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“Non mi piace questa polemica sul
capitalismo d’altri tempi, sull’idea che i redditi non sono
saliti per colpa nostra. Vedo troppa cultura contraria
all’impresa, che alligna in molti settori della maggioranza.
L’imprenditore è il primo a voler pagare di più i propri
collaboratori di talento e vorrebbe farlo con contratti
aziendali legati alla produttività, pur rispettando gli
accordi nazionali che sono un ombrello irrinunciabile». A
dirlo è il presidente di Confindustria Luca Cordero di
Montezemolo, in una conversazione con il Sole 24 Ore: “Il
vero scandalo è nella differenza fra il costo del lavoro e
ciò che a fine mese un lavoratore percepisce come netto in
busta paga. Bisogna anche ricordare, però, che i salari in
questi anni sono cresciuti più della produttività, a
differenza di quello che è accaduto in Germania, Francia e
Gran Bretagna”. Confindustria propone un ulteriore taglio al
cuneo fiscale: “Nonostante il taglio già attuato di cinque
punti del cuneo, tre alle imprese e due ai lavoratori, la
differenza tra il costo per le aziende e il salario netto in
busta paga rimane abissale: il rapporto è quasi di uno a
due. Noi proponiamo il taglio di altri cinque punti, ma
questa volta con una divisione diversa: tre ai lavoratori e
due alle imprese”. |