Tagliare le pensioni, i veri perché
Ti continuo ad abbassare la pensione finché non rinunci al TFR.
Cosa si nasconde dietro il taglio di quasi il 10% che colpirà le pensioni liquidate dal 2010?
(19 gennaio 2008)
Mi appassiona cercare le reali
motivazioni di atti apparentemente insensati e reputo
insensato il consistente taglio degli assegni pensionistici
che, nel silenzio dei media, è avvenuto con l’approvazione
della Legge 24/12/07, n. 247.
Tale taglio entrerà in vigore per le pensioni liquidate a
partire dal 2010, creando quindi un fortissimo stimolo al
pensionamento nel corso del 2009 in quanto pone ai
lavoratori il seguente dilemma “Vado in pensione nel 2009
con i vecchi coefficienti o lavoro un anno in più e vado in
pensione con coefficienti che mi assicurano una pensione
decisamente inferiore?”.
E’ fin troppo lampante che la risposta sarà una fuga di
massa dai luoghi di lavoro di tutti coloro che avranno la
possibilità di farlo, fuga che comporterà un aumento dei
costi dello Stato nel 2009 ed una successiva riduzione negli
anni successivi con l’entrata a regime dei nuovi
coefficienti.
Il taglio delle pensioni non sembrerebbe quindi motivato da
risparmi nel breve o medio periodo ma da qualcosa di
diverso, qualcosa di molto più importante per questo
governo.
Illuminante al riguardo è il titolo dell’inserto di sabato
12 gennaio del Sole 24 Ore (Plus 24) che spara in prima
pagina un ottimo: “Fondi pensione. Occasione mancata” ed un
ancor più chiaro “Il Governo voleva un 40% di adesioni a
fine 2007. I primi riscontri danno il 23% dai negoziali”.
Il Governo “voleva” il 40% di adesioni ai fondi pensione ma
non le ha ottenute, in che modo si potrebbe procedere per
invogliare (costringere) i lavoratori a rinunciare al
proprio TFR ed a devolverlo ad un fondo?
Facendo diventare conveniente questa rinuncia, creando dei
meccanismi di incentivazione, sgravi fiscali, reti di
sicurezza? Troppo complicato.
Pubblicizzando i notevoli risultati che questi fondi
pensione hanno ottenuto? Il Sole ci prova titolando sulla
stessa prima pagina “Il confronto. Nell’anno il 18% delle
linee batte la liquidazione”, ma molti leggono lo stesso
titolo in altro senso “Nell’anno l’82 % delle linee E’
BATTUTO dalla liquidazione".
Come fare quindi per far decollare i fondi pensione, il
cosiddetto secondo pilastro della previdenza?
Semplice, riducendo ai minimi termini le garanzie offerte
dal primo pilastro, ovvero la pensione pubblica.
A supporto di questa cinica conclusione è opportuno
ricordare come la grande maggioranza delle adesioni ai fondi
pensione sia avvenuta nei primi sei mesi del 2007, ovvero
entro il 30 giugno 2007, data entro cui occorreva comunicare
la propria decisione in merito al TFR.
Il 1° luglio 2007 il Governo quindi sapeva come erano andate
le adesioni, sapeva se lo scippo del TFR era riuscito o
meno, sapeva quanti dipendenti avevano deciso di subire.
Sapeva ed ha reagito di conseguenza.
Forse non è del tutto casuale che il famigerato protocollo
sul welfare che ha portato alla Legge 24/12/07, n. 247, ed
al taglio delle pensioni, sia stato siglato il 23 luglio
2007.
Arnolfo Spezzachini
fonte: arnolfospezzachini@libero.it