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Gli straordinari? In
Francia è stato un flop
La detassazione voluta da
Sarkozy è costata allo stato più di quanto
non sia andato in tasca ai lavoratori. E il
monte ore totale non è cresciuto
a.m.m.
Parigi
Avrebbe dovuto essere il
punto centrale della realizzazione dello
slogan elettorale che ha portato Nicolas
Sarkozy all'Eliseo: «lavorare di più per
guadagnare di più». Così, nella legge «Tepa»
(norme sul lavoro, l'occupazione e il potere
d'acquisto), prima grande legge fatta votare
dal presidente Sarkozy il 21 agosto scorso,
oltre a sgravi fiscali per 14 miliardi di
euro (a favore delle famiglie più abbienti),
c'era la defiscalizzazione degli
straordinari. Sgravi fiscali e
defiscalizzazione degli straordinari
avrebbero dovuto essere i due pilastri per
rilanciare la crescita. Non è stato così, la
crescita francese è in calo. Un rapporto
parlamentare, uscito in questi giorni, fa il
primo bilancio sulla defiscalizzazione degli
straordinari: è negativo. «Complessivamente
- dice il rapporto parlamentare - sono 4,1
miliardi di euro che lo stato spenderà
perché una parte dei lavoratori dipendenti
benefici di 3,78 miliardi di euro di potere
d'acquisto supplementare». In una lettera
aperta alla ministra delle finanze,
Christine Lagarde, la commissione si chiede
se «mantenendo lo stesso obiettivo non si
poteva spendere altrimenti queste somme che
vanno a vantaggio solo di una parte dei
francesi».
L'obiettivo della defiscalizzazione era, difatti, quello di far aumentare le ore di straordinario. Ma non è stato così (perché non dipendono dalla volontà del dipendente di lavorare di più, ma dal lavoro che ha l'azienda, dal volume degli ordinativi). Il volume degli straordinari è rimasto così più o meno stabile: quest'anno, sarà, secondo l'Insee (l'istituto nazionale di statistica francese, analogo all'italiano Istat), di 600-670 milioni di ore, un montante molto inferiore agli obiettivi della legge Tepa, che erano di 900 ore. Per i lavoratori che hanno avuto accesso agli straordinari l'aumento del poter d'acquisto è molto relativo: 4 ore al mese significano 177 euro in più l'anno, 4-5 ore per settimana, un caso molto raro, sarebbero 1.275 euro l'anno. Ma il ricorso agli straordinari è sbandierato adesso anche per la riforma della scuola. Ieri, liceali e insegnanti hanno manifestato per la settima volta in poco più di tre settimane, contro i tagli annunciati: 11.200 posti in meno nelle medie e nei licei per il prossimo anno scolastico. Secondo la riforma governativa, 3500 posti sarebbero compensati dal ricorso agli straordinari per gli insegnanti (che non possono fare più di un'ora alla settimana e, in genere, sono poco entusiasti all'idea). |