CONTRATTI, GUIDI: MODELLO PIÙ MERITO E FLESSIBILITÀ

La riforma del sistema contrattuale dovrà essere basata su flessibilità e meritocrazia. Lo ha detto la neopresidente dei Giovani industriali, Federica Guidi, in un'intervista oggi nel corso della trasmissione 'Panorama del giorno' (Canale 5). 'La cosa migliore - afferma la Guidi - sarebbe immaginare un modello che dia realmente la possibilità a ogni imprenditore, a ogni collaboratore di impostare un rapporto contrattuale che si basi sulle vere capacità di flessibilità, di meritocrazia. Un nuovo modo di gestire l'azienda un nuovo modo per ogni persona di gestire il proprio rapporto contrattuale: ognuno diventa un po' imprenditore di se stesso'. Ha aggiunto la neo presidente: 'Credo sia bene mantenere un livello contrattuale che in qualche modo regolamenti alcune posizioni, alcuni regolamenti, alcuni strumenti di massima. Ma bisogna andare verso un modello più aderente alla propria capacità di lavorare, di produrre ricchezza, di essere disponibili, di essere flessibili in un mondo che cambia anche rispetto alla propria situazione contrattuale'.

05/05/2008  11.11

 

Federica Guidi, ossia ..... Alice nel paese delle meraviglie.

 

Federica Guidi sogna un mondo dove tutto gira come vuole lei e lo svolge come se raccontasse del "paese delle meraviglie", dove tutti vorrebbero lavorare come e quanto vuole lei, alle condizioni che vuole lei perchè poi, se lei lo vuole, darà qualche riconoscimento a riguardo che può andare dalla pacca sulla spalla, al "bravo .. tu si che mi piaci" fino, se proprio è in vena, a riconoscere qualche incentivo salariale.

A che serve un contratto ?? a nulla. Forse, se lei lo vuole, a definire alcuni limiti, come ad esempio che non si può lavorare più di 24 ore al giorno o che (visto che è democratica) che non si può mettere alla gogna sulla pubblica piazza chi arriva in ritardo al lavoro (basta licenziarlo) e poi, certo, che bisogna almeno garantire il minimo di sussistenza giusto perchè lei altrimenti si commuove se vede qualcuno morire di fame.

Si immagina poi lavoratori felici che la sera non vedono l'ora di tornare al lavoro, che quando sono al lavoro non li ferma più nessuno da quanto entusiasmo hanno e da quanto vogliono che l'azienda si accorga di loro, che poi a fine turno non hanno voglia di tornare a casa a meno che non vengano gettati fuori di peso dai cancelli da sensibili e comprensivi addetti aziendali addestrati all'uopo. Lavoratori in concorrenza tra loro per emergere fino a conquistare la sua attenzione e la sua riconoscenza, che farebbero qualsiasi cosa per farle piacere, anche fare delazioni a danno dei colleghi, ruotare su tre turni dietro fila e senza riposo, straordinari a gogo ... ma non per soldi, bensì per sentirsi dire ... Bravo!!!

Federica Giusti ricorda molto i fantasiosi padroni del vapore dell'inizio '800 che presi dall'euforia  per i loro ingenti guadagni favoleggiavano nei loro convegni di giornate lavorative dove si lavorava di giorno e di notte senza interruzione (il moto perpetuo), dove si aumentavano i carichi ed i ritmi di lavoro all'infinito e dove si mandavano in miniera i bambini perchè, essendo piccoli, si muovevano agevolmente e veloci. Pensavano a questo mondo fantastico non già per celebrare i loro profitti ma per il progresso che da tutto ciò ne derivava e mettevano in commercio le iconografie di lavoratori felici ed orgogliosi, operosi ... sani e e ben sazi ... liberi dal bisogno e con lo sguardo proiettato nel futuro. .

Federica Giusti, come i suoi antenati ottocenteschi non concepisce neppure lontanamente che si lavora in primis per campare e non per fare felice lei. Non si accorge (non vuole neppure sentirne parlare) che il problema principale che fa andare la gente incazzata al lavoro è che viene pagata un pezzo di pane, che la sua pensione non sa se ce l'avrà, che il suo lavoro è sempre meno tutelato, e, se precario, che metà della sua vita è occupata a cercarsi un lavoro, magari in un call center, o su una catena di montaggio, da cui verrà lasciato a casa dopo sei mesi nonostante (magari) la sua laurea in ingegneria, che l'affitto gli costa quasi tutto quello che guadagna, che non esistono nidi o asili dove mandare i bambini e quelli che ci sono costano come andare in Hotel, che deve pregare ogni giorno di non ammalarsi per la paura, così, di perdere il posto di lavoro o di non vedersi rinnovare il contratto da precario.

 

Ma di quali lavoratori parla Federica Giusti ?? Di lavoratori liberi dal bisogno ovviamente, ma purtroppo per lei e grazie a lei ed all'associazione di cui fa parte, di lavoratori liberi dal bisogno non ne esistono.

Forse per questo è così preoccupata al punto da proporre, per risolvere il problema una volta per tutte, di eliminare il contratto nazionale...... In fin dei conti è solo questo che lei vuole veramente .... il resto, di quello che dice, è solo folklore e ... presa per i fondelli.

 

Il dramma (ed il tragico) per noi è che non è sola. Come non comprenderla nel suo ritenere credibile il ragionamento che fa quando anche il segretario generale di un sindacato (CISL) solo due mesi fa se ne è uscito con un ... "Basta col salario a prescindere??" ... a prescindere da che ??!!

 

6.5.2008                    COORDINAMENTO RSU