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La
notizia, pubblicata tra le
brevi sulla stampa, è la
seguente:
“Il 16 maggio 2008 l'Assolavoro
(CONFINDUSTRIA) e le
organizzazioni sindacali dei
lavoratori (ALAI CISL, CPO
UIL, NIDILGIL) hanno
raggiunto una intesa per il
rinnovo del ccnl dei
lavoratori in
somministrazione che
interessa circa 600 mila
lavoratori e 98 agenzie
interinali.
Tra le principali novità
segnaliamo la costituzione
di un fondo di previdenza ad
hoc per i lavoratori
interinali, l'aumento
dell'indennità di
disponibilità e più tutele
per maternità e sicurezza.
Le organizzazioni sindacali
(NidiL CGIL, ALAI-CISL e CPO
UIL) si presenteranno ai
direttivi unitari convocati
per il 27 maggio per la
definitiva approvazione
dell'intesa.”
E’ dal 16 maggio, data in
cui abbiamo appreso la
notizia che cerchiamo il
testo dell’accordo
sottoscritto senza
riuscirci. Sui siti dei
sindacati firmatari solo uno
scarno comunicato che
attraverso la formulazione
di rito “DOPO MESI DI
TRATTATIVA è stata
finalmente raggiunta NELLA
NOTTE l’intesa per il
rinnovo del CCNL dei
lavoratori in
somministrazione”.
Il comunicato - a firma
ALAI-CISL,CPO-UIL, NIDIL
CGIL – prosegue così:
“L’accordo raggiunto –
frutto di un confronto
complesso – coglie la comune
volontà delle parti, a dieci
anni dalla nascita
dell’interinale, di
consolidare e rafforzare il
sistema a partire dal
miglioramento delle
condizioni di lavoro e della
sua valorizzazione”. Si
parla di rafforzamento delle
tutele (??), di
valorizzazione dei percorsi
lavorativi anche attraverso
il rafforzamento del tempo
indeterminato (??) e, ironia
della sorte visto il pessimo
andamento nel 2007 dei fondi
pensione su cui ovviamente è
stata messa la sordina, del
“miglioramento delle
prestazioni, a partire dalla
introduzione di una
previdenza integrativa
specifica”!
Se questa voce viene
annoverata tra quelle
“migliorative” chissà quali
altre positive sorprese ci
riserverà la lettura del
testo sottoscritto non
appena, bontà loro, i
firmatari lo renderanno
noto!!!
Ora il testo, sconosciuto ai
lavoratori che se lo
vedranno applicato, sarà
sottoposto alla votazione
dei direttivi unitari (si
intende sempre e solo
ovviamente di ALAI-CISL,CPO-UIL,
NIDIL CGIL) il prossimo 27
maggio per la definitiva
approvazione. I lavoratori
ovviamente non hanno voce in
capitolo.
E questa la chiamano
democrazia sindacale!
Un tema d’attualità che
rimanda al documento di
CGIL-CISL e UIL,
recentemente reso noto dopo
mesi di indiscrezioni
ufficiose, a proposito del
nuovo modello contrattuale e
della rappresentanza delle
lavoratrici e dei
lavoratori. A quest'ultimo
riguardo, considerato che
nel testo approvato dai
direttivi di CGIL-CISL e
UIL, si parla di legare la
rappresentatività delle
varie organizzazioni
sindacali alla
certificazione dei dati
associativi (“riferiti di
norma alle deleghe”) nonché
ai “consensi elettorali
risultanti dai verbali
elettorali delle RSU” alcune
domande sorgono spontanee:
1) nel contratto appena
sottoscritto per i
lavoratori “somministrati”
sarà stata abolita la norma
capestro attualmente vigente
che recita: Le società di
fornitura attivano le sole
deleghe intestate alle OO.SS.
FIRMATARIE del presente
contratto?
2) le elezioni dei
rappresentanti dei
lavoratori verranno
effettivamente fatte in ogni
luogo di lavoro? Potranno
indirle e parteciparvi tutte
le organizzazioni sindacali
presenti in un determinato
posto di lavoro o solo
quelle firmatarie dei
contratti di lavoro a
perdere che ben conosciamo?
Se pensiamo che in alcuni
luoghi di lavoro CGIL-CISL e
UIL si rifiutano di
permettere alle lavoratici
ed ai lavoratori di eleggere
i propri rappresentanti
perfino in presenza della
richiesta sottoscritta dalla
maggioranza dei dipendenti
la domanda non è certo
peregrina!
Quanto si sta verificando
all’ipercoop di Bonola (MI)
piuttosto che a quella di
Livorno (vedi sezione
servizi), all’aeroporto di
Montichiari - BS (dove
nonostante le firme di oltre
il 70% dei lavoratori su un
documento che chiede di
indire le elezioni i
confederali fanno muro) o
alla Natuzzi di Bari (un
lavoratore ha dovuto
iniziare lo sciopero della
fame per porre la questione)
è solo al punta dell’iceber
su questo tema. Si tratta di
alcuni degli innumerevoli
esempi di democrazia negata
di cui CGIL-CISL e UIL sono
quotidianamente
responsabili.
Un vero e proprio
"esproprio" del diritto dei
lavoratori a decidere la
propria rappresentanza!
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