Democrazia, trasparenza e percorsi partecipativi in Cgil.

 

Il pasticciaccio della conferenza di organizzazione alla FLC Cgil Milanese.

 

 

Avevamo dato notizia qualche giorno fa di un documento presentato ed approvato nel corso dell'assemblea di organizzazione della FLC Milanese.

26 febbraio 2008 - Assemblea di organizzazione della FLC Cgil di Milano  - Alla fine passa un documento sulla democrazia della rappresentanza che ora va portato in tutte le conferenze di organizzazione della Cgil. Leggi il documento

Il fatto non è di poca rilevanza perchè con quel documento viene dimostrata l'esistenza di punti di vista ben diversi da quelli che la maggioranza della Cgil sostiene in materia di democrazia e rappresentanza, e sopratutto viene dimostrato il consenso che queste diverse posizioni hanno e possono avere in Cgil.

E' risaputo che la Cgil si sta apprestando a sottoscrivere con Cisl e Uil un nuovo Patto sulla rappresentanza essenzialmente motivato ed orientato ad aumentare il controllo delle OOSS sulle rappresentanze di base (Il recente patto nei chimici ne è solo l'avvisaglia) ed è grave che una discussione così importante non figuri ufficialmente tra i temi su cui l'assemblea di organizzazione chiama gli iscritti a discutere, quasi che questa non sia materia che interessi i lavoratori e gli iscritti.

 

Il fatto che la FLC Milanese abbia approvato un documento che chiede alla Cgil di essere portatrice di obiettivi di maggiore democrazia partecipativa, indicando delle proposte che sono di fatto alternative a ciò che la Cgil sta concordando oggi con Cisl e Uil, non è cosa da poco. Sopratutto se si registrasse una generalizzazione di questa posizione in altre assemblee organizzative di categoria e territoriali.

 

Il dato di partenza è quindi questo ed è semplice e trasparente quanto basta perchè lo capisca pure un bambino..... Nel corso di una riunione ufficiale della FLC Cgil è stato presentato da alcuni delegati un documento e questo è passato. Per regolamento questo documento viene quindi portato ai livelli superiori della discussione in Cgil.

 

Ma le cose semplici e chiare non hanno diritto di domicilio in una organizzazione che si sostiene con delicatissimi equilibri burocratici e di apparato. Già si era fatto molto per evitare la presentazione del documento in oggetto, ed ora che il documento è stato votato, si cerca di sminuirne la portata ed il valore.

 

Tre giorni dopo l'assemblea di organizzazione della FLC Milanese, il suo segretario scrive ai presentatori dichiarando il documento assolutamente ininfluente rispetto alla discussione. Il suo valore è nullo. Non è un emendamento, non è un documento .... bene che vada (e solo perchè lui è buono) lo si può considerare un ordine del giorno, cioè una che ... in sindacalese ... equivale a carta straccia.

Strano che il segretario della FLC si rivolga ai presentatori del documento. Il documento infatti non è più loro, è stato votato e quindi appartiene all'assemblea che lo ha votato. Il segretario della FLC dovrebbe risentire l'assemblea che lo ha votato e chiedere a questa se accettano il ridimensionamento del documento che loro hanno votato in quanto documento e non in quanto qualcos'altro.

Ma è tipico della burocrazia passare sopra a queste cose. Si ritiene infatti che l'assemblea sia solo una rituale formalità, e basta una comunicazione postuma di un segretario, su carta semplice, per dichiarare nullo ciò che l'assemblea ha votato.

 

Certo c'è anche lo zampino della camera del Lavoro di Milano la quale non ha alcuna intenzione di trovarsi a discutere nella sua assemblea organizzativa provinciale di cose che è meglio vengano discusse in camera caritatis con Cisl e Uil e non certo in una assemblea di iscritti.

Pensate un po cosa succederebbe se alla assemblea organizzativa della Camera del lavoro di Milano il documento approvato dalla FLC trovasse ulteriori consensi (cosa probabile), quanto basta per portare quel documento fino all'assemblea nazionale..... che figura !!

 

In realtà il documento votato dalla FLC ha tutto il valore di documento politico, immediatamente inerente ai temi dell'assemblea di organizzazione confederale della Cgil, che un gruppo di iscritti ha votato chiedendo così che sulle proposte in esso contenute sia data a tutti gli iscritti di discutere e confrontarsi.

 

Questa paradossale vicenda apertasi in camera del Lavoro di Milano chiama in causa non solo i delegati della FLC che hanno votato quel documento e che giustamente ora ne difendono la legittimità di documento, ma anche quanti, nelle altre categorie, riconoscendosi in quei contenuti, possono riportare la stessa questione, ripresentando il documento, nelle loro assemblee organizzative.

Chiama in causa anche la cosi detta sinistra sindacale Milanese, sopratutto quella che ricopre incarichi di segreteria nella camera del lavoro.

E' pur vero che la loro presenza nelle segreterie e negli apparati è in realtà dovuta ad un accordo precongressuale con la maggioranza che fa riferimento ad Epifani (e ciò sicuramente li limita parecchio) ma è anche vero che questi hanno motivato il loro continuare ad esistere come area programmatica presentando una tesi congressuale sulla democrazia e sulla rappresentanza che diceva cose ben diverse da ciò che la Cgil sta proponendo ora e che si avvicina ai contenuti del documento presentato e votato dall'assemblea della FLC di Milano.

Lo scontro aperto tra i delegati della FLC e la segreteria Cgil di Milano manca di un soggetto.

Lavoro e Società Milanese .... da che parte sta ?? Se c'è ancora almeno batta un colpo.

 

29.02.2008

 

COORDINAMENTO RSU