|
Aderisco alla richiesta del compagno Lami di ritirare il
documento che ho condiviso con Giorgio Cremaschi per
confluire sul testo presentato da Nicola Nicolosi. Chiedo
inoltre che il documento da me presentato insieme a
Cremaschi sia posto agli atti come dichiarazione di voto
alla quale, tuttavia, intendo unire un altro ordine di
motivazioni che si rende indispensabile dopo le conclusioni
del compagno Epifani, nelle quali egli ha sostenuto che la
consultazione di tutti i lavoratori sul modello contrattuale
supererebbe, in quanto più estesa e comprensiva, la
democrazia di organizzazione. Ebbene, questa
contrapposizione dello statuto della Cgil -che reclama la
partecipazione di tutte le strutture e degli iscritti e
delle iscritte alla formazione delle decisioni
dell’organizzazione- alla costruzione del processo
decisionale unitario è del tutto incongrua. E’ inaccettabile
un metodo -codificato a chiare lettere nel testo che ci
viene proposto- secondo il quale prima viene l’accordo fra i
segretari generali delle tre confederazioni; poi la ratifica
dello stesso senza alcuna possibilità di modifica da parte
del Comitato direttivo della Cgil, al quale viene dunque
chiesto un voto di fiducia sul segretario generale; infine
la presentazione del testo ai lavoratori, ai quali peraltro
non sarà consentito di votarlo, potendo essi esprimersi
soltanto sull’esito del negoziato e a seguito di assemblee
nelle quali è esclusa qualsiasi possibilità di dialettica
fra posizioni diverse. Il modello che si sta affermando in
via di fatto esclude dunque qualsiasi ruolo delle strutture
della Cgil, confederali come di categoria, a tutti i
livelli. E inaugura un rapporto diretto fra il segretario
generale ed i lavoratori che si configura come una torsione
plebiscitaria della democrazia sindacale. Tutto questo
modifica in profondità le regole della nostra vita interna e
la sovranità di questo stesso organismo dirigente. E ciò
dovrebbe preoccupare non soltanto chi sta esprimendo un
dissenso di merito, ma anche quanti oggi condividono i
contenuti della proposta avanzata.
|