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L'ira funesta di Carla Cantone
(segreteria Cgil) Al direttivo nazionale Cgil, convocato il 18 dicembre per preparare l'assemblea di organizzazione che si terrà nel 2008, è successo che il documento presentato dalla maggioranza ha avuto le critiche ed il voto contrario di Giorgio Cremaschi e della rete28aprile. A questo fatto ecco la reazione di Carla Cantone così come è stata riferita nella nota apparsa sul sito www.rassegna.it (la rivista telematica della Cgil)
Come si vede ci troviamo di fronte ad un livore quasi fisico. Nessuna critica di merito magari pure argomentata ma una semplice, esplicita ed inutile dichiarazione di ostilità verso Giorgio Cremaschi in quanto persona che viene bellamente indicato come uno che sta sulle palle a tutti, persino ai "suoi". Ora lasciamo a Cremaschi ed alla Cantone la liquidazione di una questione così intima e soggettiva, ma ci interessa quel poco di merito che traspare dalla reazione della compagna Cantone ed ossia la denuncia di lesa maestà contro chi, nonostante tutti gli sforzi, proprio non riesce a vedere qualità particolari ed eccelse nella gestione della Cgil al tempo di Epifani. In fin dei conti la compagna Cantone si accalora per una cosa che da mesi è ormai argomento nei corridoi delle sedi Cgil dove l'inadeguatezza della gestione Epifani è discussione diffusa anche tra esponenti della maggioranza tanto che già girano ipotesi sulla sua sostituzione e sulla sua destinazione (candidato sindaco a Roma ?? .. ed altre ancora). La compagna Cantone invece di prendersela solo con Cremaschi dovrebbe guardare meglio a quanto pensano (senza dirlo pubblicamente) anche esponenti della sua maggioranza.
Per molti della maggioranza la debolezza di spessore del segretario (uscito oltremodo malridotto dalla sua gestione delle ultime vicende sul nuovo welfare nelle quali Epifani è stato probabilmente anche spinto e sostenuto a fare il "lavoro sporco" che posizionasse la Cgil nel dialogo per un nuovo "Patto" sociale con Cisl, Uil e Confindutria nel solco del nuovo progetto politico del PD) è occasione per progettare ed ambire a evoluzioni che favoriscano nuovi percorsi di carriera collegati al rafforzamento delle nuove correnti interne alla maggioranza. In fin dei conti le critiche interne alla maggioranza contro Cofferati per aver costretto la Cgil su una posizione di "isolamento" e di scontro con quelle tendenze liberiste a cui molti in Cgil guardavano con favore, si sono poi trasformate in pressioni pesanti su Epifani perchè cogliesse l'occasione del "Governo amico" per fare marcia indietro su tutto. E' chiaro che, a fronte delle grandi mobilitazioni e della collocazione conflittuale imposta dall'ultima fase della gestione Cofferati, quello che si chiedeva ad Epifani era un "lavoro sporco". Un lavoro cioè che coercitivamente, senza cioè un vero dibattito interno ed una prassi democratica di confronto con le diverse opzioni, riportasse la Cgil a riconoscere la legge 30, a rendersi disponibile ad ulteriori peggioramenti del sistema previdenziale ecc. Condizioni queste indispensabili per riaprire un discorso sul tanto sperato "nuovo patto" sociale a cui la destra Cgil non intendeva rinunciare. Epifani ha oggettivamente aderito a queste pressioni e lo ha fatto nonostante le sue dichiarazioni formali continuavano a risultare ancora in qualche modo orientate verso una linea di continuità con quella ritrovata conflittualità ripresentatasi nella fase finale della gestione Cofferati. Una bella confusione .. non c'è che dire. Ora, fatto il lavoro sporco, sono in molti nella maggioranza che sentono la necessità di una svolta che renda esplicito il ritorno della Cgil su posizioni moderate ed aperte verso il "pragmatismo economico", ma per farlo occorre una liquidazione delle residue opposizioni interne (di sinistra) ed un nuovo gruppo dirigente che non può non passare attraverso la liquidazione della brutta e debole immagine di un Epifani. Non è fantascienza. Basta girare le sedi Cgil per incrociare discussioni di questo tipo nei chiacchericci di corridoio.
