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Andrea Milluzzi
«-- Capolettera -->H-- Capolettera -->ai parlato
troppo. Adesso piscia! Piscia! Piscia!». È finita così per
"miss X", con la testa nel cesso, un bavaglio in bocca e un
omone che l'ha aggredita alle spalle. "Miss x" è una
dipendente dell'Esselunga di Milano di via Papiniano. La
chiamiamo così perché non ha voluto rivelare il suo nome, ma
anche perché "miss x" potrebbe andar bene per tutti quei
lavoratori e lavoratrici che sono vittime di soprusi sul
lavoro. La sua è una storia dai caratteri sudamericani, quel
Sudamerica da cui la donna, 43 anni e madre di due figli, è
originaria. Ma è successo a Milano, ieri. La donna ha
staccato dal suo turno alla cassa è scesa negli spogliatoi
del negozio per togliersi la divisa e andarsene a casa. Ha
fatto in tempo a prendere il cellulare e poi il buio: un
sacchetto in testa, la bocca tappata e la testa contro il
muro, poi dentro il water. L'ha aggredita un uomo alle
spalle che non sappiamo chi sia. L'ha aggredita in un luogo
non accessibile a tutti, dato che per arrivarci si deve
calpestare tutta l'Esselunga - evitando la videosorveglianza
- e le scale che portano al piano di sotto. Lui ci è
riuscito e le ha detto che aveva parlato troppo. Ma cosa
aveva detto "miss x"? Aveva raccontato come era stata
trattata nello stesso supermercato, solo 20 giorni prima. La
donna soffre di disturbi renali, certificati dal medico.
Ogni due ore deve bere due bicchieri d'acqua, giocoforza si
deve alzare spesso per andare al bagno. Alle 14 del 2
febbraio chiede di essere sostituita alla cassa il tempo per
andare a orinare. Di fronte a tutti e nonostante le
pressioni dei rappresentanti sindacali il permesso le viene
negato. Passano più di tre ore e la donna si alza in piedi
in lacrime, con la divisa bagnata dalla sua stessa pipì. A
quel punto, solo a quel punto, le viene concesso il permesso
di andare al bagno. Ma non di andarsene a casa. E ormai il
danno è fatto. Alle 21 e 30, quando il marito la passa a
prendere si accorge che oltre all'orina i suoi vestiti sono
macchiati di sangue. Corsa in ospedale. Emorragia e
conseguenti 15 giorni di prognosi. La storia però finisce
sui giornali, e Le Iene ci fanno un servizio tv. Monta la
polemica sull'Esselunga e sui marchi della grande
distribuzione in generale, dove i lavoratori sono o precari
o sottoposti a pressioni, turni e umiliazioni costanti.
"Miss x" precaria non è, lavora in quel negozio da 5 anni,
ma l'umiliazione subita è difficile da digerire. Passano i
15 giorni, passa la bufera e lei torna al suo posto di
lavoro. In un primo momento non sembra che quanto successo
possa influire sulla quotidianità del lavoro. A parte
qualche occhiataccia furtiva, sono gli stessi responsabili
del personale a rassicurarla: "facciamo finta che non sia
successo niente"; "dimentichiamoci tutto" e così via. Poi,
tre giorni dopo il rientro, l'aggressione, il soccorso dei
colleghi, l'ambulanza e di nuovo l'ospedale dove si prende
altri 20 giorni di prognosi.
Ovviamente nessuno ancora sa chi sia stato e per quale
motivo. La frase che "miss x" ha udito non è sufficiente per
puntare il dito verso nessuno. C'è un'indagine in corso, una
denuncia penale contro ignoti e la stessa Esselunga «auspica
che venga fatta luce sulla vicenda nel più breve tempo
possibile». L'azienda si dice «vicina alla dipendente» alla
quale «garantisce il massimo supporto». Ma di avere loro
dichiarazioni non se ne parla. C'è un'indagine in corso, va
bene, ma non è possibile neanche sapere come ha fatto
secondo loro l'aggressore a passare inosservato. Anche
perché, secondo il codice civile, il proprietario di un
negozio è responsabile della sicurezza dei dipendenti. Ci
penserà il sindacato a ricordarlo. Sindacato che, con
un'azione unitaria, ha già dichiarato per oggi lo sciopero
di un intero turno di lavoro in tutti i supermercati
Esselunga di Milano con un presidio di tre ore (dalle 10
alle 13) davanti alla filiale di via Papiniano. Un altro è
già stato fissato, nello stesso posto, per il 4 marzo. «Già
molti clienti abituali ci hanno detto che verranno -
racconta Roberta Nusu, della UliTucs - perché hanno
assistito alla scena del 2 febbraio e poi hanno saputo di
quanto è successo ieri (giovedì, Ndr). E si sono
scandalizzati». Intanto l'Unione ha presentato una mozione
urgente in Consiglio regionale per far luce su quanto
successo. Roba da trame sudamericane, dicevamo. Ma siamo in
Italia. Nel 2007. Ma a volte è difficile trovare le
differenze.
01/03/2008 |