Come hanno svenduto il contratto nazionale dell'igiene urbana

I "soliti ignoti", cioè Cgil, Cisl e Uil, hanno revocato uno sciopero di due giorni per sottoscrivere un contratto nazionale per il quadriennio 2007/10.
Prima considerazione: i contratti quadriennali favoriscono solo i padroni, perché i salari non vengono più aggiornati sul potere d'acquisto ogni due anni, in cambio di un impegno di facciata a rivedere i salari: un impegno che negli ultimi 15 anni non è mai stato rispettato.e i prossimi aumenti? Solo nel 2011, se va bene.

Cgil, Cisl e Uil da una parte e Fise e Federambiente dall'altra non hanno fissato alcun ostacolo alle privatizzazioni nel settore dell'igiene urbana.
Entrambi polemizzano con i Comuni per i ritardi nel pagamento dei canoni e per le minori risorse stanziate. Ma alla fine si rimpallano le responsabilità, evitando di chiamare in causa i Governi che hanno emanato provvedimenti legislativi e le associazioni delle aziende che hanno sottoscritto tutti i processi di privatizzazione per accaparrarsi il favoloso mega-affare dei rifiuti.
E ai lavoratori? Poche briciole. E ai cittadini? Tasse locali più pesanti.

Fise e Federambiente parlano di informazione e formazione, per evitare i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma lo fanno all'acqua di rose e si guardano bene dal prendere impegni in tema di sicurezza.
Infatti, rinviano tutto a un non meglio precisato "osservatorio nazionale", si defilano rispetto agli investimenti per ridurre i pericoli di alcune lavorazioni e respingono una riduzione generale degli orari, che sarebbe necessaria e utile alla tutela dell'integrità psico-fisica di chi lavora (per chi svolge il turno di notte concedono, da gran signori, una pausa di 20 minuti: l'elemosina per salvarsi l'anima, se ce l'hanno!).
Solo il personale delle aziende private avrà ridotto l'orario di 30 minuti per perequare gli orari settimanali con quelli delle aziende pubbliche.
In ogni caso la parificazione con il contratto Fise produce la riduzione di 3 giornate di riposo in cambio di 46,47 euro.
E le prospettive di carriera? Sono mortificate e ci vorranno ben 5 anni per passare dalla fascia B a quella A.

Sull'orario di lavoro sono state concesse alle aziende tante scappatoie e tanta flessibilità (tra l'altro, a costo zero), tant'è vero che l'orario massimo è attestato a 50 ore settimanali (prima 45) e 10 ore giornaliere (prima 8).
Il personale turnista, inoltre, potrà terminare il servizio solo all'arrivo del cambio, mentre il turno di notte non inizierà più dalle ore 21.00, ma dalle ore 22,00.
Le indennità rimangono al di sotto di una soglia che permetta un reale riconoscimento dei disagi e della maggiore produttività.

In caso di appalto assegnato a ditta diversa, non ci sono sufficienti garanzie per i lavoratori precari, che rischiano così di non avere diritto alla conservazione del posto nella nuova ditta appaltatrice.
I nuovi assunti perdono di un colpo le differenze di ferie e TFR e i nuovi partono svantaggiati con meno diritti e meno salario

Negli ultimi 180 giorni di appalto non sarà possibile raggiungere con la contrattazione decentrata alcun avanzamento di carriera, non solo pregiudicando la contrattazione locale, ma anche privando quella nazionale di poteri reali su materie come orari, assunzioni, organici).
 Il ricorso allo straordinario diventa fisiologico e invece di programmare nuove assunzioni il tetto dello straordinario passa da 175 a 200 ore.

E gli aumenti retributivi? L'Ufficio Studi della Cgil ha fatto una "grande scoperta": negli ultimi 8 anni le retribuzioni in Italia hanno perso tra i 2500 e i 3000 euro all'anno. Quando, però, si tratta di sottoscrivere i contratti nazionali, Cgil, Cisl e Uil hanno la faccia tosta di chiamare "vittoria" un'elemosina di un terzo di quanto sarebbe necessario. L'ultimo contratto prevedeva 215 euro, questo sju ferma a 208 euro lordi rateizzati in 4 parti tra il 2008 e il 2010

Ecco le cifre "conquistate":
1. Per il primo biennio 2007-2008, ai lavoratori di livello 3A (parametro 130,07) è riconosciuto un aumento lordo della retribuzione base parametrale mensile da corrispondersi nei valori e secondo le decorrenze che seguono:
. ? 49,00 dall'1.5.2008 ai lavoratori in forza alla medesima data,
. ? 50,00 dall'1.10.2008 ai lavoratori in forza alla medesima data.

2. Per il secondo biennio 2009-2010, ai lavoratori di livello 3A (parametro 130,07) è riconosciuto un aumento lordo della retribuzione base parametrale mensile da corrispondersi nei valori e secondo le decorrenze che seguono:
. ? 30,00 dall'1.3.2009 ai lavoratori in forza alla medesima data,
. ? 35,00 dall'1.10.2009 ai lavoratori in forza alla medesima data,
. ? 34,00 dall'1.5.2010 ai lavoratori in forza alla medesima data.

Ci sono poi alcune una tantum che dovrebbero, ma solo a parole, compensare il periodo di assenza del contratto, una sorta di indennità scaglionata nel tempo, che favorisce solo le aziende, che spalmano questi soldi su 3 anni.
E l'indennità integrativa è aumentata di 4 euro mensili, ma la richiesta era del doppio.

Ultima beffa: non c'è alcuna garanzia che tutte le aziende applichino questo contratto (alle discariche, per esempio, c'è chi ha il contratto degli edili)!

Questi sono i contenuti del nuovo contratto: si portano alcuni "miglioramenti" (si fa per dire!) al personale delle aziende private, ma nessun beneficio per il restante personale; si dilatano gli orari possibili di servizio; si stabiliscono aumenti retributivi ben al di sotto dell'aumento reale del costo della vita, peggiorano salari e orari di lavoro, si favorisce la precarizzazione dei contratti e incontrollati processi di privatizzazione dei servizi.

Confederazione Cobas  - Rappresentanze di Base Toscana