2008-04-09 21:02 - da ANSA
Contratti, Montezemolo: intesa su riforma. Tensione con sindacati
IL CAIRO - La riforma del modello contrattuale è urgente e se i sindacati non usciranno dal loro immobilismo, gli imprenditori saranno costretti ad agire di conseguenza, anche siglando accordi solo "con chi è disponibile".

A poco più di un mese dal suo addio a Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo lancia l'ultimo affondo ai sindacati e, con parole che alzano la tensione tra le parti sociali, lo fa sui contratti, materia che, per il leader degli industriali, ha assunto una centralità quasi drammatica di fronte alla perdita di potere d'acquisto dei lavoratori. "Aspettiamo da mesi un accordo tra i sindacati, ma se questo non avvenisse è nostro dovere andare avanti con chi è disponibile", ha sottolineato. I tempi sono stretti e "non possiamo permetterci altri quattro anni di immobilismo".

Dall'Egitto, dove guida la sua ultima missione estera, Montezemolo non parla di strappo immediato, invoca un cambiamento di marcia all'interno del mondo sindacale, ma lascia intendere che se spinto al limite, in casi estremi, il sistema imprenditoriale "dovrà comunque andare avanti". Anche perché il divario tra quanto l'azienda mette in busta paga e quanto il lavoratore riceve è "inaccettabile". E' uno dei temi su cui, chiunque vinca le elezioni, anche il mondo politico dovrà concentrarsi, con il contributo di tutti, maggioranza e opposizione, anche perché "su 8 ore di lavoro, 5 e mezza servono a pagare la spesa pubblica tra tasse e accise", ha sottolineato Montezemolo. Gli industriali, che sono pronti a pagare di più chi produce di più, "saranno quindi costretti a rapporti diretti con i lavoratori o ad accordi solo con alcuni sindacati". In entrambi i casi, ha ribadito, si tratterebbe di "un fatto molto molto negativo". Il "sogno" sarebbe che il sindacato avesse la competitività aziendale più a cuore degli imprenditori, ma per realizzarlo bisognerebbe che i sindacati si modernizzassero, che uscissero dai rituali. Invece in Italia "ci sono più delegati sindacali che carabinieri".

Il pressing è stato immediatamente respinto al mittente dai sindacati che si dicono coesi e pronti a sedersi a un tavolo per giocare a carte scoperte. "Deluderemo questo auspicio di Montezemolo - ha detto il segretario confederale della Cgil Nicoletta Rocchi - perché si troverà di fronte un sindacato coeso al suo interno, non c'é spazio per divisioni. I sindacati si confronteranno con la controparte con una proposta unitaria. Scopriremo, allora, chi sono i veri conservatori". Ancora più drastico il parere di Giorgio Cremaschi della Fiom, secondo il quale l'ultimatum di Montezemolo è "una bufala", mentre Raffaele Bonanni, leader Cisl, giudica "sconveniente ipotizzare accordi separati su una materia complessa e delicata come la riforma contrattuale. Piuttosto - afferma - la Confindustria convochi Cgil, Cisl e Uil perché l'accordo comunque si farà. Basta utilizzare la fiducia e la pazienza".