Contratti moderni… schiavitu’ antica!
Multiservizi: un altro scempio.
(3 gennaio 2008)
Nel lungo e
travagliato declino ormai storico dell’intero panorama
sindacale italiano non e’ mai finita l’ora di stupirsi; c’e
sempre un orizzonte da superare e nuovi “grandi” traguardi
da raggiungere soprattutto nel quadro politico di recente
attuazione dominato dal governo “amico”.
In quest’ultimo periodo abbiamo assistito all’ipocrisia piu’
sfacciata ed alla falsita’ piu’evidente da parte di chi
svolgeva il suo ruolo “responsabile” nelle passerelle
televisive.
Soggetti che piu’ o meno hanno avvallato di tutto in termini
di precarieta’, flessibilita’ e contenimento salariale ora
pretendono di stracciarsi le vesti di fronte a situazioni di
estrema indigenza sociale e/o di profonda insicurezza nei
luoghi di lavoro. Ma tant’e’: non sempre cio’ che si afferma
davanti alle platee televisive corrisponde a quanto si firma
nelle anguste sale ministeriali dove certi interessi
finanziari e forti vocazioni governative la fanno da padrone
e dettano leggi ed indirizzi in maniera nient’affatto
ambigua ma coerente con quanto fin qui si e’ sostenuto ed
eseguito.
Nella scorsa meta’ di dicembre e’ stato infatti firmato il
rinnovo del CCNL Multiservizi che coinvolge un totale di
circa 500000 lavoratori su 40000 imprese; un settore
devastato da una sempre piu’ crescente flessibilita’ e
soprattutto da una condizione di miseria salariale
addirittura imbarazzante per chi scrive.
Alla presenza del ministro del lavoro Damiano e della
“sinistra-radicale” Rosa Rinaldi sottosegretaria dello
stesso ministero si e’ “finalmente” (a modo loro ovviamente)
conclusa una vertenza che durava da 30(!) mesi e che ha
visto scioperare per ben 4 volte i lavoratori del settore
nel solo ultimo anno.
I risultati conseguiti sono gran poca cosa anche considerati
i tempi che corrono: il CCNL multiservizi era scaduto nel
maggio 2005 e come d’incanto il tempo trascorso
letteralmente scompare.
La “quadriennalita’” decorrera’ dal gennaio di quest’anno e
quindi dal punto di vista economico gli aumenti salariali
sono stati calcolati sul primo biennio 2008-2009 facendo
perdere un bel po’ di soldi a questi lavoratori.
Partiamo dall’analisi dell’aumento salariale perche’ in un
settore come questo, dove nella “normalita” fatta di orari
“spezzati”, contratti part-time stagionali e licenziamenti
continui dovuti ai cambi d’appalto delle diverse imprese
operanti nel sistema multiservizi, e’ purtroppo cio’ che
emerge piu’ negativamente nella sua diretta drammaticita’.
Si e’ arrivati a concordare un aumento al II livello di
“ben”....115 euro a regime (giugno 2009), di cui 95
effettivi e 20 come EDAR (elemento distinto aggiuntivo della
retribuzione) che a detta dei firmatari rappresenterebbe una
novita’ assoluta in quanto,configurandosi come recupero
relativo al periodo di vacanza contrattuale, andrebbe a
recuperare quanto perduto negli ultimi due anni e mezzo ma
non sarebbe computabile per i diversi istituti salariali
presenti in busta paga(Tfr, Ferie, malattia, ecc.).
In 50 mesi 95 euro di aumento( a regime) piu’ 20 di EDAR!
E questo viene dipinto come un risultato ragguardevole
attraverso le alchimie parolaie dei Damiano e Rinaldi di
turno dove non manca mai un tenero sguardo ai bilanci delle
migliaia di imprese che, attraverso il contenimento
salariale dei propri lavoratori, con la pubblica
amministrazione fanno affari d’oro.
Nella fumosa tecnicita’ del linguaggio contrattuale si
scorge pero’ qualcos’altro nell’accordo: e’ stata concessa
per 4 volte l’anno la liberta’ alle imprese di poter far
saltare i riposi ai propri dipendenti dando loro la
possibilita’ di poterli recuperare nelle due settimane
successive.
Di fatto si e’ riusciti a peggiorare anche la legge 66 sugli
orari in cui si riporta l’obbligo di dare i riposi su una
media settimanale oraria.
Considerando quanto difficile sia imbastire una giornata su
piu’ turni lavorativi con orari che partono dalle prime ore
del mattino e per lo piu’ in presenza di moltissimo
personale femminile nel settore non e’ necessario fare
grossi sforzi per etichettare come “moderna schiavitu’”
tutti questi lavoratori sui quali troppe volte vengono
scaricati i costi “superflui” di moltissime imprese ( il
pulimento e’ una delle prime voci che generalmente si
“comprimono” nei vari bilanci).
Nelle assemblee sindacali (le poche che probabilmente si
faranno) verra’ glorificato il mantenimento dell’art 4(
obbligo di riassunzione del personale in regime d’appalto;
in realta’ piu’ che formale) e soprattutto il non aver
ceduto sul fronte del diritto alla malattia, ma di fatto
estendendo a circa sei anni e mezzo la durata contrattuale
si e’ arrivati addirittura a rimpiangere quanto di peggiore
si era visto in altri settori negli ultimi anni.
Non manca nemmeno la solita spolverata demagogica sul lavoro
degli immigrati ai quali viene concesso di prendersi piu’
giorni di ferie o di permesso per ricongiungersi ai loro
familiari anche se non ....maturati.
Un rinnovo, dunque, senza alcun dubbio pessimo e che
ulteriormente dimostra quanto in basso sia finita la
qualita’ della gestione CGIL negli ultimi anni.
Unica nota lieta: la mancata firma sull’accordo del
rappresentante FILCAMS di Venezia al quale in segno di forte
solidarieta’ e’ giusto reputare la piu’ profonda stima.
Enrico Pellegrini
Esecutivo nazionale Rete 28 aprile Filcams CGIL
fonte: pllnrc70@virgilio.it