in calce anche l'intervento di Giorgio Cremaschi al direttivo Cgil

 

 NOTA SUL COMITATO DIRETTIVO DELLA CGIL DEL 29/04

Il comitato direttivo della Cgil non si è concluso con atti formali, ma gli interventi del segretario generale hanno chiaramente definito il percorso del documento sulla riforma del sistema contrattuale. Lo riassumiamo:

 

1                  Il documento è quasi definito e conterrà anche i temi della democrazia sindacale, riferiti anche ai pensionati.

2                   Una volta concordato il testo del documento tra i segretari generali Cgil, Cisl e Uil, esso sarà sottoposto alla riunione unitaria delle segreterie confederali.

3                   Successivamente si svolgerà il comitato direttivo della Cgil che dovrà approvare o respingere il documento unitario.

4                  Si darà quindi luogo all’informazione unitaria dei lavoratori e dei pensionati e alla consultazione dei lavoratori e dei pensionati solo su una eventuale ipotesi di accordo con le controparti.

 

Se verrà confermato questo impianto, ci troveremo di fronte alla pura riproposizione del modello di gestione che ha portato all’accordo del 23 luglio 2007 e alla successiva consultazione. Su questo modello di democrazia che esclude ogni intervento degli iscritti della Cgil nella definizione della proposta, che non rende certa la consultazione unitaria sulla piattaforma, che fa partecipare i pensionati alla consultazione sul sistema contrattuale, la Rete 28Aprile è in totale disaccordo.

Rete 28 aprile

Roma, 30 aprile 2008

 

SINTESI DELL’INTERVENTO DI GIORGIO CREMASCHI

AL COMITATO DELLA CGIL DEL 29/04

Care compagne e cari compagni,

visto il breve tempo a disposizione voglio subito chiarire che chiedo il congresso anticipato della Cgil come condizione per affrontare, senza ulteriori disastri e rotture, la difficilissima e nuovissima situazione che abbiamo davanti.

“Non possiamo negare la realtà: anche la Cgil ha perso le elezioni. E questo prima di tutto perché la Cgil con il congresso aveva investito tutto sul patto di legislatura con il Governo Prodi. Era la scelta sindacale di fondo dell’organizzazione ed è stata travolta dalla realtà. In secondo luogo è chiaro agli occhi di ogni lavoratore che la Cgil in questi anni è stato il sindacato più vicino al Governo e allo schieramento che lo appoggiava. Le disastrose elezioni per le Rsu della Pirelli, che nel passato avrebbero provocato una discussione a fondo nell’organizzazione, sono il segnale preciso che nessuno qui può pensare che la sconfitta del centro-sinistra non lo riguardi. Infine è chiaro che la situazione è completamente cambiata e richiede una nuova piattaforma sindacale, un nuovo mandato per i gruppi dirigenti. Il congresso di due anni fa è morto, nulla di quello che lì si è discusso è ancora in piedi e tenerlo in vita serve solo per gli equilibri interni agli apparati.”

“Sono però consapevole che non si farà nessun congresso, ma si cambierà la linea e la cultura dell’organizzazione senza dichiararlo, sulla base delle emergenze. Sento chi dice che a questo punto non possiamo più permetterci di reggere una nostra posizione sul sistema contrattuale e, vista la sconfitta elettorale degli altri, dobbiamo accettare quello che passa il convento. Non fingiamo tra di noi, sappiamo tutti che al centro dell’attacco c’è il Contratto nazionale. Per la Cgil accettare il ridimensionamento del Contratto nazionale sull’onda della paura dell’isolamento dopo la sconfitta elettorale, significherebbe trasformare questa sconfitta in disfatta”.

“Non bisogna cedere proprio ora e bisogna domandarci perché l’attacco alla casta sindacale, avviene proprio oggi, e non certo partendo dai giornali della destra, ma dai due più importanti giornali e gruppi editoriali vicini al partito democratico”.

“Sarebbe necessario respingere questo attacco con più democrazia e trasparenza nella vita sindacale e tornando fino in fondo a fare il nostro mestiere a difesa dei diritti dei lavoratori. Pensare di salvarsi offrendo in sacrificio il Contratto nazionale è un atto suicida. Non vorrei che a forza di inseguire le sirene del partito democratico la Cgil finisse come la sinistra Arcobaleno”.

 

Giorgio Cremaschi

Roma, 30 aprile 2008