CCNL metalmeccanico:

Un accordo che chiude la vecchia concertazione e da il via alla nuova.

Tutti tirano un sospiro di sollievo. Governo, Sindacati confederali, Confindustria temevano che la lotta contrattuale dei metalmeccanici avrebbe in qualche modo messo i bastoni tra le ruote del tanto desiderato (da tutti) nuovo patto concertativo.

Di questo nuovo patto Governo, padroni e sindacati ne hanno infatti un gran bisogno.

Sopratutto i padroni che puntano a subordinare ulteriormente i comportamenti sindacali e le politiche del Governo agli obiettivi di redditività e produttività di impresa.

Ma anche Cgil Cisl Uil non scherzano. Esposti come sono all'evidente fallimento della loro politica concertativa (e lo si vede da quanto i lavoratori si sono drammaticamente impoveriti grazie a questa) cercano di nascondere questo fallimento sottoponendo a critica non già la loro subordinazione rivendicativa a fattori che non hanno nulla di sindacale, ma la vetustà di un modello che a parer loro si è dimostrato poco efficace solo a causa dell'età (omai decennale) e che richiede quindi una "manutenzione".

Insomma .. un semplice problema tecnico.

Ma sopratutto il nuovo patto deve servire a dare stabilità ad una finzione e cioè che alcune forme organizzative (politiche, sindacali, padronali) possano presumere di essere rappresentative a prescindere (degli iscritti, degli associati, degli elettori) e che quindi possano decidere ed accordarsi senza mai essere sottoposte a verifica.

Una cosa che si chiama "autoreferenzialità" e che rappresenta il viatico a quella deriva neocorporativa di cui già abbiamo avuto primi importanti segnali nella promozione del sistema elettorale maggioritario e nei vari tentativi di manomettere la Costituzione (che di fatto rimane il più potente baluardo alla certificazione di modelli di società su base corporativa).

 

Se la trattativa sul Ccnl metalmeccanico fosse continuata sulla base della piattaforma originaria e si fosse inasprita nelle forme di lotta e nella loro durata, la cosa avrebbe creato non pochi intoppi e difficoltà a chi pensava di chiudere una fase ed aprirne un'altra.

Alla fine il CCnl metalmeccanico è stato firmato, più o meno ordinato all'interno dell'esperienza concertativa, quindi con cedimenti che confermano quanto già firmato nei rinnovi di altre categorie, sopratutto in materia di allungamento della durata contrattuale e di di nuova flessibilità lavorativa ed occupazionale.

Certo Federmeccanica avrebbe voluto un risultato diverso, dove la maggior subordinazione del lavoro fosse più e meglio esplicitata. La Fiom avrebbe preferito non cedere sulle ultime forzature padronali ed alle diverse disponibilità messe in campo da Fim ed Uilm.

Alla fine la Fiom ha però ritenuto di non arrivare alla rottura (come era stato fatto nel precedente rinnovo contrattuale) paga di aver in qualche modo contenuto l'apertura sulla legge 66 in materia di orari e di un risultato salariale formalmente vicino alla piattaforma originaria, ma ha dovuto concedere l'allungamento della durata contrattuale e qualcosa di importante (anche simbolicamente) in materia di flessibilità.

Quello che ne è uscito, come dicevamo prima, è comunque un accordo che nella sostanza non si discosta dalle aperture già introdotte nei rinnovi delle altre categorie, confermando per altro lo scambio tra salario e maggiore flessibilità.

 

Non vogliamo qui fare un processo alla Fiom (che per lo meno ci ha provato a tenere duro) ma è indubbio che questo risultato apre di fatto la strada alla trattativa per il nuovo Patto concertativo, che ha come base proprio la triennalizzazione dei contratti ed il loro ridimensionamento quantitativo e qualitativo.

 

Bene ha fatto la rete28aprile a votare contro nel direttivo nazionale della Fiom e bene sarà anche organizzare da ora il dissenso all'interno della consultazione. Non già perchè qualcuno spera che la consultazione cambierà il risultato (anche se a provarci rimane utile e possibile) ma perchè più alto sarà il dissenso su questo accordo e più forza e rappresentatività avranno quelle forze sindacali che possono da oggi continuare il loro lavoro di opposizione alla deriva neocorporativa che si annuncia con il prossimo accordo interconfederale in materia di contrattazione e rappresentanza.

Male ha fatto Lavoro e Società della Fiom a schierarsi alla fine a sostegno dell'accordo (di questo si tratta in realtà ed a poco servono i sottili distinguo che l'area cerca di sostenere sul merito di quell'accordo) perchè di fatto annuncia così il suo definitivo disarmo (in ciò allineandosi con Lavoro e Società Confederale ormai appiattita sulla linea Cgil) di fronte allo scontro già apertosi in materia di nuove regole sulla contrattazione.

 

Intanto Confindustria, Federmeccanica, Cgil Cisl Uil confederali plaudono alla firma dell'accordo per il CCNL metalmeccanico, tutti (e  non è un caso) ne decantano ed apprezzano il merito (quasi fossero una voce sola). In fin dei conti era quello che volevano. Chiudere presto cercando di costringere la Fiom ad adeguarsi all'impianto concertativo (accettando cioè lo scambio salario-flessibilità) e senza firmare qualcosa che entrasse in contraddizione con le basi nel nuovo patto sindacale che si andrà da oggi a negoziare con ancora maggiore celerità.

 

Per questo è opportuno che nella consultazione sull'accordo per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici si faccia sentire forte il dissenso perchè è da qui che riparte la lotta contro il nuovo patto sindacale confederale e la deriva neocorporativa di Cgil Cisl Uil.

 

22.01.2008

 

COORDINAMENTO RSU