Bonanni: bene Marcegaglia, subito il tavolo. Confindustria e Sacconi d'accordo. Nuovi equilibri in Cgil
Contratti, pressing fortissimo su Epifani
Antonio Sciotto

 
Ormai il pressing è quotidiano, e viene esercitato attraverso i grossi giornali: la Cgil è l'ultimo «ostacolo» alla riforma dei contratti auspicata da Confindustria e deve piegarsi in fretta. Lancia in resta, in avanguardia è lanciatissimo il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, che incurante degli appelli di Guglielmo Epifani («non lasciamoci incantare dalle sirene»), vuole portare a casa il risultato di essere lui il «pontiere» tra i confederali, il governo Berlusconi e le imprese. Una Confindustria più incattivita, da quando è cosciente di avere «carta bianca» grazie alla nuova maggioranza decisa dalle urne, e all'uscita dal Parlamento dell'«interdizione eretta a sistema» (così l'ha definita Emma Marcegaglia), la Sinistra.
«Ben venga un incontro subito. Sono molto d'accordo che al più presto ci sia un tavolo», ha esordito ieri Bonanni, riferendosi agli inviti di Marcegaglia e del ministro del Welfare «in pectore», Maurizio Sacconi, che ieri, a sua volta, apriva a una «stagione di dialogo» dalle colonne del berlusconiano Giornale. Secondo Bonanni, il tavolo di concertazione dovrà affrontare, «oltre alla revisione del modello contrattuale, la detassazione del secondo livello e la sicurezza sul lavoro». La designazione di Marcegaglia, «porta una ventata nuova che dobbiamo sostenere», ha aggiunto. «Per me si parte dalla detassazione del secondo livello, ma quella degli straordinari va bene a condizione che sia contrattata a livello aziendale e che si considerino le situazioni di sicurezza». Bonanni ha concluso dicendo che sul fronte del documento unitario tra i sindacati si è «a buon punto», e spera di dare la lieta notizia «già il primo maggio».
La giornata di «pressing» sui contratti, comunque, era cominciata già con l'intervista a Sacconi: «La Cgil rifletta, il prossimo governo sarà disponibile al dialogo», aveva spiegato il senatore del Pdl, annunciando che «il governo inizierà con l'apertura di un tavolo, avendo come punto di partenza l'accordo sul welfare dello scorso 23 luglio e come riferimento il Patto per l'Italia». «Non si toccherà l'età pensionabile», «si cercheranno accordi sui lavori usuranti, tenendo conto delle critiche delle imprese sui turni notturni ma anche di quelle degli artigiani sul trasporto merci», «si rimetterà mano al Testo unico sulla sicurezza, ma sperando nell'accordo di tutti», anzi Sacconi auspica addirittura «un avviso comune tra le parti». Disponibilità apprezzata da Maurizio Beretta, direttore di Confindustria, all'indomani del faccia a faccia - durante una colazione - tra Emma Marcegaglia e Silvio Berlusconi: «Si respira un'aria nuova, cogliamo con interesse l'apertura di Bonanni. Ripartiamo dal Protocollo welfare e dal secondo livello, ma ci interessa anche la detassazione di straordinari e salario variabile».
Il pressing arriva, infine, anche dall'interno della Cgil, con un «patto» tra i riformisti e la ex Sinistra democratica oggi confluita nel Pd, siglato in una lettera all'Unità di Nicoletta Rocchi e Carlo Podda: «Va accelerato il dialogo per la riforma dei contratti, per aumentare e redistribuire la produttività», e insieme si chiede «il rinnovamento del gruppo dirigente della Cgil». Sembra che si vogliano isolare le sinistre interne e le loro critiche, stoppando anche - interpretazione del Corsera - l'ascesa di Susanna Camusso a prossima segretaria generale.