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Direttivo
Nazionale della Cgil. (in attesa di materiali più
dettagliati rimandiamo alla sintesi delle
conclusioni così come è stata pubblicata su Rassegna Sindacale)
Il Direttivo si è concluso oggi 16 gennaio.
Si doveva discutere di emergenza salariale e si
è concluso invece rilanciando una "Nuova politica dei redditi".
Infatti il documento del Direttivo Cgil
(approvato con il voto contrario della sola Rete28aprile) definisce
la piattaforma aperta col Governo una "piattaforma, che 'assume
la centralita' dello sviluppo del
Paese; riconnette il circolo virtuoso tra crescita della
produttivita', risanamento dei conti pubblici e
redistribuzione".
Certo, si parla anche di emergenza salariale, di
tariffe ecc ma all'interno di un quadro di compatibilità come sopra
indicate.
La prima impressione che si ricava è quindi come
minimo di perplessità. Se questa è la linea sindacale c'è poco da
sperare. Non si considera infatti come l'emergenza salariale oggi
visibile a tutti (anche a quelli che fino a ieri declamavano
l'efficacia della contrattazione sindacale) è prima di tutto e
sopratutto il risultato di una politica dei redditi che subordinava
il salario ad altri obiettivo, come la produttività ed il
risanamento dei bilanci dello Stato.
Una prima risposta doveva quindi essere quella
di mettere fine ad una pratica costretta a muoversi dentro parametri
macroeconomici che hanno solo favorito la crescita dei profitti e
delle rendite con la moderazione contrattuale e permesso un
risanamento dei conti pubblici con pesanti tagli allo stato sociale
ed alle pensioni, liberando così la contrattazione sindacale dalle
subordinazioni che l'hanno di fatto impedita e deteriorata,
riportandola al suo compito primario e cioè quello di rappresentare
i bisogni (sia qualitativi che quantitativi) che il mondo del lavoro
e le famiglie esprimono.
Di questo non c'è traccia. L'unica cosa chiara è
ci si rende disponibili ad un nuovo Patto dentro al quale rimane
confermata la subordinazione del lavoro a parametri esterni.
Gli unici interventi proposti di immediato
sostegno al reddito sono sono legati all'ipotesi di detassazione, a
carico dello Stato e della fiscalità generale (quindi a carico
nostro). Incapaci di incalzare Confindustria e le altre associazioni
padronali ci si accontenta quindi di andare da papà a chiedere un
anticipo su una paghetta che già ci spetta di diritto sotto forma di
stato sociale, di servizi, di assistenza, istruzione e salute.
Facciamo cioè quello che ha fatto Confindustria
in questi anni che grazie alle varie defiscalizazioni e detassazioni,
a sostenuto ulteriormente i suoi già alti profitti, a scapito
ovviamente di una disponibilità di risorse pubbliche (versate da
tutti) che altrimenti sarebbero servite a sostenere lo stato sociale
ed il diritto a tutti di accedere ai servizi, all'assistenza, ecc.
Aspettiamo di vedere il documento del direttivo
Cgil nella sua integrità, ma una cosa è già certa ... per il
direttivo Cgil l'emergenza salariale è già finita.
16 gennaio 2008
Coordinamento RSU
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DIRETTIVO
CGIL, SERVE UNA NUOVA POLITICA DEI REDDITI |
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'Nella
piattaforma e' indicata con chiarezza la necessita' di una
nuova politica dei redditi, che consenta un rafforzamento
delle retribuzioni attraverso interventi fiscali, controllo
e riduzioni di prezzi e tariffe, politiche abitative,
politiche contrattuali. Il quadro delle proposte avanzate
prevede misure strutturali e universali, ma anche interventi
mirati di sostegno fiscale agli aumenti di produttivita',
ridistribuita attraverso la contrattazione di secondo
livello'. A dirlo è il documento conclusivo del Comitato
direttivo della Cgil nazionale (approvato con 76 si', 3 no e
2 astenuti), parlando della piattaforma presentata
all'Assemblea dei delegati del 24 novembre scorso, votata
dai direttivi di Cgil, Cisl e Uil. Una piattaforma, spiega
il documento, che 'assume la centralita' dello sviluppo del
Paese; riconnette il circolo virtuoso tra crescita della
produttivita', risanamento dei conti pubblici e
redistribuzione; focalizza sull'aumento delle disuguaglianze
sociali e sull'inadeguatezza dei redditi da retribuzioni e
pensioni l'emergenza che deve caratterizzare l'asse
strategico dell'azione del governo per il 2008'.
All'esecutivo, la Cgil chiede 'una scelta politica
esplicita' e il rapido avvio del negoziato 'che deve
prevedere misure, tempi e coperture degli interventi'.
Riguardo le priorità per il 2008, la Cgil individua
anzitutto 'l'aumento delle detrazioni per il lavoro
dipendente e le pensioni; la cosiddetta dote fiscale per i
figli, a partire da quelli con eta' compresa da zero a tre
anni; l'applicazione immediata della norma stabilita gia'
nella Finanziaria 2008 della riduzione delle accise sui
carburanti e sul gasolio e gas da riscaldamento'. Il
Comitato direttivo della Cgil chiede anche "il ridisegno
delle aliquote, con particolare riferimento alla terza
aliquota, che incorpora una quota consistente di lavoro
dipendente con reddito medio" e il "completamento della dote
fiscale". Altro tema importante è la contrattazione di
secondo livello: "Bisogna anzitutto decidere sulle modalita'
di distribuzione delle risorse presenti nel Protocollo sul
welfare, finalizzandole all'obiettivo dell'allargamento
degli spazi della contrattazione. In merito alle coperture,
abbiamo indicato la necessita' che vengano dirottati al
lavoro dipendente i risultati delle politiche di
risanamento, della lotta all'evasione fiscale, dell'aumento
della tassazione sulle rendite finanziarie, respingendo
l'ipotesi che tale intervento possa coprire la cosiddetta
cedolare secca sugli affitti". Il documento affronta anche
l'intera questione contrattuale. Anzitutto, la Cgil chiede
la chiusura positiva dei numerosi contratti aperti, in
quanto "viatico indispensabile per un avvio positivo del
negoziato". Sulla questione del modello contrattuale (dopo
aver precisato che sul tema si rende necessario uno
specifico confronto sulla "manutenzione-aggiornamento", da
tenere con il governo e le controparti datoriali), il
sindacato di corso d'Italia ribadisce che la propria
preferenza va a "un modello che conservi un carattere
universale valido per tutti i settori contrattuali, che
confermi il ruolo fondamentale del contratto nazionale e che
punti all'obiettivo di estendere significativamente, in
quantita' e qualita', la contrattazione di secondo livello.
Tocchera' ai tre direttivi unitari definire un percorso di
informazione, assemblee e mobilitazione a sostegno di tali
scelte". |
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16/01/2008 18.32 |
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