NO ALLA SVENDITA DELL’ALITALIA

 

No alle migliaia di licenziamenti del piano francese

 

L’Alitalia viene acquistata al prezzo di una multa per evasione fiscale di un vip. In realtà viene acquistato il marchio mentre viene smantellato un intero sistema industriale, a Roma come a Milano.

Questo è frutto di anni e anni di politiche sbagliate di tutti i governi e di tutti i management che hanno guidato l’azienda. Ora però pagano le lavoratrici e i lavoratori, migliaia dei quali rischiano il posto di lavoro e il futuro. E paga tutto il sistema paese, perché senza una compagnia di bandiera con un seria struttura industriale tutta l’Italia vale meno. Continua così, purtroppo, la politica di de-industrializzazione del paese.

Questa soluzione negativa non deve passare. E ora di finirla con l’ipocrisia per cui non ci deve essere intervento pubblico, quando poi questo intervento c’è solo per ripianare i debiti.

Diciamo no al progetto Air France, che “esubera” 1700 lavoratori, “scorpora” settori significativi di Alitalia Servizi (Handling, Manutenzioni) lasciandoli appesi in Fintecna  privi di prospettive industriali,  dismette completamente informatica ed amministrazione, mentre riduce drasticamente flotta ed attività del vettore, costringendolo ad un ruolo di “feeder” della rete AF-KLM.

Di fronte a questo quadro ed ai toni di diktat imperativo assunti dalla proposta Air France, chiediamo al Governo, al Tesoro e all’azienda di riprendere la ricerca e trovare una vera soluzione industriale, al servizio del sistema paese, senza subire sciacallaggi e ricatti.

Tutte le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia devono poter decidere sul loro futuro. Chiediamo subito le assemblee ovunque per preparare la mobilitazione e la risposta in difesa dei posti di lavoro e del patrimonio di tutte e tutti.

 RETE28APRILE

Roma, 18 marzo 2008