|
«La Fiom dà fastidio, mi aspettavo la "stretta"
Ma davvero non così...»
Stefano Bocconetti
Non è facile parlare con Gianni Rinaldini in una giornata come
quella di ieri. Lui che è sempre parco di parole, ieri sembrava
avere ancora meno voglia di parlare. Meno voglia del solito. Il
segretario della Fiom è appena uscito dal direttivo della Cgil. Dove
ha parlato. Per trenta secondi, forse qualcosa di più. Trenta
secondi che sono destinati comunque a segnare uno spartiacque nella
storia del più forte sindacato industriale italiano. Ecco cosa è
successo: a metà pomeriggio, Gianni Rinaldini, è andato alla
tribunetta della sala, dov'era in corso il vertice della Cgil. Si
stava discutendo dell'accordo firmato con Cisl e Uil sulla riforma
dei contratti. Lui ha detto queste poche parole: la proposta non mi
convince. Ma non voglio entrare nel merito, non ne voglio parlare
ora. Perché «due ore fa è stato preso un provvedimento disciplinare
nei confronti del gruppo dirigente della Fiom di Milano.
Provvedimento che giudico immotivato. Io mi assumo tutta la
responsabilità delle scelte fatte dal sindacato milanese. E la mia
vicenda personale seguirà quella di Maria Sciancati (appunto la
segretaria della Fiom di Milano, ndr)».
Che significa quest'espressione?
Che se lei sarà sospesa, lo stesso dovrà valere per me.
Parliamoci chiaro, Rinaldini. Questo provvedimento
disciplinare...
Questo provvedimento assolutamente immotivato, devi aggiungerlo
sempre...
Questo provvedimento ingiustificato, si può definire come un
tentativo di "epurazione", per usare le parole di tanti altri
dirigenti della Fiom?
Chiamala come vuoi, definiscilo come ti pare. Resta il fatto che
nella mia vicenda sindacale, iniziata davvero tanto, tanto tempo fa,
ne ho viste di tutti i colori. Ma mai una cosa di questo genere.
Davvero va al di là della mia immaginazione.
E che ti fa venire in mente?
Vuoi sapere se mi ricorda i periodi più bui della storia del
movimento operaio? Sì, forse me li ricorda. Ma non conta. Io penso
che tutto questo sia soprattutto una cosa: inaccettabile.
Ma perché è avvenuto? Perché vogliono far fuori la Fiom?
Manovre, scenari, dietrologia. Ad un dirigente sindacale tutto
questo non dovrebbe interessare. Ho le mie idee ma non dimentico di
essere soprattutto il segretario di un'organizzazione complessa e
articolata come la Fiom. Allora, mi limito ad accostare, a mettere
uno al fianco dell'altro i tasselli...
Facciamolo insieme questo lavoro. Che mosaico viene fuori?
Valuta te. Io vedo che "casualmente" nella stessa giornata, la Cgil
ha chiesto di ratificare un accordo, che credo non possa piacere ad
una categoria come quella dei metalmeccanici. Ma proprio nel giorno
in cui si sarebbe dovuta avviare una discussione così impegnativa e
delicata, ecco che si tira fuori questo provvedimento...
Perché usi l'espressione "si tira fuori"?
Perché ora si sa che il provvedimento era pronto dal 18 aprile.
Venti giorni fa. E si riferisce a fatti, avvenuti ormai un anno fa.
Stai dicendo che vogliono far fuori la Fiom? Stai dicendo che la
vogliono far fuori adesso? Che c'è un giro di vite verso chi
dissente?
Mi limito a constatare che una vicenda come questa, anzi: vicende
come quelle di oggi, dovrebbero costringere tutti a riaprire una
discussione su cosa sia la democrazia nel sindacato. Su cosa sia
diventata la democrazia nel sindacato.
In quelle poche battute che hai pronunciato dal palco del
direttivo della Cgil, hai detto che l'accordo fra le tre
confederazioni non ti convince. Perchè?
Perché sono convinto che il contratto nazionale debba restare lo
strumento principale su cui fare leva per far crescere i salari.
Questo deve essere l'obiettivo principale. E insisto: obiettivo
principale, il che significa che alcune modifiche, alcuni
aggiustamenti possono essere fatti. Possono essere discussi. Ma il
contratto è e deve restare il primo strumento. Ridurlo, invece, a
semplice difesa del potere di acquisto, come si vuole fare con
quest'intesa, e delegare la crescita salariale vera e propria alla
contrattazione aziendale; non solo ma legare tutto ciò agli aumenti
di produttività, significherebbe una cosa sola: rompere il vincolo
di solidarietà fra lavoratori. Prova a pensare davvero a cosa
accadrebbe nei prossimi dieci, quindici anni, se il contratto
nazionale fosse ulteriormente impoverito. Si creerebbero
sperequazioni insostenibili. Però, ti ripeto: su questo davvero ho
poca voglia di parlare oggi. Anche per una questione di correttezza
con il sindacato che rappresento: a giorni, giovedì e venerdì
prossimi, abbiamo una conferenza di organizzazione. Discuteremo
tutti insieme cosa significhi l'accordo fra Cgil, Cisl e Uil, che
conseguenze avrà nelle nostre fabbriche e come comportarci. Ne
discuteremo e ci sarà anche Epifani.
Scusa, Rinaldini ma tu pensi che un giro di vite contro questa
categoria così "riottosa", sia l'ennesimo segnale inviato da chi
vuole costruire un sindacato a-conflittuale? Un sindacato magari
legato a doppio filo col mondo della politica, dove ormai le
differenze fra maggioranza e opposizione sono sempre più sfumate?
Tanto più sui temi del lavoro?
Che vuoi che ti dica? Questa potrebbe essere una chiave di lettura,
una delle chiavi di lettura possibili. Ma io mi limito a risponderti
che spero di no. Spero che non sia così. Vorrei continuare a credere
che tutti, nella mia organizzazione, abbiamo a cuore un sindacato
autonomo. Autonomo dal potere e dal quadro politico. Spero davvero
che non sia così. Lo spero per tutti.
Ma dì la verità, te l'aspettavi una "mossa" come quella decisa a
Milano?
Francamente così, in queste forme no. Comunque, non mi piace fingere
e ti dico che tante cose stavano lì a dirci che c'era la volontà di
arrivare ad una "stretta" coi metalmeccanici. Ma così, ti assicuro,
con questi metodi davvero non me l'aspettavo.
E sul piano personale? Come ti senti? Sotto pressione?
Veramente sono sei anni che non ci sono dieci minuti di
tranquillità. Contratti, terrorismo, rimproveri, accuse... Ma va
bene così. Fare il segretario dei metalmeccanici non è mai stato
facile. E forse era scritto che non potesse esserlo neanche in
questo periodo.
08/05/2008
|