Fiat. Rinaldini (Fiom): “Gli atti compiuti dalla Direzione di stabilimento sono contro il piano di rilancio di Pomigliano. Urgente una convocazione da parte del Presidente del Consiglio”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato in serata la seguente dichiarazione.

“L’intesa sottoscritta unitariamente dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici e dalla Rsu dello stabilimento di Pomigliano d’Arco con la Fiat è fondata sulla trasparenza, sulla condivisione degli interventi e sulla partecipazione alla realizzazione del Piano di rilancio dello stabilimento stesso.”

“Gli atti compiuti in questi giorni dalla Direzione di stabilimento (dalla presenza dei vigilanti nei corsi di formazione, ai continui richiami disciplinari privi di motivazioni, a tentativi di limitare l’esercizio delle libertà sindacali) sono illegittimi, contro gli impegni assunti e contro lo stesso piano di rilancio.”

“Questi atti gravi e unilaterali devono pertanto essere immediatamente rimossi. Inoltre, proprio perchè abbiamo creduto e crediamo - in un contesto territoriale particolarmente difficile - nel rilancio industriale di Pomigliano, riteniamo urgente una convocazione delle Parti sociali da parte del Presidente del Consiglio.”

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 10 gennaio 2008  

 

La Segreteria nazionale della Fiom denuncia la grave situazione alla Fiat di Pomigliano

 

La Segreteria nazionale della Fiom esprime tutta la propria condanna per i gravissimi atti antisindacali attuati dalla Direzione Fiat dello stabilimento di Pomigliano, culminati nei licenziamenti per rappresaglia antisciopero. Nel giro di pochi giorni, 10 lavoratrici e lavoratori - tra cui diversi delegati -, sono stati licenziati con l’accusa di aver organizzato scioperi e di avervi partecipato. Questa motivazione da anni ’50 si aggiunge alle violazioni clamorose dello Statuto dei lavoratori instaurate nello stabilimento campano.

In alcuni stabilimenti del gruppo Fiat sono in atto iniziative delle Direzioni aziendali che, con vario peso e gravità, colpiscono i diritti dei lavoratori e aggrediscono la contrattazione sindacale. È chiaro che una situazione di questo genere ha una rilevanza nazionale, in quanto rischia di compromettere tutta l’opera di questi anni. Se la Fiat pensa ad una svolta nelle relazioni sindacali con i lavoratori fondata su autoritarismo, paternalismo, antisindacalità, è un danno per il Gruppo, per i lavoratori, per l’economia del Paese. La Fiom reagirà di fronte a quanto sta avvenendo a tutti i livelli dell’iniziativa sindacale nel Gruppo.

La Fiom esprime solidarietà ai lavoratori colpiti e chiede il ritiro di tutte le misure repressive a partire dai licenziamenti, e agirà anche sul piano legale per affermare i diritti sacrosanti dei lavoratori. È necessario un intervento del Governo al massimo livello, visto che la Fiat di questi anni è riuscita ad uscire dalla crisi anche per i sacrifici dei lavoratori e per il sostegno pubblico. La svolta autoritaria di questi giorni rappresenta un danno per la stessa Fiat. E’ necessario che vengano bloccate le iniziative di carattere repressivo in atto e ripristinate normali relazioni sindacali.

 

Fiom nazionale

Roma, 11 gennaio 2008

 

La Fiat contro il piano di rilancio di Pomigliano

 

La Fiat ha impedito oggi l’accesso nello stabilimento di Pomigliano con un provvedimento di sospensione cautelativa (nei fatti licenziamento immediato) a 7 lavoratrici e lavoratori fra i quali un delegato sindacale e un esperto della Fiom. Le comunicazioni dell’Azienda, fatte a fotocopia, contestano a questi lavoratori la promozione e la direzione di uno sciopero e di un corteo nella giornata di ieri attribuendogli generici “atteggiamenti minacciosi”.

Questi licenziamenti se confermati (e contro i quali ricorreremo immediatamente alla Magistratura per comportamento antisindacale) sono l’ulteriore episodio che conferma come la Direzione Fiat stia creando un clima insostenibile nello stabilimento di Pomigliano.

Come denunciato ieri dal Segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, Fiat non sta rispettando gli impegni assunti con le Organizzazioni Sindacali con il Piano di rilancio di questa importante realtà industriale.

