Da Bonanni (Cisl) una magnifica lezione di democrazia sindacale

Intanto leggi la dichiarazione di Bonanni alla stampa ....

CONTRATTI: BONANNI, RIFORMA PRIMA DEL NUOVO GOVERNO

'Stiamo aspettando a ore che Confindustria ci convochi. Non capisco questa perdita di tempo'. A dirlo è il leader della Cisl Raffaele Bonanni, riferendosi alla riforma del modello contrattuale. Per il leader sindacale, 'le parti sociali devono rivedere il modello il prima possibile, e comunque prima dell'entrata in carica del nuovo governo'. E poi aggiunge: 'È importante che imprese e sindacati facciano la loro parte. Si può fare anche senza governo, anzi è propedeutico a ciò il prossimo governo potrà fare a sostegno nostro. Ognuno faccia quello che può fare'.

11/02/2008  11.48

 

Proviamo a capirci qualcosa.

Bonanni ha fretta, non vede l'ora di mettere mano alla riforma della contrattazione. Per altro sappiamo dalle sue interviste ai giornali che è preciso desiderio di Bonanni andare a ridurre il ruolo del Contratto Nazionale a semplice strumento per la definizione delle condizioni minime entro cui le imprese possono accedere all'utilizzo della forza lavoro.

L'assunto da cui parte Bonanni è che bisogna finirla con "il salario a prescindere" (sua dichiarazione dell'ottobre scorso). In altre parole Bonanni ritiene che bisogna farla finita con l'assurda propensione dei lavoratori a desiderare un salario che corrisponda almeno alle loro necessità di vita e che bisogna invece tornare a quella sana prassi di collegare il salario al lavoro effettivamente prestato, praticamente alla produttività (modo elegante e moderno per indicare il salario a cottimo).

Fin cui tutto bene. Bonanni in quanto cittadino può pensarla come vuole, ma Bonanni è dirigente di una organizzazione sindacale (dei lavoratori) ed in quanto tale dovrebbe rappresentare il loro sentire.

Ciò che non va bene è infatti che Bonanni agisca come se non fosse il dirigente di una organizzazione sindacale (dei lavoratori).

La sua fretta di concludere un accordo con Confindustria, il merito di questo accordo (per altro supercondiviso dalla stessa Confindustria) non nascono certo da una pressione dal basso anche perchè la pressione che viene dai luoghi di lavoro è semmai quella che si aumentino finalmente le retribuzioni, liberando le dinamiche contrattuali da quei vincoli che in questi anni hanno agito grazie al piano concertativo sostenuto dai sindacati.

 

Bonanni (e gli altri sindacalisti) ha forse fatto assemblee nei luoghi di lavoro chiedendo ed ottenendo un mandato per rivedere il modello contrattuale nel senso da lui indicato ?? ... Non pare proprio

Bonanni "presume" di parlare a nome dei lavoratori, ma non sta parlando in nome loro. Il suo interesse alla revisione del modello contrattuale (che per altro non coincide assolutamente con un aumento salariale .. anzi) nasce da dentro le burocrazie e gli apparati sindacali, politici e padronali che in realtà cercano di arrivare ad un patto che salvaguardi i loro reciproci ruoli, salvaguardando un impianto concertativo che ormai fa acqua da tutte le parti,  senza dover ricorrere a indesiderate conflittualità.

Ovviamente questa unità di intenti poggia sulla condivisione di obiettivi che ruotano attorno all'idea centrale dell'aumento della produttività come elemento salvifico dell'urbe e dell'orbe.

Così si spiega la tolleranza verso la legge 30 e le sue conseguenze distruttrici sul futuro di milioni di giovani e di famiglie.

Così si spiega la strana campagna sindacale sui salari (che non viene indirizzata verso i profitti delle imprese ma verso la fiscalità generale ...ossia verso soldi che dovrebbero già essere nostri e che si formano grazie ai nostri contributi per finanziare servizi pubblici che altrimenti dovremmo pagare)

 

Come non condividere quindi l'ottimismo di Bonanni ??. A queste condizioni è ovvio che anche Confindustria (pur con alcune correzioni) sia disponibile a fare un nuovo patto con Cgil Cisl Uil a partire dal modello contrattuale, poi magari dalle nuove regole sulla rappresentanza, e poi ... chissà.

 

Peccato che tutto ciò succeda senza che i lavoratori (di cui Bonanni dovrebbe essere un rappresentante) non ne sappiano nulla.

Infatti, nella sua dichiarazione Bonanni conclude con ..... 'È importante che imprese e sindacati facciano la loro parte. Si può fare anche senza governo ......" ... sicuramente, per quel che si vede, senza i lavoratori (aggiungiamo noi)

 

Un segretario nazionale di una organizzazione dei lavoratori si preoccupi di andare ad ascoltare i suoi rappresentati e di raccoglierne il punto di vista invece di scalpitare per fare cose che solo lui ritiene importanti perchè altrimenti viene da pensare che ciò che fa sia importante per lui e basta.

 

11 febbraio 2008

 

COORDINAMENTO RSU