La Cgil accelera sull'unità sindacale

Con un «manifesto per l'unità» la confederazione di Epifani vuole promuovere un'alleanza organica con Cisl e Uil. Dal 29 la Conferenza d'organizzazione

Antonio Sciotto

Roma


 

Una discussione che si svolge da Natale scorso: 500 mila quadri e delegati hanno partecipato - nel corso di 1600 conferenze locali e di categoria, con 52 mila interventi - alla preparazione della Conferenza di organizzazione della Cgil, che avrà il suo momento clou alla Fiera di Roma il 29, 30 e 31 maggio. L'assise si svolge in «un momento politico molto delicato», come lo ha definito la segretaria organizzatrice Carla Cantone, e Guglielmo Epifani - già nella sua relazione di apertura, come preannunciato ieri - tirerà un punto molto politico sulle prime misure del governo e le considerazioni del sindacato a riguardo. Ma, dall'altro lato, la Cgil utilizzerà la Conferenza per accelerare sul pedale dell'«unità sindacale», una vera e propria alleanza organica con Cisl e Uil che, almeno dalle intenzioni, appare di lunga durata e piuttosto «blindata».
Senza dimenticare, anche se ieri in sede di conferenza stampa i segretari vi hanno fatto solo un fugace riferimento, la «divisione» interna alla Cgil: con Fiom, Lavoro Società e Rete 28 aprile, esplicitamente contrarie (con sfumature magari diverse) alla bozza sui contratti che è invece - quasi per paradosso - proprio la base programmatica dell'agognata «unità» con Cisl e Uil. La grande domanda è: la Cgil riuscirà ad arrivare unita al tavolo con Confindustria, Cisl e Uil, o magari si dovrà passare per un «doloroso» (ma quasi necessario) doppio documento alla fine della Conferenza d'organizzazione? Sul tema si è espressa Carla Cantone, affermando che «in Cgil non si teme il dibattito, e su alcuni punti certamente ci potranno essere posizioni diverse: ma alla fine si fa una sintesi e si decide».
Quanto all'unità sindacale, Cantone ha bollato come «stupidaggine» l'idea che si voglia andare verso un sindacato unico, insomma una fusione tra Cgil, Cisl e Uil. Ma insomma, tra l'unione delle centrali cooperative rosse e bianche e lo stesso Pd che non fa mistero di preferire un sindacato il più unito e «dialogante» possibile, l'ipotesi non è poi così astrusa, almeno nella teoria. Comunque si parte da un «manifesto» che la Cgil proporrà, in modo da lanciare - spiega Epifani - «una nuova stagione unitaria».
Tornando ai temi della Conferenza di organizzazione, la Cgil punta a rafforzarsi sul «territorio», grazie al «secondo livello» tanto centrale nella bozza sulla riforma dei contratti: si parla di «contrattazione territoriale» e «maggiore ruolo delle camere del lavoro», come della possibilità di generalizzare il più possibile la elezione delle Rsu, anche nelle realtà più piccole e periferiche (magari con una Rsu territoriale), ma dall'altro lato Confindustria ha già ribadito più volte di essere disponibile a contrattare un secondo livello solo in azienda e non nei territori. Dunque sarà ardua. Infine il tesseramento: si pensa di rinnovare periodicamente le deleghe, riformando l'attuale sistema di «deleghe a vita», e la Cgil punta a raggiungere presto 6 milioni di tessere.