Sciopero a Pomigliano d'Arco, la Fiat licenzia sette lavoratori-sindacalisti. Rinaldini: «Prodi ci convochi»

Uno sciopero con corteo svoltosi ieri nello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, a cui hanno partecipato complessivamente circa 200 lavoratori, «ha provocato - secondo quanto sostiene l'azienda - forte disturbo al regolare svolgimento dell'attivitą di formazione degli addetti del primo turno». Quindi l'azienda ha provveduto «immediatamente a contestare questi comportamenti scorretti agli organizzatori e capeggiatori del corteo, disponendone la sospensione cautelare dall'attivitą a norma del vigente contratto collettivo nazionale di lavoro». I lavoratori interessati dal provvedimento sono sette. Uno di loro era un rappresentante dello Slai Cobas che in tutta risposta ha dichiarato per oggi altre otto ore di sciopero coincidenti con quello di Fiom-Fim-Uilm. Secondo la Fiat lo sciopero avrebbe danneggiato lo svolgimento dei corsi di formazione«con pesanti intimidazioni verbali, ma fortunatamente non fisiche». Immediata la risposta di Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom: «Gli atti compiuti in questi giorni dalla Direzione di stabilimento, dalla presenza dei vigilanti nei corsi di formazione, ai continui richiami disciplinari privi di motivazioni, a tentativi di limitare l'esercizio delle libertą sindacali, sono illegittimi, contro gli impegni assunti e contro lo stesso piano di rilancio. Dato che abbiamo creduto e crediamo, in un contesto territoriale particolarmente difficile, nel rilancio industriale di Pomigliano - conclude Rinaldini - riteniamo urgente una convocazione delle parti sociali da parte del Presidente del Consiglio». Anche Tommaso Sodano, vicepresidente dei senatori del Prc č intervenuto sulla questione: «A Pomigliano vanno rispettati i diritti elementari dei lavoratori, quelli sanciti dal contratto nazionale e dai principi dello Statuto dei lavoratori. I lavoratori ed il sindacato hanno compreso a pieno le esigenze di riconversione dello stabilimento ma equiparare il ritardo all' abbandono del posto di lavoro, come le relative conseguenze, appare fuori luogo».


11/01/2008