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ABORTO: DONNE CGIL TOSCANA, A NAPOLI
FATTO GRAVE |
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'Tanto per essere chiare, la nostra
condanna, come donne della Cgil Toscana, è piena e assoluta'.
A dirlo è Anna Maria Romano, responsabile del Coordinamento
Donne della Cgil Toscana, intervenendo sul drammatico fatto
avvenuto nel reparto Ostetricia del Nuovo Policlinico di
Napoli. Spiega Romano: “Una donna abortisce, nei termini
della legge 194, un feto malformato nato morto e dopo venti
minuti arrivano gli agenti in corsia: pazienti e personale
interrogati, sequestrata la cartella clinica su
autorizzazione del Pubblico Ministero. La donna, al
risveglio dall’anestesia, trova accanto a sé la polizia che
inizia l’interrogatorio per un presunto reato di 'feticidio'
segnalato da una denuncia anonima. Questo è il fatto, crudo
e crudele come solo la violenza sa essere. Ed è talmente
grave ed assurdo che si commenta e condanna da sé'.
Sottolinea poi la sindacalista: 'Il corpo di una donna,
ancora una volta, subisce un abuso che non può essere
sottinteso. Osceno, perché privo di qualsiasi umana
considerazione per il dolore e la disperazione di una donna
che decide di affrontare un evento tanto drammatico. Ed è
questo quello che più ci preme: esprimere tutta la nostra
solidarietà di donne per la sofferenza di un’altra donna.
Noi siamo con lei e vorremmo cambiare gli eventi, vorremmo
che potesse sentire il calore della nostra mano nello
strazio di quel risveglio, che meritava silenzio,
comprensione e sollecitudine. E non di essere usata”.
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13/02/2008 15.37 |
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ABORTO: LANZILLOTTA, FRUTTO DI
CAMPAGNA IDEOLOGICA |
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'Sono inorridita all'idea di quello che
puo' essere successo al Policlinico di Napoli con una donna
che stava vivendo un dramma psicologico e una sofferenza
fisica. Quanto avvenuto e' il frutto di una campagna
ideologica che non ha nulla a che fare con la difesa della
vita e con l'interrogarsi, che e' dei cattolici ma anche dei
laici, di quello che oggi e' il confine tra la vita e la
morte'. A dirlo è la ministra agli Affari regionali Linda
Lanzillotta, intervenendo alla trasmissione 'Viva Voce' di
Radio 24: 'Criminalizzare le donne che ricorrono all'aborto
e mettere in discussione la legge 194 e' inaccettabile, e
vedrebbe la reazione ferma e violenta delle donne perche' si
torna indietro di 30-35 anni'. |
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13/02/2008 12.50 |
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ABORTO: CGIL, SIAMO A VIOLENZA CONTRO
LE DONNE |
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'La campagna antiabortista in atto e'
diventata ben presto, ma non poteva essere altrimenti,
violenza sulle donne. Violenza contro la donna nella sua
persona e nella sua dignita''. A dirlo è un comunicato della
segreteria nazionale della Cgil, sostenendo che 'le
modalita' con cui si sono svolti i drammatici fatti di
Napoli ledono i principi del funzionamento democratico del
nostro paese, ossia la denuncia anonima che determina
l'intervento di un magistrato che non effettua verifiche,
l'irruzione in un ospedale, l'intimidazione di altre
pazienti, la privacy'. Per la Cgil 'il blitz della polizia
ordinato da un magistrato nel reparto maternita' e' di una
gravita' inaudita. Non solo si e' superato ogni limite di
rispetto nei confronti di una donna gia' provata da
un'esperienza drammatica qual e' un'interruzione di
gravidanza dettata da ragioni terapeutiche, ma rappresenta
uno dei frutti avvelenati di una campagna condotta con
furore ideologico e fanatismo contro una legge dello Stato
che, in realta', nel corso di questi anni ha ridotto
drasticamente il ricorso all'interruzione di gravidanza e ha
posto fine alla piaga dell'aborto clandestino. E' un fatto,
questo, che dovrebbe suggerire l'immediata cessazione di
ogni polemica strumentale e fuorviante che colpisce in primo
luogo le donne e la loro libera autodeterminazione'. |
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13/02/2008 12.37 |
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ABORTO, PARLA LA DONNA DI NAPOLI
(REPUBBLICA) |
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'Ero appena rientrata dalla sala
operatoria. Mi hanno trattata in un modo assurdo,
interrogata come se avessi fatto chissà che. E invece io
soffrivo, quel figlio lo volevo a tutti i costi. Mai avrei
abortito se non avessi avuto quel terribile verdetto'. A
dirlo è Silvana, la donna napoletana che pochi giorni fa,
dopo aver compiuto una regolare interruzione di gravidanza
al II Policlinico di Napoli, ha dovuto sopportare un duro
interrogatorio. In un'intervista a Repubblica racconta la
sua storia: 'Ho 39 anni e mi era sembrato indispensabile
sottopormi all'amniocentesi. L'ho fatto alla sedicesima
settimana nell'ospedale di Frattamaggiore, non lontano da
dove abito. Era il 18 gennaio e il referto con la diagnosi
me l'hanno consegnato il 31. Sul foglio c'era scritto
'Sindrome di Klinefelter'. Poi mi hanno tradotto il
significato: un difetto dei cromosomi che poteva comportare
ritardo mentale, problemi al cuore, diabete e l'assenza di
alcuni ormoni'. Silvana decide di abortire, consapevole che
'per me rappresentava una scelta particolarmente dolorosa'.
