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A proposito dell'articolo di Paolo Andruccioli su Rassegna Sindacale. Giustamente Andruccioli smaschera la volontà liquidatoria che da esponenti del centrodestra (presi decisamente da euforia post elettorale) viene espressa verso il sindacalismo italiano. Pensiamo anzi che, vista l'aria che tira, la battaglia contro l'antisindacalismo dei poteri forti e dei loro portaborse, sarà una costante dei prossimi anni.
Ci permetta però, il compagno Andruccioli, di giudicare un po deboli le argomentazioni da lui adottate per replicare agli attacchi a cui risponde. Le sue ragioni sono assolutamente ovvie e condivisibili, ma sembra non saper fare altro che difendere il sindacato ricordando ciò che il sindacato ha rappresentato dalle sue origini fino a qualche decennio fa, .... Le Camere del lavoro come luoghi di opposizione al nascente fascismo ed alla guerra, il sindacato come luogo di partecipazione, il sindacato come strumento principale di lotta per l'emancipazione delle classi subalterne ecc. Quindi ... sappia Andruccioli che i lavoratori, assieme a lui e ad altri, saranno in prima fila nel respingere l'offensiva antisindacale che si sta annunciando, ma sarebbe il caso che Andruccioli si fermi a vedere anche i limiti dell'attuale fase sindacale. Scontata la necessità dei lavoratori ad organizzarsi in un sindacato, è sul come si presenta oggi il sindacato che si evidenzia la vera linea di debolezza. Sarebbe bene che Andruccioli, oltre alle osservazioni da lui riportate sui valori del sindacalismo del primo 900, si fermasse a riflettere sulla caduta di autonomia sindacale in occasione dei due ultimi Governi di centrosinistra, e sui brutti accordi fatti, digeriti e difesi più per sostenere il Governo Amico piuttosto che per rappresentare il punto di vista dei lavoratori. Parliamo di pensioni pubbliche (tagliate) e private (superincentivate), di TFR, di moderazione sindacale, di aperture a dir poco pericolose per la stessa tenuta sindacale in materia di precarietà, di flessibilità, di modelli contrattuali e di rappresentanza (con una partecipazione ridotta al lumicino della base sindacale chiamata ormai solo a ratificare e non a partecipare alle decisioni), senza parlare dei silenzi e delle ambiguità, come quella della "contingente necessità" in occasione della guerra alla Serbia. In fin dei conti se oggi parliamo di emergenze legate alle retribuzioni ed alle tante forme di precarietà di vita e di lavoro di un sempre maggior numero di lavoratori e di famiglie è lecito domandarsi se una parte di responsabilità non venga anche dalla inadeguata iniziativa sindacale di questi anni tutta imperniata a forgiare un sindacato concertativo, cioè accreditabile come soggetto politico, e poco attenta a riconoscere ed organizzare i veri bisogni che il mondo del lavoro esprimeva.
Ci creda Andruccioli..... Il mondo del lavoro è diventato schizzofrenico nel cercare, in questi anni, di seguire e di capire il suo vertice. Col Governo di centro destra scioperi e manifestazioni, parole d'ordine tipo "le pensioni non si toccano", "aboliamo la legge 30", "basta con la predeterminazione salariale" ecc. ecc., appena si insediava il Governo "Amico" si è concesso praticamente tutto e senza un'ora di sciopero. I lavoratori hanno maturato chiara l'idea che alla fine l'azione del loro sindacato (al quale per altro partecipano sempre meno perchè più nessuno organizza la loro partecipazione in un quadro di democrazia nei luoghi di lavoro ormai in via di estinzione) è sembrata più attenta a sostenere i progetti politici delle coalizioni "Amiche" che non a tutelare i loro interessi. Non sono arrivati a caso i fischi a Mirafiori (e non solo) così come non è arrivata a caso la disaffezione di molti lavoratori nella scelta elettorale (una disaffezione che ... e sconcerta che Cgil isl Uil facciano finta di nulla ... investe, certo in forme diverse, anche la credibilità di questo vertice sindacale).
Andruccioli fa bene quindi a rispondere all'offensiva antisindacale aperta dal centrodestra, ma l'obiettivo non è convincere il centrodestra a rinfoderare le armi (cosa che evidentemente non ha interesse a fare) ma convincere i lavoratori ad organizzarsi in difesa del sindacato. Ma ciò non può prescindere dal coraggio di fare (finalmente) una seria autocritica sul come si è fatto sindacato in questi anni, sulle condizioni pietose in cui versa oggi il rapporto tra luoghi di lavoro ed apparati sindacali, e su una linea rivendicativa che nonostante la parole pompose non è nei fatti riuscita a tutelare i salari e le pensioni neppure dall'inflazione. Ci vuole più partecipazione, più democrazia, e meno autoreferenzialità degli apparati e delle organizzazioni. Ai lavoratori non basta dire che il sindacato va difeso perchè le camere del lavoro al tempo del fascismo facevano .... o perchè il sindacato è uno dei pochi luoghi di partecipazione democratica. Bisogna che i lavoratori sentano di essere veramente protagonisti delle scelte sindacali. Ad esempio. Cosa Pensano Cgil Cisl Uil di andare a discutere con confindustria prossimamente in materia di modelli contrattuali ?? Ci creda Andruccioli ... i lavoratori non lo sanno .. sanno solo che Cgil Cisl uil hanno cominciato a discutere con Confindustria e che nel frattempo stanno cercando un accordo di segreteria per avere una proposta unitaria. Di assemblee, di proposte su cui discutere e decidere, di controproposte da mettere a confronto, non se ne parla.... Incontrarsi con i colleghi di lavoro, discutere e votare prima di andare a trattare sembrano cose che ormai si studiano sui libri di storia, mentre i nostri segretari nazionali rilasciano pompose interviste piene di frasi come "la nostra gente ci chiede" ... "la nostra gente pensa ... vuole" .... ecc. I nostri vertici ormai presumono di sapere ma non sanno, e questo perchè, semplicemente, non si fanno più assemblee.
Per fare la battaglia che giustamente anche Andruccioli indica in difesa del sindacalismo confederale servono due cose ... sindacalisti che facciano i sindacalisti (ossia ascoltino i lavoratori e ne sostengano il punto di vista) un modello sindacale partecipativo e rivendicativo
proprio quello che ci manca oggi e che se vogliamo ricostruire dobbiamo cominciare da subito .....
18.04.2008 Coordinamento RSU
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