21 marzo – sciopero per il contratto nazionale del commercio

Estendere la lotta!

Sono ben 15 mesi che i lavoratori del commercio aspettano il rinnovo del contratto nazionale. La Confcommercio e le Coop Consumo, insieme alle aziende della grande distribuzione stanno tenendo un atteggiamento arrogante contro i diritti dei lavoratori, puntando ad ulteriori peggioramenti in termini di flessibilità degli orari di lavoro, di ulteriore incremento della precarietà, oltre a continuare a non concedere gli aumenti salariali.

Già oggi i due milioni di lavoratori del settore vivono condizioni di estrema precarizzazione e di continue vessazioni da parte delle aziende (come la vicenda della cassiera aggredita in Esselunga dimostra). Le aziende basano i loro profitti sull’enorme ricatto che pesa sui lavoratori: contratti a termine di ogni tipo, ma anche salari da fame che costringono molti lavoratori a dipendere dagli straordinari concessi dall’azienda. Ancora oggi la stragrande maggioranza dei lavoratori del commercio è assunta con contratti part-time, con salari che vanno da 500 a 700 euro mensili!

Ma alle aziende non basta ancora, per loro i profitti vengono prima di tutto! Nella trattativa nazionale sono arrivati persino a proporre l’introduzione della prestazione lavorativa di solo 8 ore settimanali, il peggioramento delle condizioni esistenti per l’apprendistato e il mancato pagamento di una parte del trattamento di malattia. Anche le aziende della distribuzione cooperativa hanno dimostrato nei fatti di non essere diverse: hanno proposto perfino la deroga al riposo settimanale e il superamento dell’orario medio settimanale da sostituire con l’annualizzazione dell’orario. Proposte assolutamente inaccettabili che bisogna contrastare con ogni mezzo

Come lavoratori aderenti alla Rete28aprile nella Cgil avevamo denunciato fin dalla presentazione della piattaforma rivendicativa il vicolo cieco in cui si stava infilando la trattativa. L’idea di presentare una piattaforma debolissima (la richiesta salariale per il biennio 2007-2008 è di appena 78 euro!), per arrivare in breve tempo al rinnovo del contratto senza passare dal conflitto di classe, si è rivelata alla prova dei fatti un grave errore. Se si chiede poco alle aziende, le aziende concederanno ancora di meno. E nel contempo si disarma la lotta dei lavoratori, che non possono essere certi entusiasti di essere chiamati ancora dopo 15 mesi a scioperare per appena 78 euro di aumento.

Ben altro ci vorrebbe per dare una svolta alle condizioni di estremo ricatto e sfruttamento che viviamo quotidianamente sui posti di lavoro. Nel prosieguo della trattativa è necessario porre con forza la necessità di una battaglia vera per:

-          forti aumenti salariali, sganciati dalla produttività delle aziende, che garantiscano concretamente il recupero del potere di acquisto dei salari.

-          riduzione drastica della precarietà, prevedendo la trasformazione delle varie tipologie di lavoro precarie in contratti a tempo indeterminato.

-          lotta alla flessibilità sugli orari di lavoro, a partire dalla messa in discussione del lavoro domenicale, che deve ritornare a essere un giorno di riposo certo per tutti i lavoratori. I tempi di vita e la salute dei lavoratori sono più importanti della logica del profitto e del consumismo sfrenato!

Se vogliamo che la trattativa giunga a un esito positivo è necessario puntare a superare la misera piattaforma di partenza, che dopo 15 mesi è superata nei fatti. Questo implica la riapertura di una nuova fase di discussione, finalizzata alla stesura di una piattaforma che sia realmente espressione delle esigenze dei lavoratori, e una conduzione della trattativa che preveda il pieno controllo della vertenza da parte dei lavoratori attraverso delegati di trattativa eleggibili e revocabili nei luoghi di lavoro. Inoltre, è necessario rendere le azioni di lotta più incisive, prevedendo scioperi su più giorni consecutivi e anche una grande manifestazione nazionale dell’intera categoria, per dare visibilità alla nostra lotta.

-          PARTECIPIAMO AI PRESIDI E ALLE INIZIATIVE DI LOTTA CONVOCATE IL 21 MARZO

-         RILANCIAMO LA LOTTA PER IL CONTRATTO NAZIONALE, RAFFORZANDO LE NOSTRE RIVENDICAZIONI ED ESTENDENDO IL CONFLITTO

RETE 28 APRILE IN CGIL