Contratti a termine ...... Al via la deroga assistita .... (o meglio .. la deroga infinita)

 

Il testo dell'accordo firmato il 10 aprile tra Cgil Cisl Uil e Confindustria (PDF)

 

Ricordiamo come nel recente accordo sul "nuovo welfare", del luglio scorso, Cgil Cisl Uil vantavano di aver bloccato il selvaggio aumento ed uso della precarietà.

Questo mirabolante risultato si concretizzava nel fatto che veniva fissato in un massimo di 36 mesi la durata di un contratto a tempo determinato. Dopo di che il lavoratore doveva essere assunto a tempo indeterminato .... oppure ... definitivamente licenziato, e ciò a completa discrezione dell'azienda.

E' ovvio che un accordo sindacale così fatto garantisce poco o nulla, ma in occasione della consultazione sindacale, ovviamente, ci veniva spiegato sopratutto e solo che il limite dei 36 mesi limitava la possibilità di rimanere precario a vita .... potevi infatti essere assunto (o licenziato .. ricordiamo noi).

Nonostante la pochezza dell'accordo Confindustria non ha mancato di protestare per questi pochi e solo formali lacci e lacciuoli imposti alla sua discrezionalità e quindi, nello stesso accordo, veniva inserita una clausola che introduce la possibilità di una deroga "assistita" al limite dei 36 mesi.

E' di questi giorni la firma di un accordo tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil (come ormai prassi firmato in sordina) sulla disciplina della cosiddetta "deroga assistita". L'accordo consente ora di stipulare un ulteriore contratto a tempo determinato per una durata di altri 8 mesi nel caso si sia raggiunto il termine massimo di trentasei mesi di lavoro a tempo determinato tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore.
Padroni e sindacati confederali hanno così convenuto che la durata dei contratti a tempo determinato non è più di 36 mesi (come ci avevano detto in occasione della consultazione) ma di 44 mesi.

Già questo mette in serio dubbio la credibilità di un sindacato che si straccia le vesti per fare approvare dai lavoratori un accordo che poi, neppure sei mesi dopo (in sordina) lui stesso modifica (in peggio)


Ma non è finita qui.

Ai padroni questo cedimento sindacale non basta e quindi ecco che l'accordo firmato in questi giorni, oltre che portare a 44 mesi il limite di riferimento per la durata dei contratti a termine introduce ulteriori (ed indefinite) possibilità di deroghe da concordare successivamente a livello categoriale o territoriale.

Infatti il testo sottoscritto introduce la fatidica frase “salvo maggiori durate eventualmente disposte dai contratti collettivi nazionali di lavoro o da avvisi comuni stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, firmatarie dei CCNL”.

 

In sintesi.

L'accordo sui limiti della precarietà che Cgil Cisl Uil ci avevano appena 10 mesi fa presentato come punto fermo della battaglia per la riduzione della precarietà, già non è più un punto fermo ... anzi ... già non è più.
Per come cita l'accordo appena firmato, di fatto non c'è più un limite massimo di riferimento essendo questo limite tutto da concordare a livello territoriale e categoriale.

 

Possiamo concludere proponendo una cosa, e cioè che nelle consultazioni sugli agli accordi firmati tra Cgil Cisl Uil e Padroni, si inserisca da ora in poi una clausola e cioè che Cgil Cisl Uil si impegnano a non cambiare l'accordo sottoposto a consultazione immediatamente dopo e senza il consenso dei lavoratori.

Fidarsi è bene ... ma (e non solo da oggi) ... non fidarsi è meglio .....

 

21 aprile 2008                                    COORDINAMENTO RSU