Sul Patto di Verona

Cgil Cisl uil e Confindustria di Verona si stringono e si legano con un Patto per il lavoro e la concertazione che non si sa bene a cosa serve se non a legittimare le nuove relazioni sindacali. In pratica una riedizione (in piccolo) del Patto di Natale del 1998.

Già ... ma per fare cosa ??

Il Patto ( leggi la nota riportata sul sito della Cgil di Verona .. che però non riporta il testo dell'accordo) prevede che sindacati ed imprese si impegnino su una strategia comune e condivisa per monitorare, concordare, indirizzare, gestire ecc....

Problema..... Di quale strategia si parla ?? Presumiamo che le segreterie sindacali Veronesi sappiano di cosa parlano, .... ma lo sanno solo loro.

E' normale, per un sindacato normale, che una sua strategia sia il frutto di un confronto democratico e partecipato con i suoi rappresentati (i lavoratori). In fin dei conti una strategia sindacale cosa può essere se non un percorso per la rappresentazione e per il soddisfacimento dei bisogni che sorgono dal mondo del lavoro e dalle sue problematiche ??

Non  è invece normale che chiunque presuma di rappresentare il mondo del lavoro stringa "patti" senza averne il mandato e senza che siano chiare, discusse e condivise le finalità di questa scelta... a meno che non presuma (appunto) di contare qualcosa a prescindere da chi lo ha chiamato a rappresentarlo... una cosa, questa, che in Italiano si chiama "autoreferenzialità".

 

Sono gli stessi entusiasmi dei sindacalisti locali a tradire il fine ultimo del "Patto" che viene da loro celebrato perchè (in parole nostre) riconosce al sindacato un ruolo di soggetto sociale.

Se dei sindacalisti si eccitano per questo vuol dire solo una cosa e cioè che questi non fanno vertenze sindacali da anni, hanno perso la conoscenza di quanto sia storicamente difficile, defaticante, a volte duro, riuscire a rappresentare i bisogni del mondo del lavoro in una società dove solo alla categoria del profitto è riconosciuto un valore salvifico e generale a cui tutto viene subordinato.

Sindacalisti che pensano di contare solo perchè riescono a sedersi ad un tavolo general-generico senza preoccuparsi di chiarire prima quali sono gli obiettivi che vogliono rappresentare e senza costruire un percorso di coinvolgimento dei lavoratori che questi bisogni esprimono, possono solo fare disastri o non combinare nulla scoprendo alla fine che a loro si chiedeva solo di fare da spalla ad altri interessi (quelli delle imprese).

 

Esempio:

Il Patto prevede che il tavolo concertativo territoriale sia investito nella gestione delle situazioni di crisi. Ora è chiaro che a contare è in realtà la vertenza in difesa dell'occupazione che si apre localmente in azienda. Cosa faranno allora Cgil Cisl Uil Veronesi? ..

  • Sosterranno la vertenza ? Così svuotano di significato il tavolo concertativo territoriale sostenendo le ragioni dei lavoratori contro quelle dell'impresa anche a quel livello.

  • Aspetteranno zitti zitti che la vertenza finisca in una bolla di sapone per poter così riprenderla al tavolo concertativo per trovare una soluzione altra che ovviamente non potrà vedere Confindustria disponibile ad intese che penalizzino l'imprenditore che vuole ridurre gli organici, semplicemente ed anche perchè questi non può essere obbligato a mediare su posizioni che magari lui in azienda già aveva dichiarato di non accettare (cosa impediva allora a lui di fare l'accordo in azienda ??).

La morale è che quel tavolo concertativo è inutile oppure, nella peggiore delle ipotesi servirà solo per imporre una soluzione alla situazione di crisi che non dispiacia a Confindustria.

 

La morale è che questo tavolo non servirà a dar voce e soluzioni ai problemi del mondo del lavoro ma sarà solo uno strumento in mano a confindustria per premere sulle amministrazioni locali per chiedere infrastrutture, agevolazioni finanziarie e amministrative, e lo farà con il consenso sindacale al quale si permetterà di pensare di contare qualcosa solo sulla partita della formazione (ovviamente solo se ci sono i fondi pubblici)

Non scopriamo l'acqua calda. La recente esperienza sindacale ha già visto nascere tavoli locali per il lavoro e la competitività che sono finiti in una bolla di sapone o che hanno funzionato solo quando interessava alle imprese. Nonostante questo ancora ci si casca ... ma si sa ... se dai ad uno che di mestiere fa il sindacalista (che è cosa ben diversa da chi è sindacalista e basta)  l'idea di poter contare qualcosa quello si beve tutto.

Se queste sono le premesse del nuovo Patto nazionale sulle relazioni sindacali e sulla contrattazione stiamo freschi.

28.12.2007

COORDINAMENTO RSU