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Ma la confindustria non è
babbo Natale .
In merito al protocollo di lavoro e concertazione tra sindacati
CGIL-CISL-UIL e imprenditori di Verona. La rete 28 aprile nella CGIL
per la democrazia e l'indipendenza del sindacato esprime un profondo
dissenso su modi e contenuti del tavolo di concertazione avviato tra
sindacati e industriali di Verona che sottende a logiche estranee
agli interessi dei lavoratori.
In tale trattativa vengono posti al centro i temi della produttività
e della competitività strettamente connessi ai profitti industriali
ponendoli a carico dei lavoratori.
Tali tematiche poste al centro dell'agenda da Montezemolo e
Confindustria contrastano con le più pregnanti richieste dei
lavoratori di porre al centro del dibattito i tanti temi che
investono il lavoro, la qualità di vita dei lavoratori, i diritti e
le tutele.
La produttività industriale è mediamente cresciuta del 17 per cento
mentre i salari hanno subito, negli ultimi cinque anni, una grave
perdita del loro valore di acquisto, i tagli sulle pensioni hanno
fortemente impoverito le famiglie come l'aumento della precarietà
dei giovani e dei meno giovani espulsi dal ciclo produttivo, le
donne inserite solo in lavori precari e a bassa qualificazione, la
mancanza di sicurezza sui posti di lavoro per inadempienza delle
aziende che ogni giorno provocano morti e incidenti sul lavoro
perchè si preferisce investire in delocalizzazioni o strumenti
finanziari.
Il rafforzamento della contrattazione di secondo livello a scapito
della contrattazione nazionale di categoria introdurrebbe ulteriori
elementi di disparità e disuguaglianza tra i lavoratori a favore di
un'incerto recupero di produttività la cui misura ci si guarda bene
dallo stabilire.
In un territorio in cui prevalgono le micro e piccole aziende a
basso tasso di sindacalizzazione e con un numero di dipendenti
inferiore alle quindici unità, non coperto, quindi, dalle tutele
dello statuto dei lavoratori sui licenziamenti non si comprende,
francamente quali vantaggi può portare un protocollo di questo
tenore.
La "Rete 28 prile nella CGIL" chiede, quindi che si affrontino
queste problematiche concrete prima che con gli industriali negli
organismi sindacali e tra i lavoratori.
Giliola Corradini
Rete 28 aprile in Cgil
Camera del Lavoro Verona
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