I lavori della Commissione mista (Direzione, RSU, Organizzazioni Sindacali) prevista dall’accordo e con il compito di seguire e discutere preventivamente gli interventi previsti, sono stati boicottati dalla Fiat che non ha fornito alcun dettaglio degli investimenti e dei corsi di formazione. Fin da lunedì, giorno del rientro dopo la pausa della chiusura natalizia, senza neppure informare la RSU, l’Azienda ha schierato dentro lo stabilimento e nelle singole UTE una presenza massiccia ed illegittima di vigilanti.

Di fronte alla richiesta della RSU di ritirare i vigilanti dai corsi e di attivare il Tavolo nazionale, previsto dall’accordo, la Fiat è andata avanti inasprendo la situazione con minacce, richiami disciplinari e i preannunciati licenziamenti.

In questo modo la Fiat lavora contro il Piano che pure ha annunciato ai massimi livelli istituzionali e sindacali. La Fiom ha condiviso quel Piano e oggi ne esige il rispetto integrale nell’interesse dei lavoratori e di un intero territorio. Non permettiamo che le provocazioni, le minacce e le illegalità che Fiat sta compiendo servano ad attribuire ai lavoratori di Pomigliano responsabilità che non hanno e per questo chiediamo l’intervento urgente di tutte le Istituzioni fino a livello del Presidente del Consiglio.

 

Coordinamento nazionale Fiom Gruppo Fiat

 

Roma, 11 gennaio 2008

 

 

Dichiarazione di Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom sullo sciopero dei lavoratori di Pomigliano 

 

“Lo sciopero in atto allo stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco è in difesa di diritti elementari dei lavoratori garantiti dallo Statuto dei Lavoratori, diritti che l’azienda sta violando. E’ un principio gravissimo, che la Direzione Fiat sta affermando, quello di un regime di sorveglianza speciale attuato dalla vigilanza a danno dei lavoratori.”

“Le pratiche della Fiat sono vietate dalla Legge e contraddicono anche tutti gli atteggiamenti di apertura e modernità rivendicati dalla direzione del Gruppo.”

“Valuteremo anche sul piano legale la perseguibilità dell’azienda.”

 

 

 

Roma, 10 gennaio 2008

 

 

Solidarieta’ e sostegno a Mimmo Migliano licenziato dalla Fiat

(10 gennaio 2008)

Mimmo, il 1° eletto RSU alla Fiat/Pomigliano, non è la prima volta che entra nelle mire della Direzione Fiat, già 3 anni fa subì insieme ad altri lavoratori il licenziamento, le lotte e il tribunale riportarono Mimmo e tutti in Fiat (la Fiat si è appellata e il 7 novembre 2007 c’è stata l’udienza che è poi slittata a febbraio 2008) Le pressioni sono aumentate da quando ha aderito alla Confederazione Cobas (per questo ha già subito dalla Fiat la ritorsione del disconoscimento di delegato RSU eletto) ed al “Coordinamento Cobas Gruppo Fiat”, l’organismo sorto per contribuire alla risoluzione degli innumerevoli problemi presenti in tutto il Gruppo Fiat: dai ritmi infernali (oltre il TMC2), ai precari, agli incidenti del lavoro, alle migliaia di provvedimenti disciplinari, e da ultimo i licenziamenti alla Fiat Sata di Melfi, a Termoli, e le continue minacce- intimidazioni a RSU ed attivisti Cobas e di altre organizzazioni conflittuali.

Il 7 novembre, Mimmo con alcuni lavoratori Fiat e di altre aziende, precari e disoccupati ha preso parte all’iniziativa di sostegno dello Sciopero Generale del 9 novembre, che a Napoli si è svolta davanti ad un salone Fiat per rivendicare il diritto all’occupazione stabile per i precari e il diritto al reddito: in quella circostanza, dice la lettera di licenziamento, Mimmo avrebbe fatto uso di frasi ingiuriose contro la Fiat, denigrando il “buon nome della Fiat e dei dirigenti”.

LICENZIAMENTO POLITICO E PRETESTUOSO !!!!

La Fiat, con l’eliminazione degli attivisti conflittuali è il tentativo di piegare ogni dissenso, punta alla realizzazione di un piano preciso finalizzato al taglio del costo del lavoro e dei diritti, all’intensificazione illimitata dei ritmi di lavoro, allo smantellamento del Contratto Nazionale.

CONFEDERAZIONE COBAS SALERNO