Comunicato

30 aprile 2008

Il presente comunicato per precisare alcuni aspetti riportati dalla stampa cittadina in riferimento all’esito del ricorso d’urgenza promosso dalla Filcams-Cgil e all’anticipazione al 19 giugno della prima udienza d’appello.

 

1- L’avvocato della Filcams Bellotti ha sostenuto che il ricorso era stato ritirato "perché non erano state fatte correttamente le notifiche".

Totalmente falso. E la prova sta nel fatto che le parti convocate erano tutte regolarmente presenti (comprese le RSA).

2- Prosegue poi dicendo che "un rinvio del procedimento avrebbe finito per accavallare i suoi tempi con quelli del ricorso di merito presentato dalla Coop".

Non vero anche questo. Il procedimento da loro promosso aveva il carattere dell'urgenza, e i tempi non si sarebbero accavallati affatto.

3- Continua con il solito concetto astruso (ritenuto tale anche dal giudice Magi) che per essere eletti delegati RSU avremmo prima dovuto partecipare alla contrattazione con l’azienda, ben sapendo che questa può rifiutarsi di parlare con noi se una RSU non c’è! Un circolo vizioso che l’avvocato Bellotti conosce bene ma che trova più conveniente far passare in modo diverso davanti a quei lettori che magari non hanno un’adeguata conoscenza della materia sindacale.

4- Sostiene poi che anche noi avremmo dovuto sostenere il ricorso (sic!).

Qui la faccia tosta tocca livelli allucinanti. Dopo aver vinto il processo avremmo dovuto chiedere che il caso venisse riesaminato “per avere elementi di chiarezza”?! La chiarezza c’è già, e risiede, oltre che nella sentenza del giudice Magi, nella posizione della Filcams in tutta la vicenda, pesante come un macigno ed enormemente offensiva nei confronti di tutti i lavoratori.

5- Infine la chicca. L’udienza viene anticipata di quasi un mese (al 19 giugno), e la Filcams fa passare il tutto come una loro vittoria!

Occorre, qui si, chiarezza: il ricorso la Cgil l’ha perso miseramente. Per abbandono, come si suol dire, e la pronuncia del giudice Barison è lì a dimostrarlo nero su bianco. L’anticipazione dell’udienza d’appello è infatti la conseguenza di una precisa istanza prevista dalla procedura civile, e non assolutamente del ricorso ex art. 700 che, lo ripetiamo, è stato ritirato dalla Filcams per non meglio precisati motivi (visto che quelli da loro addotti sono stati smentiti dai fatti e dalla stessa pronuncia del giudice).

Ci sarebbe invece da chiedersi come mai nelle udienze di primo grado gli avvocati dei confederali spingevano per posticipare le successive sedute, mentre adesso si affrettano a chiedere un’anticipazione dell’appello. Il loro messaggio è chiaro: senza la Cgil non devono esserci RSU. Fortuna che lavoratori e giudici la pensano al contrario.

 

 

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