Ferrari
Accordo separato Il sì dei lavoratori

 
I dipendenti Ferrari hanno detto «sì» al referendum sull’accordo separato siglato dall’azienda con Fim e Uilm. Su 2400 aventi diritto hanno votato in 1888: i «sì» sono stati 1460 (il 73% degli operai e l’89% degli impiegati si è detto favorevole). La Fiom, che non aveva sottoscritto l’intesa, ha fatto sapere che non si riterrà «vincolata» dal voto. Quello siglato dall’azienda con Fim e Uilm è un accordo di riorganizzazione sull’apertura di un nuovo ristorante aziendale, il calendario ferie, l’erogazione del premio di risultato e l’introduzione di due turni notturni aggiuntivi nei due reparti della verniciatura e della fonderia. E’ su quest’ultimo punto, una modifica sostanziale dell’organizzazione del lavoro, che i metalmeccanici della Cgil hanno chiesto di vederci più chiaro, in relazione anche all’aumento dei volumi produttivi preventivato dall’azienda. L’azienda (con Cisl e Uil) ha scelto invece la strada dell’accordo separato. Mettendo sul piatto anche un lauto scambio: un premio di risultato maggiorato di 350 euro per ciascun dipendente, a bilanciare l’introduzione dei turni notturni. La Fiom non ha firmato. E ieri il referendum ha visto la nettissima prevalenza dei «sì». L’azienda ha festeggiato. Ma la Fiom dice di non ritenersi vincolata dall’esito del voto perchè, spiega Giordano Fiorani (segretario provinciale di Modena) la questione dei turni interessa circa 450 lavoratori, ma a votare sono stati chiamati invece tutti (impiegati compresi). Il numero degli astenuti (le Rsu, contrariamente al parere della struttura territoriale, avevano dato indicazioni in questo senso) e dei contrari, secondo la Fiom, coinciderebbe proprio con quei lavoratori coinvolti dal cambio nell’organizzazione del lavoro.