CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE FILCEM

La conferenza d’organizzazione in CGIL inizia con un fatto inusuale: la presentazione in FILCEM di un documento unitario (FILCEM, FEMCA, UILCEM) relativo alle elezioni delle RSU e del regolamento per i rinnovi contrattuali.

Non è questione banale né tanto meno casuale.

La conferenza di organizzazione non è certamente una forma di congresso mascherato. Essa deve definire eventuali modifiche degli assetti organizzativi per rendere più coerente l’organizzazione rispetto ai compiti di fase alle indicazioni emerse dal congresso ecc.

Il documento unitario sul regolamento della costituzione delle RSU e la definizione delle regole di consultazione rispetto alla gestione delle contrattazioni è invece altra cosa in quanto definisce politicamente il rapporto tra organizzazione e lavoratori.

Investe il tema della democrazia nei luoghi di lavoro nella costituzione delle rappresentanze in funzione della adesione e la condivisione delle scelte in materia di politiche sindacali.

E’ questione sostanziale che caratterizza il modo di essere di ogni singola organizzazione e definisce la sua natura e il suo ruolo.

E’ sostanzialmente materia congressuale nel momento in cui un intervento su queste questioni modifica la natura stessa del sindacato in generale e dell’organizzazione.

Ciò non può dipendere da un accordo tra le tre organizzazioni di categoria.

Le regole che definiscono il modo con cui vengono costituite le RSU sono stabilite dall’accordo interconfederale del luglio 93 e valgono, nella sostanza per tutte le categorie.

L’introduzione nel dibattito della conferenza di organizzazione di questo elemento, cosi come avviene nell’avvio della conferenza di organizzazione della FILCEM, è un fatto di grave interferenza rispetto all’autonomia dell’organizzazione nel suo complesso è un esproprio del ruolo centrale della confederalità, spesso a sproposito richiamato, ed è una forzatura verso una ridefinizione dell’identità dell’organizzazione stessa al di fuori di ogni mandato congressuale.

Purtroppo, però, questo è quanto accadrà

Nella lettera del segretario generale della FILCEM ai segretari regionali e territoriali, vedi allegato, viene detto che, dalla segreteria, con un solo voto contrario è stato approvato un testo unitario sulle regole per la elezione delle RSU e sulle regole per la consultazione da sottoporre ad una approfondita discussione nel comitato direttivo nazionale previsto per il 30 gennaio.

Il comitato direttivo nazionale ha concluso i suoi lavori su queste questioni approvando il documento unitario, dopo un solo intervento contrario, a maggioranza con 12 voti contro e un astenuto

Questa discussione quindi si inserirà e si intreccerà nel percorso della conferenza di organizzazione.

Emergono schematicamente due questioni sostanziali: una di metodo e l’altra di merito.

Metodo: la categoria non è mai stata investita, a quanto ci risulta, in nessuna discussione a nessun livello rispetto al mandato di confronto con le altre organizzazioni rispetto alla necessità di ridefinire contenuti, regole e modi concernenti le elezioni delle RSU ne tanto meno sulla definizione delle regole di consultazione.

Sul merito si avanzano proposte di modifica, mai discusse e condivise, rispetto a quanto stabilito negli accordi di luglio 93, estremamente negative.

Art.04.04.02 punto b) si stabilisce che la lista di presentazione dei candidati debba essere corredata da un numero di firme di dipendenti dell’unità produttiva pari ad almeno il 20% degli aventi diritto (nelle regole precedenti era il 5%).

Art.15: competenze contrattuali nei paragrafi:
• 15.02.02 dove viene definito che la RSU attua le linee rivendicative e di gestione di filcem, femca e uilcem promuovendo azioni conformi agli indirizzi deliberati dagli organismi di categoria.
• 15.02.03 sostiene e promuove le iniziative del sindacato confederale.
• 15.03 comportamenti difformi da questi principi possono costituire motivo per la decadenza della struttura (RSU).

