comunicato stampa

CONTRATTI PUBBLICI:

 

Ora che non c'è più il governo “amico”

i confederali si sfogano

 

A maggio del 2007 i dirigenti sindacali delle categorie pubbliche di Cgil-Cisl-Uil avevano annunciato al suon di trombe e fanfare di aver raggiunto l’accordo per il rinnovo del biennio economico 2006-2007 e garantito che i soldi sarebbero arrivati in fretta.
Dopo di che sono entrati “in letargo”.
Le incaute grida di vittoria dei firmatari del presunto rinnovo del contratto (peraltro pessimo per quanto riguarda l’entità e la decorrenza degli incrementi stipendiali prefissati) sono rimaste lettera morta per i dipendenti della maggior parte dei comparti pubblici.
Nel frattempo si è andati oltre la scadenza stessa del mancato rinnovo biennale e il Governo Prodi ha approvato una Finanziaria per il 2008 senza prevedere le risorse per il nuovo biennio 2008-2009. Solo i soliti spiccioli della cosiddetta “vacanza contrattuale” di berlusconiana memoria!
Ora che il Governo non c'è più Cgil-Cisl-Uil del comparto chiamano alla “mobilitazione” i dipendenti pubblici (con presidi regionali senza sciopero???) per rivendicare il pagamento del biennio nel frattempo scaduto da oltre 25 mesi e mai incassato, parlano di difesa del lavoro e dei servizi pubblici nel mentre continuano a firmare accordi che esternalizzano servizi e dipendenti, dicono di difendere il contratto nazionale ma nel frattempo hanno già concesso l'allungamento a tre anni della durata!
Siamo al solito teatrino.
Se i lavoratori vogliamo risolvere i loro problemi, a partire dal rinnovo del contratto nazionale, devono voltare pagina e rompere con la politica della “concertazione” che altro non è che l’accettazione di quello che le controparti, bontà loro, sono disposte a “concedere”. Occorre riprendere a praticare seriamente il conflitto per costringere le amministrazioni a scucire aumenti veri e non elemosine, occorre far saltare le mille regole sottoscritte da Cgil-Cisl-Uil che impongono tetti preventivi alla contrattazione nazionale e di ente, riducono fortemente l’impatto degli scioperi (lunghi preavvisi, limitazioni nella durata, un'infinita lista di servizi essenziali da garantire, …) e ricominciare a lottare per obiettivi che devono essere decisi dai lavoratori e dalle lavoratrici e non dalle segreterie sindacali.
Per farlo occorre un nuovo strumento: un sindacato che sia realmente dei lavoratori, cominciando con la richiesta di un meccanismo di recupero automatico della continua perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione già porteremmo a casa più che con i contratti sottoscritti da Cgil-Cisl-Uil ...
Pagare la benzina nel 2008 con lo stipendio del 2006 non è possibile.
Diciamolo ai vari Podda, Tarelli, Fiordaliso ….

 

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