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Lasciarsi alle spalle la lunga stagione di antagonismo che ha visto
contrapposti sindacati e industriali. La neopresidente di
Confindustria, Emma Marcegaglia, tende la mano al sindacato in
occasione del suo debutto all'Assemblea pubblica in una platea
affollata, che vede presenti molti ministri e molti esponenti
dell'opposizione (in prima fila il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, il titolare della Farnesina Franco Frattini, i
presidenti di Camera e Senato. Un po' più defilato il segretario del
Pd Veltroni). «Possiamo chiudere una lunga stagione di antagonismo,
pensare - afferma - in maniera nuova il confronto con i sindacati e
il modello di relazioni industriali, che oggi sono obsolete». «Mi
sembra che si stia esaurendo nella coscienza collettiva - continua
Marcegaglia - quel conflitto di classe fra capitale e lavoro che ha
segnato la storia degli ultimi 150 anni». Da qui l'invito ai
sindacati di raggiungere l'intesa sulla riforma della contrattazione
entro pochi mesi, con l'obiettivo di chiudere già a settembre.
Riprendere la
strada della crescita
La presidente di Confindustria guarda alla «grande sfida» che
l'Italia si trova davanti per lasciarsi alle spalle la logica del
declino e ritrovare la strada della crescita, dopo essere stata
«bloccata» da troppo tempo: «C'è uno scenario nuovo e irripetibile.
Abbiamo la possibilitá di far rinascere il Paese», dice, con
ottimismo, la nuova leader degli industriali. «Ci muove - assicura
fiduciosa Marcegaglia - una straordinaria passione per l'Italia. Per
questo sono ottimista. Sono sicura che non sprecheremo questa
occasione». Ma, ora, incalza la leader degli industriali, «abbiamo
il dovere di dare risposte ai problemi di oggi e di immaginare uno
storia per il futuro. Dobbiamo sollevare lo sguardo e costruire un
nuovo sviluppo». E per questo il Paese può sempre far conto su
quella sua grande risorsa che è «lo spirito italiano» che sempre
riesce a tirare fuori quando si trova di fronte alle grandi
emergenze, trasformandolo in risorsa e prassi anche nella
quotidianità.
Tornare al
nucleare e puntare sulla formazione
Confindustria, chiarisce la neopresidente, auspica collaborazione
anche con il Governo appena insediato sulla via delle riforme
necessarie per il Paese, pur nel rispetto dell'autonomia e
dell'equidistanza dai partiti. Poi Marcegaglia tocca alcuni temi che
ritiene decisivi per lo scenario presente e futuro del Paese:
l'educazione («i nostri figli rispetto a noi avranno sfide molto più
difficili. Dobbiamo dare loro una scuola esigente selettiva, di
eccellenza, che consenta di affrontare la competizione con le carte
migliori»); l'esigenza di tornare a reinvestire nel nucleare
(«l'abbandono del nucleare ha accresciuto la nostra insicurezza e la
nostra dipendenza dall'estero, ha sottratto altre risorse alla
crescita, ha gonfiato le bollette elettriche di famiglie e imprese);
la lotta agli sprechi nella pubblica amministrazione e in
particolare all'assenteismo nel settore pubblico («noi non
accettiamo un sistema dove ci sono persone che timbrano il
cartellino e subito dopo abbandonano il posto di lavoro. È un
insulto nei confronti dei lavoratori onesti, pubblici e privati»).
Forte anche la critica agli aumenti ottenuti dai lavoratori statali
nell'ultima tornata contrattuale - con la richiesta di un nuovo
modello di rinnovo dei contratti - così come il richiamo alle
banche, affinchè sostengano un cammino di ripresa e di crescita,
attraverso i "tradizionali" metodi del finanziamento all'attività
produttiva e agli investimenti.
Aumentare
l'età pensionabile, rilanciare l'occupazione femminile
L'auspicio della prima presidente donna di Confindustria è anche una
ripresa dell'occupazione femminile, che in Italia è ancora troppo
bassa (è attivo solo il 47% delle donne in età lavorativa), con
riflessi evidenti sul reddito familiare e di conseguenza sulla
natalità complessiva e sul benessere della società. «Più donne al
lavoro e un welfare più favorevole alla famiglia e all'infanzia: con
un'occupazione femminile allineata ai tassi medi europei, il nostro
Pil sarebbe più alto di quasi il 7%», avvisa Marcegaglia, che punta
anche il dito contro un'età pensionabile a suo avviso eccessivamente
bassa. La proposta concreta di Marcegaglia è quella di indicizzare
l'età pensionabile all'aumento della speranza di vita, dato che «il
welfare è particolarmente inefficiente e iniquo. Quasi il 60% della
spesa sociale serve a coprire dal rischio di vecchiaia, perchè l'età
media dei pensionati è bassa».
Sì a
federalismo fiscale, ma tagliando le spese
Un altro capitolo dell'intervento di Marcegaglia è dedicato al
processo federalista, del quale vanno colti i pregi, ma anche
azzerati gli effetti collaterali che si sono creati nel tempo, come
l'aumento delle spese locali. La ricetta, anche qui, è costituita da
robusti tagli alle spese: «Il processo federalista - dice il
presidente di Confindustria - così com'é non funziona. Negli anni
scorsi sono state iniettate dosi più consistenti di decentramento ma
le spese correnti delle amministrazioni locali sono esplose. Nello
stesso tempo non é stato posto alcun freno alle spese delle
amministrazioni centrali. Un percorso insostenibile». Secondo
Marcegaglia è possibile anche un federalismo virtuoso, con un
federalismo fiscale che stimoli l'assunzione di responsabilità e si
accompagni ad un taglio di spesa frutto della guerra alle
duplicazioni, alle sovrapposizioni, agli sprechi. «Devono tornare al
centro le materie connesse alle grandi reti nazionali di energia,
trasporto e comunicazione, mentre può essere largamente decentrata
la gestione di molti servizi pubblici: scuole, trasporti locali,
servizi per l'immigrazione e l'integrazione».
Al termine della sua prima relazione annuale da presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia - che anche espresso vicinanza alla
famiglia di un operaio morto martedì scorso in un'incidente sul
lavoro in uno stabilimento della sua azienda - ha ricevuto un
caloroso applauso di due minuti da parte dell'assemblea. La nuova
leader degli industriali, apparsa visibilmente emozionata, ha
incassato anche i complimenti di Luca Cordero di Montezemolo e del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha aggiunto: «Sarà
il nostro programma di Governo».
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