubblico. |