Per molti lavoratori la cosa è invece più semplice ed epidermica. Per mesi si sono rassicurati sentendo il loro segretario nazionale dichiarare che la legge 30 andava abolita (o comunque come da altri interpretato, pesantemente riscritta) e che lo scalone Maroni era una vergogna perchè nulla nei conti Inps giustificava un aumento dell'età pensionabile o una riduzione dei coefficienti. Ma poi hanno visto il loro segretario nazionale accettare di andare al confronto su queste questioni senza che mai si sia discusso della cosa nelle assemblee di luogo di lavoro. A chi chiedeva una discussione Epifani ha risposto per mesi che non c'era nulla da discutere perchè ancora il Governo non aveva presentato una sua proposta, ma intanto continuava a trattare. Succede poi che in una notte si firma un accordo che è l'esatto contrario di quello per cui gli iscritti Cgil erano stati chiamati fino a pochi mesi prima a mobilitarsi nelle piazze. Lo stesso Epifani si sente poi preso in giro dallo stesso Governo per come si è arrivati all'accordo ed infatti mugugna e protesta tanto che invia una lettera a Prodi chiedendo chiarimenti. Firmerà l'accordo comunque il giorno dopo l'invio della lettera. Si ride per non piangere. Diventa quindi il più strenuo difensore di quell'accordo e attacca chi, secondo lui, vuole condizionarlo con letture ed interferenze politiche senza accorgersi però di cadere nel ridicolo quando come proncipale e forte motivazione a sostegno dell'accordo altro non sa dire che "altrimenti cade il Governo". Si inventa anche una rinnovata voglia di Confederalità, rivolgendo ciò contro la Fiom per le critiche all'accordo, dimenticandosi che proprio lui era invece stato zitto in tutti i mesi precedenti quando, in baffo alle posizioni che lui andava sostenendo a parole, sotto il suo naso, categorie Cgil come le Poste, gli autoferrotranvieri, il commercio, i chimici ecc firmavano accordi che allungavano la durata dei contratti, contrattualizzavano la legge 30, introducevano deroghe al contratto nazionale ecc. E mentre stava zitto su questi riusciva anche a sostenere pure la Fiom costretta a subire accordi separati per non voler accettare di contrattualizzare quanto altre categorie della Cgil andavano allegramente firmando. Come chiarezza di intenti e di direzione politica non c'è che dire.
Succede ora che è già stata avviata con Confindustria una trattativa sui nuovi modelli contrattuali mentre solo pochi giorni prima (il 24 novembre) Epifani partecipava ad una assemblea nazionale che approva (si fa per dire) una specie di piattaforma (la chiamiamo "specie" perchè solo così può essere chiamata una non piattaforma) che doveva, secondo lui, essere portata immediatamente dopo alla discussione tra i lavoratori. Il risultato è che non si vedono sindacalisti a fare assemblee ma gli incontri con Confindustria sono già cominciati, per discutere di cosa lo sa solo lui. Sappiamo solo (e solo dai giornali) che Epifani ritiene inevitabile ed urgente il confronto e che si differenzia da Cisl e Uil solo perchè al tavolo vuole anche il Governo. Ma, ovviamente, l'urgenza non si estende al coinvolgimento dei lavoratori i quali ancora una volta si troveranno un accordo che decide del loro futuro senza che mai abbiano almeno potuto dire la loro in proposito.
Questo in sintesi. Che c'è di strano a sollevare il dubbio che forse non è questa la stagione migliore della gestione Cgil ?? Ora, senza voler fare un paragone con la gestione di Di Vittorio (un abisso) riteniamo lecito (visti i fatti) che sulla gestione Epifani della Cgil qualche pesante dubbio possa essere sollevato. Se la compagna Carla Cantone si indigna quando qualcuno espone dubbi sulla chiarezza di intenti e capacità di direzione politica del segretario della più grande organizzazione sindacale, vuol dire allora che è d'accordo con questa gestione e non ne vede i limiti. Allarghiamo quindi necessariamente anche a lei il giudizio affermando che è la gestione Epifani e Cantone il punto più basso della storia della Cgil. Certo non ne siamo felici anche perchè, visti i candidati, vediamo poco di buono anche in quella che potrebbe essere la nuova gestione.
19.12.07
Coordinamento RSU
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