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Apprezzamento
bipartisan, ma anche critiche, per il primo discorso della
neo presidente di Confindustria Emma Marcegaglia
all'Assemblea annuale degli industriali. Tra le
organizzazioni dei lavoratori è in particolare la Cgil a
ricordare come la centrale questione dei redditi sia stata
sottovalutata nel discorso di Marcegaglia. Un messaggio alla
nuova leader è arrivato anche dal Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, che ha sottolineato
come “significativa novità per la crescita civile del nostro
paese l'avere affidato a una personalità femminile di
riconosciuto talento e valore” la guida di Confindustria.
Sindacati
“Il punto più critico della sua relazione è la
sottovalutazione della condizione salariale dei lavoratori.
Questo renderà molto impegnativo il confronto sul modello
contrattuale, perché per noi i salari vanno aumentati”, è il
primo commento del segretario della Cgil Guglielmo
Epifani. “Il sindacato italiano – ha sottolineato
Epifani – ha sempre fatto politiche di investimento e di
sviluppo delle riforme, ma ha sempre aggiunto come
condizione anche quella dei redditi. Sarebbe anche interesse
delle imprese pagare di più i lavoratori”. Il modello
contrattuale, ha aggiunto il leader sindacale, “dovrà
ruotare anche attorno a questo. Noi andiamo a questo
confronto per chiedere più salari”. Da parte nostra, ha
sottolineato ancora Epifani, “c'è sempre stata la
disponibilità a lottare contro gli sprechi, ma è un richiamo
che va fatto a chi ha l'onere di superare questo problema.
Innanzitutto, la politica”.
La relazione è piaciuta di più al leader della Cisl,
Raffaele Bonanni, secondo il quale siamo di fronte a
“una svolta”. “Non ci si muove più genericamente – ha detto
Bonanni – ma si va dritti verso un obiettivo”. Il leader
sindacale ha apprezzato in particolare il passaggio sul
pubblico impiego, in cui “non si fanno più dichiarazioni
generiche ma si indica il vero punto, cioè è chi dirige che
produce fannulloni”. Bonanni si trova d'accordo anche
rispetto al messaggio lanciato dal presidente di
Confindustria sulla necessità di un cambiamento: “Il
sindacato deve cambiare ma anche Confindustria, come ha
detto Marcegaglia, e qualsiasi cosa che è in ritardo
rispetto alle emergenze del Paese”. Per il leader della Uil
Luigi Angeletti “ci sono tutte le condizioni per fare
un cambio storico del nostro sistema di relazioni
industriali. È ragionevole pensare che si possa passare a un
sistema di relazioni in cui ci sia un minore tasso di
conflitto e una ripartizione più equa dei benefici di una
possibile crescita tra lavoratori e imprese”.
Politica
“Ho molto apprezzato la relazione: posso dire che
potrebbe essere, anzi sarà, il nostro programma di governo”,
ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
nel suo breve saluto all'assemblea di Confindustria. “Forza
Emma, forza Confindustria. A ciascuno di voi auguro di poter
riuscire a trasformare in realtà i vostri progetti e i
vostri sogni”. Parole di apprezzamento arrivano anche dal
segretario del Partito democratico Walter Veltroni:
“La Marcegaglia prosegue la tradizione. Montezemolo aveva
portato a posizionare Confindustria lungo una linea di
sottolineatura dei valori della crescita, di un mercato più
aperto, prestando attenzione ai fattori strutturali di gap
dell'Italia rispetto agli altri paesi europei. Ho trovato
convincenti e interessanti anche le sottolineature di merito
sulla formazione e la scuola”. A Veltroni è piaciuto anche
il passaggio dedicato “all'impegno per la sicurezza sul
lavoro. Insomma, questa relazione fa parte dello sforzo
collettivo che l'Italia deve fare per rimettersi rapidamente
a correre”.
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