DOCUMENTO FINALE CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE FUNZIONE PUBBLICA CGIL NAZIONALE

La Conferenza di organizzazione della Funzione Pubblica Cgil riunita a Gallipoli nei giorni 12,13 e 14 maggio 2008, approva il seguente documento ad integrazione del “contributo della Funzione Pubblica alla Conferenza  di Organizzazione della CGIL”.

Le elezioni del 13 aprile hanno riconsegnato il governo del Paese alla destra con una larga maggioranza  che può garantire la governabilità per la durata della legislatura.

Come avevamo intuito ed anticipato nel “Contributo ….” il fallimento del governo Prodi ha alimentato la sfiducia dei cittadini e delle cittadine verso la capacità del centro-sinistra di produrre cambiamenti.

Ciò che non era prevedibile è stata la dimensione della sconfitta che confina all’opposizione il Partito Democratico ed esclude tutte le altre forze della sinistra dal Parlamento.

Si tratta di un risultato che costituisce di per sé un problema per l’assenza di rappresentanza parlamentare di forze politiche che storicamente si  radicavano nel mondo del lavoro dipendente.

Nello stesso tempo questo risultato indica come gli errori della maggioranza di centro sinistra, l’allentamento del rapporto con il territorio e gli elettori e le elettrici, la distanza tra i programmi e i risultati perseguiti, abbiano determinato una profonda frattura con larga parte della propria base elettorale.

La prospettiva di un governo della destra di lunga durata desta in noi la preoccupazione per la salvaguardia dei principi e dei valori della Costituzione uscita dalla Resistenza, a partire da quello della laicità dello Stato, da mesi ripetutamente messo in discussione e, di recente, acuito con l’attacco frontale del Vaticano  alla legge 194.

Il giudizio sulla 194 coinvolge anche la sfera dei diritti individuali costituzionalmente garantiti, perché punta a cancellare il diritto alla autodeterminazione della maternità per le donne la cui conseguenza è la diminuzione del loro ruolo  e con esso un arretramento dei rapporti e del modello di società, che, sebbene ancora lontano dalla piena parità, in questi  anni hanno segnato un grande avanzamento e la positiva trasformazione del Paese.

Il risultato elettorale consegna anche alla CGIL la necessità di analizzare le ragioni profonde che hanno prodotto la divaricazione fra rappresentanza politica e rappresentanza sociale.

Spetta anche a noi contribuire a recuperare  tale divario, a partire dal recupero della centralità del lavoro e del valore del lavoro dipendente.

I contenuti del congresso di Rimini, il programma e le piattaforme rivendicative da esso scaturite si confermano nel loro valore strategico e vanno sviluppati e sostenuti nella nuova fase.

 Nuova fase  che richiede una forte capacità di iniziativa unitaria del sindacato confederale, a partire dalla messa in valore dei risultati conseguiti con il passato Governo, con il rilancio della piattaforma sul fisco e l’apertura del confronto sulla piattaforma unitaria sul modello contrattuale.

Le assemblee  di informazione e verifica sulla piattaforma sono una straordinaria occasione per recuperare un più forte rapporto con i lavoratori e le lavoratrici per riaffermare il valore della contrattazione collettiva come principale strumento di regolazione del rapporto di lavoro e dei suoi contenuti, a partire dalla centralità del contratto nazionale e  del suo ruolo di difesa universale dei diritti, il pieno dispiegamento della contrattazione di secondo livello, come strumento di controllo sull’organizzazione del lavoro e quindi sulle condizioni materiali dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il coinvolgimento  dei lavoratori e delle lavoratrici costituirà la premessa indispensabile per una partecipazione attiva e consapevole, in grado di sostenere, con le forme che si renderanno necessarie,  il confronto nella trattativa che sappiamo preannunciarsi difficile e complessa.