Secondo la donna e i sanitari tutto è avvenuto nei termini
di legge: 'Mi avevano comunicato che si poteva fare entro la
23esima settimana. Per tre giorni mi hanno somministrato i
farmaci per stimolare le contrazioni dell'utero. Ma lunedì,
alle ore 11, il medico mi ha rifatto l'ecografia e si è
accorto che il feto era morto'. Tornata nella propia stanza,
Silvana trova la polizia: 'Mi hanno bombardato di domande,
fatto un terzo grado: come era successo, perché avevo
abortito, chi era il padre. Addirittura se avevo pagato,
perché sospettavano che avessi dato soldi ai medici per
abortire. Poi sono passati anche a Veronica, la compagna di
stanza ricoverata per gravidanza a rischio. Mi sono trovata
in una situazione assurda'. |
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13/02/2008 12.09 |
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ABORTO: TURCO, INIZIATA CACCIA ALLE
STREGHE |
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'Resto attonita, profondamente turbata,
come donna e come ministro della Salute, e mi interrogo su
questo nostro Paese. Quanto e' accaduto a Napoli rispecchia
il clima di tensione inaccettabile che si e' creato attorno
a una delle scelte piu' drammatiche per una donna, come
quella di rinunciare a una maternita'. E' cominciata la
caccia alle streghe'. A dirlo è il ministro della Salute
Livia Turco, in un'intervista a Repubblica, commentando il
blitz della polizia al II Policlinico di Napoli con il
sequestro del feto in sala parto: 'Chi issa i vessilli della
cultura della vita dovrebbe capire che questo vuol dire
avere atteggiamenti sereni, non usare l'intimidazione e la
colpevolizzazione. Vuol dire anche no alla polizia in sala
parto'. Per la ministra, 'il nostro Paese e' sottoposto da
tempo a una guerra sull'aborto che divide, lacera, anima lo
scontro, alimenta la tensione'. Livia Turco così conclude:
'Chiedo ai partiti di astenersi dall'alimentare polemiche e
lacerazioni durante la campagna elettorale. E anche alla
Chiesa cattolica di fare la sua parte'. |
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13/02/2008 12.01 |
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LEGGE 194, CGIL NAPOLI: MONTATO
CASO PERICOLOSO |
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'L'irruzione della polizia,
sollecitata da una telefonata anonima, nel reparto di
interruzione di gravidanza del Nuovo Policlinico di
Napoli è la testimonianza di un clima che sta
pericolosamente montando in Italia'. Così la Cgil
Campania in una nota che commenta quanto accaduto lunedì
11 febbraio. 'Una donna, appena uscita dalla sala
operatoria - si legge in un documento diffuso dalla
segreteria regionale del sindacato - è stata sottoposta
a interrogatorio, con un'inaudita violazione della
privacy, e con essa altre degenti e il personale, in
base al sospetto di infanticidio.Si trattava, come è
stato poi facile accertare, di una interruzione di
gravidanza nel pieno rispetto di quanto previsto dalla
legge 194'. 'Non conosciamo -sottolinea la Cgil Campania
- le condizioni di legittimità formale dell'intervento
della polizia, sul quale esigiamo chiarezza e
trasparenza delle responsabilità. Ma non esitiamo a
denunciare lo spirito che lo ha animato, la modalità
scelta, la violenza inopportuna del gesto perché tutto
quanto è accaduto evoca un rinnovato clima di caccia
alle streghe, che speravamo non dovesse mai più
riproporsi'. |
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13/02/2008 11.02 |
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