Tutto ciò, mancando le elementari regole di consultazione democratica di tutti i lavoratori, iscritti e non, che sono elettori e rappresentati dalla RSU, di fatto mutano la natura stessa della RSU trasformandola da organismo di rappresentanza, cerniera, raccordo e verifica tra confederazioni e lavoratori tutti in emanazione blindata delle confederazioni stesse

Si modifica la natura del rapporto tra sindacato e lavoratori e la natura del sindacato stesso.

La mancanza di strumenti di partecipazione all’elaborazione e alla verifica della linea sindacale, l’aumento della quota percentuale sulla possibilità della presentazione delle liste, la possibilità di far decadere la RSU nel momento in cui sostiene posizioni non conformi agli organismi deliberanti (vedi i molti casi durante il referendum sul protocollo), sanciscono la morte della democrazia sindacale tra i lavoratori, il controllo del conflitto sociale e la nascita del percorso di costituzione di un sindacato istituzionale e autoreferenziato che non fonda più la sua esistenza sull’adesione e sul consenso dei lavoratori ma solamente sul riconoscimento di istituzioni e controparti datoriali e politiche. Dopo la politica avulsa dai cittadini un sindacato avulso dai lavoratori

L’adesione formale è poi ottenibile attraverso l’utilizzo degli organismi bilaterali o i “servizi” subordinati all’iscrizione obbligatoria.

Ma non è tutto

Se permangono le differenze tra le tre organizzazioni sindacali chi stabilisce, nei momenti di forte contrasto e mobilitazione, cosi come è stato durante il governo Berlusconi su legge 30, diritti ecc. che le RSU hanno comportamenti difformi? Rispetto a quali posizioni? Chi ha il diritto di disconoscerle e farle decadere? Cosa sarebbe successo durante l’accesissimo confronto sul protocollo del 23 luglio scorso?

Evidentemente il documento cosi proposto non può non aver preso in considerazione tali possibilità e quindi non può che sottintendere l’avvio di un percorso dato per scontato che, nella ridefinizione di un nuovo modello sindacale oltre che di un nuovo modello contrattuale, porti nella prospettiva alla costituzione di un nuovo sindacato unico corrispondente e funzionale ad un nuovo modello politico dentro il quale opzioni diverse e divergenze devono essere ridotte al minimo e marginalizzate.

Quanto avviene in FILCEM nella conferenza di organizzazione è estremamente pericoloso e come la storia nostra insegna, spesso le esperienze più negative sono state fatte partire da una categoria forte per poi generalizzarsi a tutta l’organizzazione.

Viene messa sotto inchiesta la FIOM e la sua dirigenza per le sue posizioni in merito al referendum ma nessuno dice nulla, ora, rispetto a questa iniziativa ben più lesiva rispetto alla confederalità e ai dettati del congresso sul terreno della democrazia e della partecipazione.

E’ sempre più chiaro che all’interno della CGIL si evidenzia sempre più un’iniziativa di parte tesa a riorientare l’organizzazione partendo anche dalle categorie.

E’ quindi questa una questione sostanziale, che si manifesta anche all’interno della conferenza di organizzazione, da non sottovalutare, che deve vedere impegnati tutti i compagni della sinistra sindacale a cancellare i paragrafi più deleteri di questo documento e respingere l’iniziativa di chi, nella CGIL, intende operare per modificarne principi, ruolo e natura.

Sulle regole di consultazione, per non tediare, spiegherò meglio in seguito il mio punto di vista.

Marco Conti
Rete28aprile FILCEM lombardia

 

I documenti a cui fa riferimento l'intervento di Marco Conti sono stati inseriti precedentemente nel sito ai link sottoriportati

 

22 gennaio 2008 - Chimici - La svolta sindacale- Muovo regolamento sulla contrattazione e sulle RSU - I sindacati chimici Cgil Cisl Uil si danno un nuovo regolamento a cui tutti dovranno sottostare. Meno democrazia nella consultazione sulle piattaforme e sugli accordi e più briglie alle RSU. A contare sono sempre più solo le organizzazioni ... ed i lavoratori ?? - Leggi la documentazione - Il nuovo regolamento sulla contrattazione in categoria (Pdf) - Le nuove regole per la elezione delle Rsu e sul loro funzionamento (Pdf) - la lettera di accompagnamento ai documenti (doc)