A valle della decisione del direttivo confederale CGIL e dei direttivi unitari, la Funzione Pubblica ritiene che elementi qualificanti di un possibile accordo debbano essere:

un unico modello contrattuale per il lavoro privato e per quello pubblico;

la conferma dei due livelli di contrattazione,

la centralità del contratto nazionale ed il rafforzamento della sua funzione salariale, con particolare attenzione ai salari più bassi, attraverso il superamento dell’inflazione programmata e  l’individuazione di indicatori certi del tasso inflativo, un meccanismo certo di recupero del differenziale inflativo, il superamento della IVC e del meccanismo delle una-tantum, per un pieno rispetto delle decorrenze;

l’ampliamento, l’effettività e la piena esigibilità del secondo livello di contrattazione, indispensabili per coniugare la valorizzazione del lavoro e la qualità dei servizi resi;

la definizione di regole certe per la verifica della rappresentanza e rappresentatività, nonchè per l’esercizio della democrazia sindacale.

L’avvio della trattativa per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, la sua durata e la sua conclusione non possono essere pregiudicati dal mancato stanziamento delle risorse necessarie al rinnovo dei contratti pubblici già scaduti, risorse che invece devono trovare piena definizione nel prossimo DPEF.

L’unificazione dei contratti indicata nella piattaforma unitaria rappresenta per la Funzione pubblica   un utile sostegno all’avanzamento dell’obiettivo dei contratti di settore (sanità, ssaep, igiene ambientale).

La natura esclusivamente integrativa del welfare contrattuale, per la Funzione pubblica, è argomento che richiede particolare attenzione nella definizione dell’accordo, per salvaguardare il ruolo universale e solidale del servizio pubblico, a partire dalla sanità, dei servizi sociali e di quelli educativi.

Le intenzioni del governo rispetto al lavoro pubblico si sono manifestate in maniera esplicita fin dal suo insediamento: riduzione del ruolo delle pubbliche amministrazioni, diminuzione dell’occupazione stabile, progetti di privatizzazione di larga parte dei servizi pubblici. Questo deve renderci consapevoli che si apre per noi una fase difficile, complicata nella quale la difesa del ruolo pubblico  passa attraverso la nostra rigorosa capacità di iniziativa, di innovazione per contrastare gli attacchi, per coniugare la difesa degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici con i diritti di cittadinanza, con scelte concrete a partire dai livelli territoriali ed aziendali che diano concreta declinazione ai contenuti del Memorandum sottoscritto nel maggio del 2007.

Occorre che la confederazione affronti una seria ed approfondita riflessione sulle scelte effettuate dal congresso riguardo la difesa dei beni comuni e  sul ruolo del pubblico in economia, per attrezzare una risposta coerente e di prospettiva sulle modificazioni avvenute e su quanto si sta profilando in tutti questi settori.

Si tratta di una sfida che deve vedere impegnata l’insieme dell’organizzazione poiché dalla qualità dell’intervento e dei servizi pubblici dipenderà la qualità dello sviluppo e delle condizioni di vita delle persone.

Questa scelta sarà ancora più credibile se, assieme alla decisione politica, la Conferenza d’Organizzazione della Cgil saprà indicare conseguenti scelte organizzative che, per quanto riguarda la FP, dovranno dare risposta alla ricomposizione della rappresentanza, in particolare, per quanto riguarda i servizi idrici, ambientali e della ricerca in sanità.

 Il modo in cui si è svolto il dibattito, ai diversi livelli, della nostra conferenza d’organizzazione dimostra che, attenendosi al merito delle questioni, è possibile affrontare i problemi anche in fasi e momenti complicati quali quelli che stiamo attraversando.

E’ con questo atteggiamento che noi pensiamo debba potersi rinnovare anche il confronto  all’interno della Cgil.

La dialettica interna, il confronto tra le diverse posizioni, il pluralismo delle idee sono una ricchezza per l’intera confederazione e devono potersi sviluppare nel confronto partecipato e democratico sul merito dei problemi e la costruzione delle decisioni conseguenti deve realizzarsi attraverso la ricerca della più ampia convergenza sui contenuti delle proposte.

Liberare il confronto, favorire la discussione sono elementi fondamentali per recuperare un ruolo più incisivo degli organismi dirigenti, a partire dai comitati direttivi ed un rapporto più partecipato con i luoghi di lavoro.

 

14 maggio 2008