La condanna a 6 mesi di sospensione della segretaria Fiom di Milano, rea di non avere impedito ad un lavoratore (a suo tempo espulso dalla Cgil) di intervenire ad un attivo sindacale ha come ovvio sollevato non poche polemiche e perplessità sul merito della sentenza emanata dalla "magistratura interna" della Cgil.

 

A queste polemiche rispondono (tra gli altri) i segretari Cgil di Milano e della Lombardia, quasi infastiditi da tanto interesse. (leggi la loro dichiarazione)

La loro teoria è semplice e cioè che non si deve entrare nel merito della sentenza emanata dalla magistratura interna perchè è regola non farlo. Infatti (dicono loro) sarebbe "come se il Parlamento italiano votasse o discutesse su una decisione della Magistratura".

 

Ma di che magistratura parliamo ??? Non certo di una magistratura indipendente ma di un livello di valutazione e giudizio i cui componenti sono in maggioranza esponenti indicati dalle segreterie.

Sarebbe come se Berlusconi si facesse giudicare da un tribunale il cui presidente e la cui giuria fossero stati indicati da lui. E' vero che la Commissione di garanzia Cgil è eletta dal congresso ma non prendiamoci in giro. Il congresso (la sua maggioranza) ha votato su nomi rappresentanti della linea della maggioranza ed indicati dalla maggioranza come uomini di sua fiducia e quindi rispettosi degli interessi della maggioranza che governa la Cgil.

Ci diranno che stiamo esagerando perchè comunque i componenti della commissione di garanzia hanno un solo obbligo e cioè quello di rispettare lo statuto della Cgil. Vero ... probabilmente è così nella stragrande maggioranza delle situazioni ma nessuno può impedire di avere dubbi quando certe coincidenze hanno un riflesso anche sul dibattito politico in Cgil.

Infatti, nel loro candore, i segretari Cgil che si preoccupano di replicare alle polemiche contro la "strana" sentenza si dimenticano di dire che:

I fatti contestati (assolutamente irrilevanti dal punto di vista statutario perchè lo statuto non ha il potere di impedire, e non impedisce infatti, a qualsiasi lavoratore o delegato di presentarsi ad un attivo sindacale) risalgono ad almeno un anno fa.

La sentenza della commissione di garanzia è datata 18 aprile ma è stata pubblicizzata (guarda caso) solo poche ore prima il difficile direttivo Cgil del 7 maggio scorso (nel tardo pomeriggio ... un orario un po strano per sentire il bisogno di rendere pubblica una sentenza tenuta da settimane nel cassetto.

Tanto tempismo rende legittimi i dubbi sull'uso politico di questa sentenza, ma il candore degli esponenti Cgil

promotori del comunicato in oggetto sembra non accorgersene.

 

Voliamo bassi quindi ... inoltre non è la prima volta che qualcuno in Cgil si lamenta di una sentenza della magistratura interna e non ci ricordiamo che qualcuno si sia mai stizzito pubblicamente per questo.

 

9.5.2008          COORDINAMENTO RSU

 

 

 

COMUNICATO STAMPA


DICHIARAZIONE CONGIUNTA DI SUSANNA CAMUSSO E ONORIO ROSATI, SEGRETARI GENERALI DELLA CGIL LOMBARDIA E DELLA CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA DI MILANO


La Cgil Lombardia e la Camera del Lavoro di Milano chiariscono che la CGIL è dotata di una propria "magistratura interna" che è articolata in più gradi di giudizio e che, come evidente e giusto, sono totalmente autonomi dalle segreterie e dagli organismi dirigenti.

Essendoci più livelli di giudizio (tre), qualunque provvedimento viene immediatamente sospeso alla presentazione del ricorso all'istanza superiore.

Solo al termine del completo iter, eventuali sanzioni diventano applicabili.

Conseguentemente, le segreterie e gli organismi dirigenti devono astenersi da qualunque valutazione ed interferenza perchè, com’è evidente, non trattandosi di decisioni politiche, qualunque argomentazione sarebbe una vera ingerenza, come se il Parlamento italiano votasse o discutesse su una decisione della Magistratura.


Milano 7 maggio 2008