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Il
testo, dal titolo "Linee
di riforma della
struttura della
contrattazione", è stato
diffuso oggi alla
stampa. Dopo mesi di
incontri “clandestini”,
di indiscrezioni
ufficiose, il testo
varato dai segretari
nazionali di CGIL-CISL e
UIL vede la luce. Il
documento viene accolto
con grande soddisfazione
dal presidente uscente
di Confindustria Luca
Cordero di Montezemolo:
«Finalmente il sindacato
è riuscito ad arrivare
ad una posizione
unitaria: meglio tardi
che mai», ha commentato
oggi. Soddisfatti anche
i tre segretari generali
di Cgil Cisl e Uil. Un
quadretto idilliaco che
chiude il cerchio di un
sillogismo che trova
così la sua “naturale”
conclusione.
Montezemolo alcune settimane
fa aveva infatti dichiarato
che i lavoratori erano
d’accorso con lui e non
avevano più fiducia nei
“sindacati”; ne derivava
che, per rappresentare i
lavoratori, i sindacati
avrebbero dovuto approvare
il modello contrattuale da
lui auspicato. E così hanno
fatto Angeletti, Bonanni ed
Epifani seguiti a ruota
dalla stragrande maggioranza
dei “ massimi” dirigenti di
CISL, UIL e anche della
CGIL.
Le dichiarazioni rilasciate
dai tre segretari sono la
cartina di tornasole della
distanza incolmabile che li
separa dalla quotidiana
faticosa realtà del lavoro
dipendente, dell’autoreferenzialità
da cui sono posseduti,
dell’irreversibile
burocratizzazione che li
condanna ormai ad uno
spudorato gioco delle parti
senza rete: alleati fedeli
del “padrone” da cui
ricevono riconoscimento e
legittimità in quanto
firmatari della resa totale
alle ragioni dell’impresa!.
Le dichiarazioni rilasciate
oggi da Bonanni, Epifani e
Angeletti non riescono
nemmeno più a stupirci: sono
parole molto simili a quelle
pronunciate dai loro
predecessori in occasione
della firma degli accordi
del luglio 1992 e 1993,
quelli che affossarono
definitivamente la scala
mobile e che ci hanno
portato alla perdita del
potere d’acquisto di salari
e stipendi che ben
conosciamo: Accordi che
avevamo contrastato
fortemente prevedendo i
danni che oggi nessuno può
più negare. Il fatto è che
per riparare al danno i
novelli “strateghi”
sindacali propongono una
medicina peggiore di quella
di allora.
Eccole le loro ipocrite
dichiarazioni:
'È un accordo che costruisce
un sindacato nuovo, per
rendere più forti i
lavoratori con un salario
più pesante'. Parola di
Bonanni!
“All'interno del documento
vi sono contenuti di portata
molto grande. Tre sono gli
obiettivi: più democrazia,
sindacati più vicini ai
lavoratori, e aumento delle
retribuzioni, che in Italia
sono tra le più basse di
Europa". Parola di Epifani!
'Presenteremo queste
proposte subito per aprire
immediatamente un confronto
e vedremo se sul serio
avremo imprenditori disposti
ad aumentare veramente i
salari. Il documento serve
dopo dieci anni a far
aumentare i salari
attraverso un modello
contrattuale molto più
efficace di quello avuto
fino ad ora'. Parola di
Angeletti!
Parole, parole appunto ..
soltanto parole!
SdL
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