NO AL SINDACATO UNICO IN SALSA PD!

NO AL MODELLO CONTRATTUALE VOLUTO DA CISL E CONFINDUSTRIA!

 

Cisl e Uil, come nella loro migliore tradizione, hanno subito fiutato il cambiamento di vento nel quadro politico del paese e non hanno perso tempo per provare a  mettere all’angolo la Cgil, come già tentarono con il Patto per l’Italia e il contratto separato dei meccanici durante l’ultimo quinquennio berlusconiano.

Le dichiarazioni di piena sintonia e disponibilità di Bonanni rispetto alla nuova maggioranza e alla Confindustria di Marcegaglia, confermano quanto già si sapeva: Cisl e Uil sono pronti alla definitiva rottamazione del contratto nazionale, in cambio di un qualsiasi miserabile riconoscimento ai tavoli concertativi da parte dei nuovi padroni…

L’accordo separato firmato da Fim e Uilm alla Ferrari va inquadrato in questo nuovo clima nazionale: non sarà purtroppo l’ultimo episodio e non è frutto di una  specifica situazione aziendale.

La nuova maggioranza, la Confindustria , Cisl e Uil, in un fronte unito,  faranno di tutto per fare fuori ogni resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori alla nuova ondata di precarietà e supersfruttamento che sta investendo le fabbriche italiane. 

Meno salario contrattato centralmente, meno diritti, più orario di lavoro.

Dalle pagine dei loro giornali, con i loro dipendenti-editorialisti, accusano di “conservatorismo”chiunque si opponga alle loro manovre antioperaie: per loro la modernità è il ritorno alle gabbie salariali, l’allungamento dell’orario di lavoro, una disciplina da caserma, il salario come evanescente variabile dell’andamento d’impresa.  

In questa strategia gli accordi separati sono l’arma preferita dai padroni: costringono i lavoratori a dividersi, spesso innescano delle guerre tra poveri e finiscono inevitabilmente col segnare una sconfitta per tutti.

Cisl e Uil stanno rispolverando la parte meno dignitosa della loro storia e stanno purtroppo esercitando egemonia su una CGIL allo sbando, incapace di produrre idee e pratiche alternative.

La Fiom ha già detto che  non riconoscerà l’accordo truffa alla Ferrari in merito alla modifica degli orari di lavoro. Come Rete28Aprile riteniamo che, qualora l’azienda non faccia un passo indietro su questo tema,  gli scioperi siano l’unica risposta adeguata.

Ma non è una faccenda che riguarda solo i metalmeccanici. La CGIL deve prendere parola in modo chiaro e dire che la pratica degli accordi separati vanifica  qualsiasi discorso sull’unità sindacale, che in queste condizioni sarebbe solo una unità delle burocrazie contro gli interessi dei lavoratori.

Chi dentro la CGIL, ha in questi mesi accarezzato l’idea del sindacato unico di marca PD, all’insegna delle parole d’ordine di Ichino, Giavazzi, Bonanni, deve sapere che le lavoratrici e i lavoratori più consapevoli, i delegati, le forze vive del sindacato, non  permetteranno simili derive:

esse andrebbero contro la storia della CGIL, i suoi valori, le sue acquisizioni congressuali.

L’unità si costruisce dal basso, nel conflitto, nella partecipazione, tra i lavoratori: non con chi lascia incombere  su ogni vertenza, il ricatto infame degli accordi separati.

Se purtroppo, in occasione delle ultime elezioni politiche, larghi settori operai e  popolari hanno dato fiducia alle destre,  è anche perché una certa idea di sindacato “unico”, non conflittuale, concertativo, subordinato alla politica, ha logorato bisogni, attese  e speranze che in mancanza di risposte e riferimenti credibili sbandano e ripiegono nei localismi, nell’interclassismo, nei moderni razzismi.

CHE I LAVORATORI RICONQUISTINO LA CGIL E RIAFFERMINO LA NECESSITA’ DI UN SINDACATO DEMOCRATICO, INDIPENDENTE, DI CLASSE.

Rete28aprile - Cgil di Modena

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