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Straordinari regali
Dagli edili ai meccanici una pioggia di
critiche
s. f.
Roma
Dall'edilizia al commercio, passando per
l'industria, la detassazione di straordinari
e parti variabili del salario, se pure in
maniera sperimentale per sei mesi, non piace
e preoccupa in casa Cgil. Franco Chiriaco,
segretario generale della Flai Cgil (la
categoria degli alimentaristi) la mette in
questi termini: «Detassare le ore
straordinarie aprirebbe la strada a un grave
peggioramento delle condizioni di lavoro,
minerebbe fortemente la sicurezza dei
lavoratori e renderebbe carta straccia tutte
quelle norme inserite nei contratti sulla
gestione degli orari».
Prendiamo l'edilizia, settore che occupa oltre 1 milione di persone, ad alto tasso di 'nero' e di infortuni sul lavoro. Negli ultimi due anni il settore ha visto un'impennata, «del tutto anomala», di contratti part time: solo a Roma si tratta di un terzo dei nuovi assunti. «Il rischio è di incentivare, e legalizzare, questa tipologia di contratti, che spesso nasconde forme di lavoro nero», osserva Franco Martini, segretario generale Fillea Cgil: «Per le imprese sarà più facile aggirare la normativa sulla regolarizzazione, invece di regolarizzare 8 ore potranno regolarizzarne 4, e magari metterne qualcuna delle restanti in 'straordinario'». Secondo Martini si tratterebbe di «un incentivo al mantenimento di una quota di lavoro nero, con tutte le conseguenze che questo avrà in materia di sicurezza sul lavoro». Il provvedimento varato ieri detassa, con cedolare secca al 10%, anche tutte le componenti variabili del salario, dai premi agli incentivi. In un settore come il commercio (2 milioni circa di addetti, in gran parte donne), dove già «i soldi elargiti unilateralmente dalle imprese sono parecchi», è comprensibile che generi molta preoccupazione. L'«assurdità», secondo Dora Maffettoni, segretaria Filcams di Milano e Lombardia, sta nel fatto che si tratterà di «lavorare di più per guadagnare di meno». «L'ora ordinaria di lavoro - spiega - fa sì che chi lavora abbia alla fine dell'anno anche i cosiddetti 'istituti differiti', tredicesima, quattordicesima, ferie e Tfr, che incidono almeno per il 35% sul costo del lavoro. In caso di necessità, l'azienda potrà dunque usufruire di ore di straordinario detassate, che non incidono affatto sugli istituti citati». «Certo che è conveniente - conclude Maffettoni - Per le imprese soprattutto». E infatti, ieri, anche Confcommercio (che ancora non ha rinnovato il contratto di categoria, sui nodi dell'orario di lavoro e del lavoro domenicale) non ha mancato di ringraziare. Nel caso dei metalmeccanici, il cui contratto indica un tetto massimo di 250 ore 'straordinarie' all'anno, si tratterebbe di lavorare quasi tutti i sabati. Secondo Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom, «alla questione salariale si sarebbe dovuto fare fronte con interventi sulla fiscalità»: «Restituzione del fiscal drag, di cui ormai nessuno parla più, e detrazioni sui redditi più bassi». «Se poi la misura coinvolgesse tutto ciò che viene elargito a livello aziendale ma non è contrattato - osservano dalla Fim Cisl di Milano - l'obiettivo sarebbe chiaramente quello di mettere fuori gioco il sindacato e la contrattazione collettiva». E di una misura utile «soprattutto alle imprese», parlano anche le Acli. Critiche al provvedimento provengono anche dagli ambienti liberali. «Una volta introdotto un regime di favore per le componenti variabili del salario, i datori di lavoro e i dipendenti vorranno trasferire gran parte della propria contribuzione dalla parte fissa a quella variabile», notano gli economisti de La voce.info. «Grandi intese o grandi elusioni fiscali?», domandano. |