Quello che segue è il
testo di una lettera inviataci dai delegati
sindacali della Pirelli Bicocca di Milano
che hanno lasciato la Cgil per aderire all'Ugl.
La pubblichiamo integralmente, pur senza
condividere le loro scelte, perché
esemplificativa di ciò che accade oggi nel
mondo del lavoro.
«Abbiamo letto in questi giorni su vari
giornali gli articoli riguardanti l'ottimo
risultato della lista Ugl al recente rinnovo
della Rsu Pirelli Bicocca di Milano, vorremo
esprime la nostra posizione in modo da
chiarire ogni dubbio in merito.
Non credevamo che un semplice esercizio di
libertà sindacale destasse tale interesse, e
ci dispiace leggere che il segretario
generale Filcem Alberto Morselli si dichiari
non a conoscenza delle nostre motivazioni,
le quali sono state fornite sia in assemblea
ai lavoratori che rappresentiamo che al
funzionario Cgil che segue la Pirelli. Se la
comunicazione si è interrotta all'interno
della gerarchia sindacale non ne abbiamo
responsabilità.
Negli anni scorsi abbiamo svolto attività
sindacale all'interno della Cgil,
l'organizzazione che sentivamo più vicina
alle nostre storie personali; non
rinneghiamo nulla di quella esperienza, ma
la realtà con la quale ci siamo spesso
confrontati ha deluso gran parte delle
nostre aspettative. Abbiamo trovato di
frequente un distacco netto tra sindacato e
lavoratori, simile a quello che c'è oggi tra
politica e cittadino, molto pensiero
politico, grandi aree di superficialità e
improvvisazione, autoreferenzialità e
difficoltà a capire i veloci cambiamenti del
mondo del lavoro in questi ultimi anni.
L'aspetto più deludente ha tuttavia
riguardato l'attività principale di un
delegato sindacale, cioè la contrattazione
aziendale o di secondo livello, dove le Rsu
dovrebbero essere protagoniste e avere ampia
autonomia decisionale, mentre spesso ci è
capitato di essere scavalcati da scelte
prese dalle strutture che ben poco sanno del
vissuto quotidiano all'interno di
un'azienda.
Ci siamo sentiti delegittimati dalla stessa
organizzazione che ci doveva supportare;
questo è il vero motivo del nostro abbandono
della Cgil, non l'avere sottoscritto il
protocollo sul Welfare, come riportato sui
giornali, in quel caso volevamo solo
esprimere un punto di vista diverso da
quello della maggioranza Cgil, ma ci è stato
fatto capire che non era possibile.
Certo potevamo fare come tanti altri,
disdire la nostra tessera sindacale e
tornare a fare gli spettatori silenziosi, ma
abbiamo voluto tentare una nuova strada e
siamo stati premiati: non a caso i voti del
rinnovo Rsu sono andati per la maggior parte
ai singoli delegati e pochi sono andati solo
alla sigla, questo denota che a volte le
persone sono più importanti dei simboli.
L'idea di scegliere l'Ugl è venuta
dall'incontro con il Segretario Nazionale
Gomma e Plastica Mauro Sabbi, che vanta
un'esperienza aziendale e sindacale
trentennale nel settore e ci ha fatto
un'ottima impressione di equilibrio e
competenza. Siamo pronti a dare fiducia
all'Ugl anche grazie alle posizioni
interessanti, pertinenti ed equilibrate
espresse dalla Segretaria Generale Renata
Polverini. La struttura ci ha dato ampie
garanzie di autonomia nello svolgimento
dell'azione sindacale di secondo livello,
come da normativa interconfederale vigente,
naturalmente nell'equilibrio e nel rispetto
delle regole. L'Ugl è una struttura in forte
mutamento dove ci è sembrato di cogliere che
il «fare sindacato» venga prima della
politica, e con ciò vorremmo dissipare ogni
dubbio che questa scelta sia stata frutto di
una ideologia politica.
Pensiamo che tutti i presupposti per
svolgere in modo proficuo il nostro compito
di delegati sindacali siano presenti
nell'Ugl, e quello che è accaduto dovrebbe
forse far riflettere qualcuno all'interno
della Cgil che ha perso la capacità di
ascoltare la propria base; questo
nell'interesse di tutti i lavoratori».
Delegati Ugl ex Cgil, Pirelli Bicocca
Milano