Si è svolta ieri 25 febbraio 2008 la Conferenza di Organizzazione della FLC CGIL di Milano.
Il documento della categoria presentato dalla segreteria è stato approvato con due voti contrari e un astenuto.
Il documento presentato dai compagni della rete28aprile (vedi allegato) è stato approvato con 15 voti favorevoli, 11 contrari ed 11 astenuti. Pertanto, come da regolamento, esso verrà inviato all'istanza superiore.

Va considerato come la discussione attorno alla presentazione di questo documento ha registrato l'inconsistenza di Lavoro Società Milanese, di fatto divisa tra chi (anche a livello Confederale milanese) è intervenuto per perorarne il ritiro e chi invece o col voto favorevole o con l'astensione ne ha invece favorita l'approvazione.

Paradossale che una mancanza di determinazione da parte dei gruppi dirigenti di Lavoro e Società si sia verificata proprio su un tema così importante e qualificante come quello della democrazia della rappresentanza.

 

Si tratta quindi ora di riproporre analoghi documenti anche nelle altre assemblee organizzative programmate prossimamente

 



DOCUMENTO DELLA CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE DELLA FLC DI MILANO

Profondi sono i cambiamenti in atto sul piano del quadro sociale, politico e sindacale e la necessità di assumere decisioni che coinvolgano l’insieme degli iscritti. La Conferenza di organizzazione serve a realizzare un confronto aperto nella Cgil per definire temi e proposte che, per la loro particolare rilevanza, potranno essere oggetto del prossimo congresso.

La Cgil considera la democrazia sindacale premessa e condizione indispensabile per qualsiasi processo di unità sindacale. A tal fine la Cgil rivendica un meccanismo di formazione delle rappresentanze nei luoghi di lavoro, rigidamente proporzionale senza quote garantite per organizzazione. Le piattaforme e gli accordi dovranno essere sottoposte al referendum degli interessati, con un regolamento che garantisca la certezza della platea interessata, la libertà di propaganda e informazione sulle diverse opzioni, la segretezza e la certezza del voto, il controllo e la trasparenza delle modalità di voto e scrutinio. La Cgil è impegnata ad ottenere una legge che garantisca regole certe ed esigibili di democrazia sindacale. La Cgil è impegnata, anche senza il concorso delle altre organizzazioni sindacali, a garantire il pieno utilizzo da parte delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i diritti delle agibilità sindacali in tutti i luoghi di lavoro, dall’assemblea all’attività dei delegati e dei rappresentanti per la sicurezza.Viene sottoposta a revisione tutta l’attività territoriale del sindacato confederale, in particolare nella sindacalizzazione e nella rappresentanza nel mondo del lavoro delle piccole imprese, dell’artigianato, del lavoro disperso e frammentato. Si propone il superamento dell’esperienza dei delegati di bacino e il ritorno a veri delegati aziendali o interaziendali per le piccole imprese e l’artigianato.

Gli enti bilaterali devono essere ricondotti alla pura funzione mutualistica e solidale o di elaborazione di dati. Essi non hanno funzione contrattuale, di concertazione, di certificazione sul mercato del lavoro. Le attività degli enti bilaterali devono essere separate da quelle dell’organizzazione, attraverso specifiche forme di incompatibilità.
La Cgil procederà a un’attenta revisione sugli scopi, le funzioni e le modalità dell’esercizio della funzione sindacale, rispetto ai fondi integrativi pensionistici e ai fondi sanitari.

Tutti gli iscritti alla Cgil nei luoghi di lavoro hanno il diritto di candidarsi alle elezioni nelle rappresentanze sindacali, nelle liste dell’organizzazione. Nel caso in cui le candidature fossero superiori ai posti disponibili, si procederà con le primarie, per selezionare le candidature. La Cgil non esercita il potere di nomina per le rappresentanze sindacali ma, nel caso di sostituzione, procede secondo la lista delle candidature. L’esperienza contrattuale ha dimostrato che le Rsu sono un elemento di rappresentanza insufficiente nei medi e grandi luoghi di lavoro. E’ necessario rafforzare la presenza organizzata del sindacato in essi. La Cgil procederà sperimentalmente alla ricostruzione, nei medi e grandi luoghi di lavoro, di delegati di reparto o di funzione, che allarghino la capacità di sindacalizzazione e rappresentanza. Nei luoghi di lavoro l’organizzazione degli iscritti è punto di riferimento della politica sindacale. A tale scopo i comitati degli iscritti verranno trasformati in strutture aperte che coinvolgano tutti gli iscritti all’organizzazione. Le Rsu Cgil sono le titolari della posizione dell’organizzazione sui temi aziendali. Ferma restando tale titolarità, le decisioni dell’organizzazione in materia aziendale possono essere assunte dall’assemblea degli iscritti. La Cgil decide di superare definitivamente in ogni settore ogni forma di Rsa o di nomina, e di non fare più ricorso all’utilizzo di tale istituto.


Approvato a maggioranza: 15 favorevoli, 11 contrari, 11 astenuti