|
La dimensione della vittoria del
centrodestra nelle elezioni politiche e poi nei ballottaggi
alle amministrative, a cominciare da quello di Roma, ‘’apre
una fase del tutto nuova e prevedibilmente lunga nel paese.
Sulle cause della sconfitta, su come fare opposizione e su
come radicarsi nel territorio, tocca alle forze politiche
compiere le riflessioni necessarie. Ma il voto interroga
anche noi’’. Lo ha detto il segretario della Cgil Guglielmo
Epifani nella relazione che ha aperto questa mattina il
direttivo dell’organizzazione dedicato all’analisi del voto.
Il voto esprime uno spostamento a destra del paese che deve
essere attentamente analizzato e che ha tante motivazioni,
ma che ‘’consideriamo ineccepibile, verso il quale va
espresso rispetto’’. Sarebbe sbagliato rispondere a questo
voto e alla lunga fase che apre ‘’ipotizzando forme di
conflitto preventivo: chi lo pensa sbaglia – ha detto
Epifani – non si risponde in questo modo al voto
democratico’’. E’ invece necessario ‘’stare in campo con
serietà e autonomia assoluta, capacità di porre i temi
socialmente più rilevanti, valutando le proposte e le scelte
del prossimo governo concretamente nel merito’’.
Le priorità restano, per il sindacato, il sostegno ai ceti
più colpiti dalla riduzione del potere d’acquisto e
dall’aumento dei prezzi. ‘’Dobbiamo dunque ripartire dai
temi posti al precedente esecutivo e contenuti nella
piattaforma unitaria sul fisco e sui prezzi. E’ necessario
sostenere la ripresa e quindi anche gli investimenti sulle
infrastrutture materiali e immateriali, valutandole di volta
in volta e dicendo sì quando ci sembrano convincenti.
Ancora, bisogna ripartire – ha proseguito Epifani - da quel
memorandum sottoscritto dalle categorie del pubblico impiego
per la riqualificazione del lavoro nell’amministrazione
pubblica, dal punto fermo del decreto sulla sicurezza nel
luoghi di lavoro e dalla lotta alla precarietà’’. Nel
prospettare il rapporto con il futuro governo, Epifani ha
sottolineato l’importanza di preservare il profilo unitario
con Cisl e Uil.
Il segretario della Cgil si è soffermato sull’analisi del
voto di lavoratori e pensionati che ha portato molti a
confondere il ruolo del sindacato con il voto. ‘’Siamo stati
i primi, in tempi non sospetti, a svolgere ricerche sul voto
dei lavoratori e a segnalare un andamento che da 15 anni è
sempre meno ancorato ad appartenenze ideologiche, ma semmai
ad altri fattori e identità. Nel 2006 quel voto è tornato in
gran parte a sinistra per poi rivolgersi ancora al centro
destra e oggi alla Lega in particolare’’. La delusione per i
risultati del governo Prodi è legata, secondo l’analisi di
Epifani, a molti fattori, dalle divisioni dell’esecutivo,
all’indulto, alla ‘’incredibile confusione sul tesoretto che
si è deciso di non utilizzare a favore dei ceti più colpito
dalla crisi, come aveva sollecitato il movimento dei
lavoratori’’, fino a episodi specifici come la vicenda
Alitalia e quella dei rifiuti. Ma pesano più in generale nel
contesto temi come l’insicurezza e la globalizzazione. La
destra, in tutta Europa, si presenta più attrezzata e
convincente.
La riforma della contrattazione
Infine, Epifani ha fatto riferimento al tema della revisione
del modello contrattuale, sostenendo che un documento
unitario su contratti e democrazia è un obiettivo importante
che rappresenterebbe un punto di forza per l’azione del
sindacato e la condizione dei lavoratori.
Riguardo ai passi avanti che starebbero facendo le
confederazioni sindacali nell'elaborazione di un documento
comune, sono arrivate piccole ma significative conferme
durante un altro appuntamento che si è tenuto oggi a Roma:
la presentazione delle iniziative sindacali per il Primo
Maggio. A margine dell'evento, il segretario confederale
della Cgil, Fulvio Fammoni, ha confermato che Cgil-Cisl-Uil
sono
"in vista del traguardo e all'ultima curva". Fammoni ha
anche ribadito che per la sua organizzazione è importante un
documento che sciolga i nodi relativi a democrazia e
rappresentanza sindacale, rimarcando che la Cgil 'vuole la
certificazione della rappresentanza'.
'Tra Cgil, Cisl
e Uil c'è una crescita notevole di sensibilita sul nodo
della riforma dei contratti, tanto da ipotizzare la
possibilità di arrivare a una firma di un documento unitario
a breve'. Lo ha detto, nella medesima occasione, il
segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Anche con
Confindustria, ha detto poi Bonanni, 'non c'è problema, la
nuova presidente incaricata ha grande spirito pragmatico. Ho
fiducia. Per ora siamo in contatto, ci vedremo quando sarà
il caso, quando servirà'. 'La riforma dei contratti è un
problema serio da risolvere, perché l'impianto attuale è
superato, è un reperto archeologico: prima la facciamo,
meglio è', ha affermato invece al riguardo il segretario
generale della Uil, Luigi Angeletti.
Al riguardo ad ogni modo, e tornando al direttivo della
Cgil, Nicola Nicolosi, rappresentante di Lavoro Società, ha
affermato che qualsiasi modifica del modello contrattuale
"deve essere discussa preventivamente nel comitato
direttivo, che è l'unico organismo che può dare mandato alla
segreteria" per riformare le regole del '93. "Per poter
avere una democrazia più forte occorre mettere in funzione i
nostri organismi - ha proseguito Nicolosi -. Quindi altri
organismi, compresa la segreteria, si debbono attenere al
mandato del direttivo". |