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VALIDA LA PROCEDURA AVVIATA DA SDL
INTERCATEGORIALE PER ELEGGERE LA RSU
Un estenuante percorso ad ostacoli quello che hanno
dovuto superare i dipendenti dell’Ipercoop di Livorno
aderenti a SdL Intercategoriale per far rispettare un
diritto elementare: l’elezione della RSU
nell’ipermercato Le Fonti del Corallo. E’ dal maggio
scorso infatti che SdL Intercategoriale ha tentato in
ogni modo di indurre la società cooperativa e le
organizzazioni sindacali confederali a consentire
l’avvio della procedura per permettere ai lavoratori di
eleggere la propria rappresentanza sindacale unitaria.
Davanti a loro un muro: Coop e sindacati confederali
fanno quadrato, un vero e proprio gioco di squadra per
impedire il voto e attraverso quello la possibilità per
SdL Intercategoriale di “aggirare” il monopolio della
rappresentanza sindacale confederale che ha dominato la
scena dei rapporti sindacali nei punti vendita della
distribuzione cooperativa negli ultimi decenni.
La grande partecipazione, senza precedenti, allo
sciopero del 9 novembre contro la finanziaria e la
precarietà del lavoro, preparato minuziosamente dagli
iscritti del sindacato intercategoriale rafforza la
convinzione delle parti in causa (azienda e confederali)
che occorre impedire a qualsiasi costo che si arrivi
alle elezioni e SdL Intercategoriale possa presentare
una propria lista per le elezioni. Non restava quindi
che ricorrere al giudice del lavoro: SdL
Intercategoriale avvia così il ricorso ex art. 28 e cita
in giudizio la Coop per condotta antisindacale. Ci sono
volute quattro udienze per arrivare a sentenza.
“SI PROCEDA IMMEDIATAMENTE ALLE ELEZIONI”, questo il
senso della sentenza pronunciata il 5 febbraio dalla
giudice del lavoro Jacqueline Monica Magi. Il
dispositivo finale della sentenza recita: “In
conclusione la domanda va accolta poiché il datore di
lavoro ha messo in atto una serie di attività
costituenti comportamento antisindacale nei confronti di
SDL, tendenti a minare la sua libertà di indire elezioni
per costituire RSU.
P.Q.M. Accoglie il ricorso e per l'effetto, dichiarato
antisindacale il comportamento di Unicoop Tirreno scrl e
Ipercoop Tirreno spa,, ordina la cessazione di detti
comportamenti e in particolare ordina a dette società di
consegnare alla commissione elettorale l'elenco dei
lavoratori dell'unità produttiva di Livorno via G.
Graziani 1 aventi diritto al voto e di mettere a
disposizione della commissione elettorale stessa locali
idonei allo svolgimento delle votazioni presso la
filiale di Livorno via G. Graziani, ordinando altresì la
non reiterazione dei comportamenti antisindacali già
tenuti.”
Una sentenza che farà discutere anche perché a difesa
del comportamento messo in atto dall’azienda cooperativa
nei confronti di SdL intercategoriale si è distinta, per
l’impegno profuso nelle varie udienze processuali, la
Filcams-Cgil che aveva affidato la propria linea
all’avvocato fiorentino Giorgio Bellotti. Ancora una
volta, infatti, nell’udienza conclusiva della causa
l’avvocato della Filcams aveva ribadito la necessità di
respingere il ricorso perché l’elezione della RSU
presuppone l’unitarietà dei sindacati che concorrono
mentre la presenza di SdL Intercategoriale avrebbe
marcato “un elemento di conflitto tra i sindacati
presenti”.
Certo di conflitti in difesa delle condizioni di lavoro
e dei diritti dei dipendenti Coop ad opera della Cgil ne
abbiamo visti molto pochi in questi anni, impegnata
com’era a denunciare le malefatte, reali, solo della
distribuzione non cooperativa (Esselunga, Ikea ecc). Non
è un caso che in occasione dell’ultimo sciopero per il
rinnovo del contratto del commercio i dipendenti della
distribuzione cooperativa siano stati “esentati”
dall’adesione alla giornata di mobilitazione indetta da
Cgil-Cisl-Uil per i colleghi della distribuzione non
cooperativa!
La sentenza rappresenta una boccata d'ossigeno e un
incentivo a continuare per i dipendenti dell’Ipercoop di
Livorno e non solo. Ma è anche un segnale enorme,
imbarazzante per il marchio Coop e per suoi tanto
vantati comportamenti “etici”, per quel sindacalismo
confederale che da anni ormai punta alla conservazione
del proprio monopolio attraverso il "connubio" e il
riconoscimento concertato con la controparte. La
determinazione ad impedire il voto in particolare della
Cgil esce in tutta la sua arroganza e brutalità dalla
lettura della sentenza.
Dopo questo pronunciamento chi vorrà fare attività
sindacale libera e non vincolata a sigle confederali
troppo asservite, avrà un precedente in più su cui
contare.
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