L’acciaio radioattivo fa bene alla salute
(2 marzo 2008)
E’ notizia di oggi
quella secondo cui i carabinieri del Comando Tutela Ambiente
hanno proceduto al sequestro di 30 tonnellate di acciaio
inox provenienti dalla Cina, contaminate da Cobalto 60,
isotopo radioattivo ad elevata radiotossicità e periodo di
dimezzamento nell’ordine dei 6 anni.
Il materiale radioattivo era giunto in Italia lo scorso
maggio (cioè quasi un anno fa) nel porto di La Spezia e
proviene dal più grande impianto siderurgico del mondo di
proprietà della società cinese Tysco. Il materiale grezzo
contaminato è stato utilizzato da importanti società
italiane che lo hanno lavorato e messo in commercio, ma i
nomi delle suddette società non sono stati resi noti dai
carabinieri, probabilmente per evitare che subissero un
danno d’immagine. Sono state rese pubbliche solamente le
province, Brindisi, Campobasso, Treviso, Milano, Lucca,
Frosinone, Latina e Mantova dove sono stati effettuati i
sequestri.
La contaminazione non è stata scoperta lo scorso maggio al
momento dell’arrivo del carico in Italia, in quanto la
nostra legislazione (nonostante 15 anni di governi
“riformisti”) non prevede che siano effettuati controlli
radiometrici al momento dello sdoganamento per quanto
riguarda i materiali semilavorati, mentre limita tali
controlli solo ai rottami metallici. A distanza di quasi un
anno la contaminazione da Cobalto 60 è stata scoperta, in
maniera fortuita, grazie a successivi controlli che avevano
per oggetto gli scarti di lavorazione, quando già il
materiale sotto forma di laminato si apprestava ad essere
impiegato, e in parte probabilmente lo è stato, nelle
diverse produzioni industriali di camini, serbatoi, pulegge,
tramogge, cappe ciminiere e quant’altro.
La notizia racchiusa in modesti trafiletti sulle pagine dei
nostri giornali, quasi invisibile fra i fiumi di parole
dedicati al Festival di Sanremo e alla campagna elettorale
di Veltrusconi sarebbe già di per sé sconvolgente, se non
fosse che la conclusione cui i media giungono per liquidare
le conseguenze della vicenda, sconvolge in maniera assai più
drammatica e profonda.
Sul Corriere della Sera, al fondo del trafiletto che tratta
l’argomento, omettendo di citare il nome delle imprese
incriminate, si può infatti leggere che “gli inquirenti
escludono ipotesi di danni per la salute dei lavoratori,
della popolazione e dell’ambiente”.
L’acciaio contaminato dal Cobalto 60, importato non si sa da
chi, lavorato non si sa da chi, distribuito non si sa a chi,
risulta perciò radioattivo solo empiricamente, in quanto
tale radioattività non nuoce tanto ai lavoratori che lo
maneggiano, quanto alle persone che potrebbero goderne nel
caminetto del salotto, quanto all’ambiente nel quale è stato
collocato.
Dormite pure sonni tranquilli, abbiamo leggi che non
prevedono controlli di sicurezza, i cinesi hanno fatto uno
sbaglio accidentale, noi accidentalmente non ce ne siamo
accorti se non dopo 10 mesi durante i quali il materiale
radioattivo ha viaggiato per l’Italia ed è stato lavorato,
ma dormite comunque sonni tranquilli e se aveste qualche
incubo vorrà dire che manderemo in TV qualche esperto del
calibro di Veronesi a spiegare a tutti gli italiani che la
radioattività, se presa a piccole dosi, può perfino far bene
alla salute, come un bicchiere di vino al giorno.
Marco Cedolin
fonte: m.cedolin@tin.it