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Fabio Sebastiani
L'unico no è stato del segretario nazionale della Fiom,
Giorgio Cremaschi. La "revisione del modello contrattuale",
ha detto, è «il suicidio» del sindacato. Ieri, i direttivi
unitari di Cgil Cisl e Uil hanno vissuto senza troppi
sconvolgimenti ed emozioni l'approvazione della piattaforma
varata pochi giorni fa dai tre segretari generali, Epifani,
Angeletti e Bonanni. A scaldare un po' il clima ci ha
provato il leader della Cisl, parlando di «momento storico»
che cambierà i connotati al sindacato «oltre, molto oltre,
la gloriosa federazione degli anni '70 (Flm, ndr)».
Gli altri, in fondo, si sono limitati ai soliti discorsi di
circostanza. Guglielmo Epifani, da parte sua, ha lanciato un
allarme esplicito rispetto al confronto con Governo e
Confindustria. «Non sarà una impresa facile», ha detto. Con
gli imprenditori, perché la Marcegaglia non vuole nemmeno
sentir parlare di contratti territoriali; con il Governo,
perché arrivano segnali non positivi sul rinnovo dei
contratti pubblici. Ieri, il minsitro della Funzione
pubblica Renato Brunetta ha passato la palla a Tremonti
sostenendo la «grandissima competenza e senso di
responsabilità» del ministro dell'Economia. Senza
dimenticarsi però di rendere ben chiaro il suo pensiero:
«Sui dipendenti fannulloni ho le idee molto chiare: vanno
semplicemente licenziati». Prefigurando il clima di
ostruzionismo, Cgil Cisl e Uil hanno comunque rilanciato la
piattaforma su fisco e salari.
"Le linee di riforma della contrattazione" sono state difese
dal segretario della Cgil con l'argomento che la
«riregolazione del mercato globalizzato è un valore in se»;
e il rilancio dell'unità sindacale, perché «l'alternativa è
la difesa ad oltranza della sconfitta di tutti». Quindi è
chiaro che il movimento sindacale si appresta a subire come
non mai la prossima fase politica. Da un parte, il clima
bipartisan di Pd e Pdl proprio sui temi del lavoro e,
dall'altra, il sostanziale ridimensionamento del contratto
nazionale di lavoro.
C'è poi un terzo tema, di cui hanno parlato un po' tutti,
quello della democrazia. Ad attendere il documento unitario
ci sarà un primo "giro" di assemblee nei luoghi di lavoro
che durerà tre settimane e, a seguire, una
assemblea-happening nazionale a Roma. Sul testo che
eventualmente verrà siglato dai tre leader sindacali
dovrebbe tenersi una consultazione certificata. Certo, per
essere un "momento storico" come dice Raffaele Bonanni, è un
po' poco. Cremaschi ha promesso battaglia, perché la
contrattazione, ha detto, «è il core business del
sindadcato». Il segretario generale della Fiom, Gianni
Rinaldini, intanto, da Milano, dove è andato a presenziare
il direttivo della Fiom, ha riconfermato il sostegno ai
dirigenti sospesi assumendone la responsabilità delle
valutazioni sul caso Murgo.
13/05/2008 |