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Sospeso perché segnalava
pericoli
Bergamo L'operaio di una
fonderia segnava i rischi sulle bolle, lo
accusano di mobbing sul capo
Antonio Sciotto
Sospeso per tre giorni
perché segnalava i pericoli in fonderia:
succede anche questo nell'Italia della
Thyssenkrupp. Il provvedimento che ha
dell'incredibile è stato preso a Bergamo,
nella fonderia «Pietro Pilenga», nei
confronti di Giolivo Zanotti, un operaio di
54 anni che segnava sulle bolle i rischi
corsi ogni giorno sulla linea di montaggio.
Nella fonderia lavorano 250 persone, e tra
l'altro non è mai stata fornita la
modulistica per segnalare le lacune: dunque
Zanotti scriveva sulle bolle che il capo gli
consegnava a inizio turno, dove si segnano
le mansioni della giornata. Quando la
riconsegnava, vi si potevano leggere i
pericoli: «Alcuni operai fumano e si
rischiano incendi»; «I pancali sono
sovrapposti: se qualcuno li urta possono
cadere»; «L'olio chimico fuoriesce dalle
macchine e va sui pavimenti». E poiché il
superiore era «costretto» a leggere le
segnalazioni, e avrebbe corso «rischi» per
la salute, l'azienda ha pensato bene di
accusare di «mobbing» l'operaio: sì, mobbing
sul proprio capo.
«Stanotte sarei dovuto andare a lavorare - spiegava ieri sera - invece sono a casa senza stipendio». L'operaio sta pensando di fare causa: «In tv vedo le marce per i morti sul lavoro mentre la mia azienda mi dà del demente. Questo accade nonostante l'Asl, informata dei fatti, abbia già eseguito numerosi sopralluoghi». «Alla Pilenga sono avvenuti già molti infortuni - spiega Mirco Rota, segretario Fiom di Bergamo - Il primo giugno 2006 un manutentore senegalese, dipendente di una ditta esterna, è caduto da un tetto di 12 metri ed è morto sul colpo: la produzione non si è fermata un minuto. La Fiom ora si è costituita parte civile. Un altro operaio, urtato da una macchina, si è rotto il bacino. A un altro senegalese è finito un getto di ghisa rovente nell'occhio: aveva occhiali inadeguati». Nel 2007, nel solo reparto officina si sarebbero registrati 5 infortuni per l'olio finito sul pavimento. Purtroppo, denuncia la Fiom, nel bergamasco molte aziende meccaniche non rispettano gli standard di sicurezza. Alla Pilenga l'orario normale è di 50 ore settimanali: 9 ore per 5 giorni, più 4-5 il sabato mattina. Su questi orari è in corso un'indagine dell'Ispettorato del lavoro, mentre la Asl ha già svolto diverse ispezioni sulla sicurezza: ma l'azienda è dura ad applicare le normative, e ha accettato di costruire l'aspiratore dei fumi solo dopo che l'Arpa ha minacciato la chiusura. I fumi, infatti, investivano il piccolo paese di Comun Nuovo, dove la fonderia è situata. Anche il rappresentante dei lavoratori alla sicurezza, Valter Albani, della Cgil, è stato bersagliato da vari provvedimenti disciplinari: pure lui protestava per la sicurezza carente. |