Vengono ancora abbassate le pensioni
Un altro grosso ed inutile sacrificio
(10 gennaio 2008)
Vengono ancora immolati sull'altare dei risparmi i lavoratori più giovani
Con l’approvazione della Legge
24/12/07, n. 247 sono state ulteriormente abbassate le
pensioni di chi avrà un assegno calcolato, anche
parzialmente, secondo i criteri del cosiddetto Metodo
Contributivo.
Il taglio è stato effettuato con la modifica dei
coefficienti di trasformazione e sfiora il 10%, variando
leggermente a secondo dell’età di pensionamento.
Ovvero le pensioni sono state ridotte di quasi il 10 %, chi
avrebbe avuto diritto al 65esimo anno di età ad una pensione
di 700 euro adesso andrà in pensione con poco più di 640
euro mensili, chi avrebbe avuto enormi difficoltà ad
azzeccare il pranzo con la cena e con il fitto di casa
adesso ne avrà molte di più, sempre che riesca nell’impresa.
Reazioni alla novità?
Praticamente zero.
E mi è fin troppo chiaro perché non ci siano state grosse
reazioni da parte dei sindacati, che anzi arrivano a
spacciare per vittoria (ad esempio qui
http://www.filleacgil.it/ ) il rinvio dell’applicazione
dei nuovi coefficienti al 2010, tenendone così esenti coloro
che accederanno a pensione da oggi al 2010 e che avevano
meno di 18 anni di anzianità contributiva il 31/12/95,
sindacati che quindi continuano con cristallina coerenza a
sacrificare le prossime generazioni in cambio di piccole
scialuppe di salvataggio per i propri iscritti più prossimi
all’agognato assegno di pensione.
Ma ingenuamente insisto nel domandarmi perché chi subisce in
pieno l’effetto di tali riforme, chi sta donando alla
odierna politica parte del proprio futuro con un sistema
pensionistico che è, in sostanza, una forma di tassazione
differita, resta in silenzio.
Sono inebetito, stupito, assordato, da questo silenzio.
Arnolfo Spezzachini
fonte: arnolfospezzachini@libero.it