Modello contrattuale: Cgil Cisl Uil vicine all'accordo tra le segreterie ......

In un sindacato normale, ora si dovrebbe sottoporre l'accordo al consenso dei lavoratori ma è certo che così non sarà ...

 

L'euforia di Cgil Cisl Uil nell'annunciare l'accordo tra le segreterie non si accompagna infatti con l'impegno di sottoporre ai lavoratori il quadro della proposta sindacale, ma è spesa esclusivamente per mandare messaggi a Confindustria perchè riconosca quanto bravi sono stati i nostri segretari a sbloccare l'avvio della trattativa sul modello contrattuale, tanto che già chiedono a piena voce che Confindustria li convochi presto per iniziare a discutere.

E i lavoratori, come ultimamente succede troppo spesso, seguiranno una trattativa che deve decidere in nome loro esclusivamente solo in TV, aspettando che qualcuno dica loro cosa si è deciso sulle loro teste senza neppure averli consultati prima su ciò che desideravano andasse discusso in nome loro.

(a proposito ....ve la ricordate la vignetta di Vauro dopo l'accordo che tagliava la scala mobile? Una principessa bacia un rospo che così si trasforma in un operaio. Alla principessa che chiedeva come avesse fatto a trasformarsi in rospo lui risponde .. "non saprei .. hanno fatto tutto i sindacati")

 

In attesa che Cgil Cisl Uil stendano nero su bianco la loro proposta possiamo ragionare su quel che già si sa e cioè che il modello contrattuale (lungi dal rispondere all'emergenza salariale di cui tanto si parla e che tanto sentiamo, noi, sulla nostra pelle) deve trasformarsi per rendere più pregnante quella parte della retribuzione legata alla produttività ed alla redditività di impresa.

Una cosa che non c'entra nulla con la tutela delle retribuzioni ma c'entra molto col fatto che anche contrattualmente verrà premiato solo chi lavorerà quanto e come vuole l'impresa.

 

Ovviamente ciò  è una sintesi forzata ma non errata del pensiero da cui Cgil Cisl Uil ricavano la loro proposta.

Una proposta che formalmente terrà conto delle diverse preoccupazioni interne alle organizzazioni (con la Cgil che vuole mantenere un riferimento all'importanza del Ccnl ed una Cisl che ne auspica invece un veloce ed esplicito ridimensionamento) ma che sostanzialmente terrà conto anche e sopratutto delle aspettative di Confindustria che pensa al salario solo come un "incentivo" e non come quota necessaria per una vita degna e libera dal bisogno. Le imprese esistono per fare profitti e non per creare benessere sociale.

 

A guardar le cose da vicino è evidente che l'emergenza salariale nasce nei fatti da una riduzione quantitativa del salario dei lavoratori rispetto al costo della vita. Cgil Cisl Uil dovrebbero quindi dimostrare come una riforma del modello contrattuale garantirebbe il recupero di queste quantità, ma non ci riescono perchè sanno bene che Confindusria è disponibile (anzi esige) per un accordo sul modello ma è assolutamente indisponibile a cacciare una lira, anzi ce ne chiederà probabilmente qualcuna indietro, giusto per sostenere quel "sistema impresa" a cui ormai tutti delegano la salvezza della nazione.

A dare soldi ai lavoratori ci pensi il Governo, con i soldi che i lavori già versano al fisco per avere in cambio servizi ed assistenza.

Praticamente una "catena di S.Antonio" (che genialata).

Ridare ai lavoratori i loro soldi che già sono loro. Su questo Confindustria pone però una condizione e cioè che i soldi dei lavoratori consegnati allo Stato (tassazione sul reddito) vengano in parte ridati ai lavoratori solo se ciò è collegato ad un aumento della produttività e del ricorso al lavoro straordinario. E non fa nulla se questo ristorno di entrate fiscali produrrà un taglio nei servizi pubblici e nell'assistenza.

 

Vista così la cosa dimostra tutta la sua follia.

Altro che risposta all'emergenza salariale, qui si va verso un ulteriore impoverimento generale per di più collegato ad un aumento generalizzato dell'intensità di lavoro.

 

Pensano forse Cgil Cisl Uil di imboccare questa strada senza essere prima venuti  nelle assemblee a chiederci (prima della trattativa e non dopo) se siamo d'accordo e a sentire quali altre proposte possono essere considerate, sicuramente più coerenti ed efficaci, per aumentare i salari dei lavoratori e le pensioni?

Qualsiasi lavoratore considererebbe ciò una enorme ed insostenibile presa per il culo e non resisterebbe a qualche risata cinica e liberatoria ogni volta che un Bonanni, un Epifani, un Angeletti passassero in TV a dire "La nostra gente ci chiede ...... "

 

Oltretutto, con il nuovo quadro politico (iperliberista) andare al confronto con queste disponibilità sindacali equivale ad entrare in una gabbia di leoni offrendo il collo nudo.

Ricordiamo che oltre all'abolizione della contrattazione nazionale, già si sentono rumor di sciabole su una ulteriore manomissione del sistema previdenziale, sullo smantellamento dello statuto dei lavoratori, e intanto si comincia rimettendo mano al recente decreto sulla sicurezza (per rimanere solo su alcuni dei temi caldi).

 

Fa specie l'intervento di Epifani al direttivo della Cgil che pone la Cgil in un rapporto ragioneristico col nuovo Governo, parlando di posizioni sindacali da vedere caso per caso. Epifani sembra non riconoscere il peso progettuale del programma di questo Governo che punta esplicitamente a destabilizzare il sistema di tutele del lavoro. Dalla relazione di Epifani al direttivo abbiamo capito quindi che la Cgil non ha, alla data, un suo progetto complessivo da contrapporre.... "si vedrà caso per caso".  E questo ci preoccupa e non poco (avete presente il verbo "scaciofare"?).

 

Ciliegina finale .... tanto per gradire.

Oltre che sulla "riforma" del modello contrattuale, l'accordo tra Cgil Cisl Uil prevede anche una riscrittura delle regole con cui i lavoratori eleggono la loro rappresentanza di luogo di lavoro.

Credete che ci verranno a chiedere come la pensiamo ???? Sicuramente no anche perchè è chiaro che il nuovo patto sulle regole è fatto per tutelare i delicati equilibri tra le organizzazioni e non certo per aumentare la partecipazione ed il diritto di tutti i lavoratori di essere elettori ed eleggibili, senza rendite di posizione e senza vincoli verso le centrali sindacali, nè tanto meno per aumentare il potere dei lavoratori nel diritto democratico di esprimersi sia sulle piattaforme che sugli accordi.

 

Note:

vedi una sintesi dell'intervento di Epifani al direttivo (da Rassegna Sindacale)

Vedi le agenzie di stampa con le dichiarazioni di Bonanni (Cisl) e di Fammoni (Cgil)

 

 

30-04-2008                                                 COORDINAMENTO RSU