Una
discussione che si svolge da Natale scorso:
500 mila quadri e delegati hanno partecipato
- nel corso di 1600 conferenze locali e di
categoria, con 52 mila interventi - alla
preparazione della Conferenza di
organizzazione della Cgil, che avrà il suo
momento clou alla Fiera di Roma il 29, 30 e
31 maggio. L'assise si svolge in «un momento
politico molto delicato», come lo ha
definito la segretaria organizzatrice Carla
Cantone, e Guglielmo Epifani - già nella sua
relazione di apertura, come preannunciato
ieri - tirerà un punto molto politico sulle
prime misure del governo e le considerazioni
del sindacato a riguardo. Ma, dall'altro
lato, la Cgil utilizzerà la Conferenza per
accelerare sul pedale dell'«unità
sindacale», una vera e propria alleanza
organica con Cisl e Uil che, almeno dalle
intenzioni, appare di lunga durata e
piuttosto «blindata».
Senza dimenticare, anche se ieri in sede di
conferenza stampa i segretari vi hanno fatto
solo un fugace riferimento, la «divisione»
interna alla Cgil: con Fiom, Lavoro Società
e Rete 28 aprile, esplicitamente contrarie
(con sfumature magari diverse) alla bozza
sui contratti che è invece - quasi per
paradosso - proprio la base programmatica
dell'agognata «unità» con Cisl e Uil. La
grande domanda è: la Cgil riuscirà ad
arrivare unita al tavolo con Confindustria,
Cisl e Uil, o magari si dovrà passare per un
«doloroso» (ma quasi necessario) doppio
documento alla fine della Conferenza
d'organizzazione? Sul tema si è espressa
Carla Cantone, affermando che «in Cgil non
si teme il dibattito, e su alcuni punti
certamente ci potranno essere posizioni
diverse: ma alla fine si fa una sintesi e si
decide».
Quanto all'unità sindacale, Cantone ha
bollato come «stupidaggine» l'idea che si
voglia andare verso un sindacato unico,
insomma una fusione tra Cgil, Cisl e Uil. Ma
insomma, tra l'unione delle centrali
cooperative rosse e bianche e lo stesso Pd
che non fa mistero di preferire un sindacato
il più unito e «dialogante» possibile,
l'ipotesi non è poi così astrusa, almeno
nella teoria. Comunque si parte da un
«manifesto» che la Cgil proporrà, in modo da
lanciare - spiega Epifani - «una nuova
stagione unitaria».
Tornando ai temi della Conferenza di
organizzazione, la Cgil punta a rafforzarsi
sul «territorio», grazie al «secondo
livello» tanto centrale nella bozza sulla
riforma dei contratti: si parla di
«contrattazione territoriale» e «maggiore
ruolo delle camere del lavoro», come della
possibilità di generalizzare il più
possibile la elezione delle Rsu, anche nelle
realtà più piccole e periferiche (magari con
una Rsu territoriale), ma dall'altro lato
Confindustria ha già ribadito più volte di
essere disponibile a contrattare un secondo
livello solo in azienda e non nei territori.
Dunque sarà ardua. Infine il tesseramento:
si pensa di rinnovare periodicamente le
deleghe, riformando l'attuale sistema di
«deleghe a vita», e la Cgil punta a
raggiungere presto 6 milioni di tessere.