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LA RESA DI FIM-FIOM-UILM ALLE RAGIONI DELLE IMPRESE BUTTATE A MARE MIGLIAIA DI ORE DI SCIOPERO ORA LA PAROLA AI LAVORATORI dichiarazione di Paolo Sabatini Segreteria nazionale SdL intercategoriale
Alla fine, come da copione, hanno firmato tutti, compresa la FIOM. Un contratto vergognoso che concede ulteriori flessibilità alle aziende in cambio di pochi spiccioli dilazionati nel tempo e con la concessione per giunta dell’allungamento della vigenza contrattuale a 30 mesi. Un contratto che, se approvato, peggiorerà le condizioni normative senza rispondere alle necessità nemmeno dal punto di vista salariale. Abbandonata senza ritegno la lotta alla precarietà Come si può giudicare se non indecente la chiusura sulla questione del lavoro precario - indicato nei comizi della domenica e del primo maggio come una piaga da sanare – che concede 44 mesi di lavoro sotto ricatto prima poter sperare nella stabilizzazione? Sarebbe questa la politica sindacale dalla parte dei lavoratori? Delusione, sfiducia ma anche rabbia contro i portatori di questa MALATTIA DEVASTANTE che va sotto il nome di “concertazione” - la pratica sindacale di “accordarsi” su quello che alla fine il padrone ha stabilito essere il proprio invalicabile interesse - sono reazioni che, è facile prevedere, si diffonderanno tra un numero crescente di lavoratrici e lavoratori.
Una fallimentare politica sindacale che ha portato alla disastrosa situazione salariale e normativa in cui versano i lavoratori dipendenti in questo paese.
L’unità burocratica delle sigle sindacali al vertice tocca il punto più basso della storia sindacale dei metalmeccanici degli ultimi anni: la perdita di contatto con la base, con i lavoratori in carne ed ossa, è un dato di fatto! Ora la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori.
SdL intercategoriale invita a bocciare l’intesa Respingere l’ipotesi di accordo è la sola cosa che resta ai lavoratori per non subire una nuova sconfitta, per mettere a frutto le decine di ore di sciopero individualmente investite in questa tornata contrattuale. Serve una nuova stagione sindacale, conflittuale, che risponda ai bisogni e alle aspettative dei lavoratori. Serve un nuovo sindacato, un sindacato realmente DEI lavoratori. Roma, 20 gennaio 2008 |
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